Domenico Tripodi

sulla destra, l’arch Paolo Favole
Il libro che sto per presentare, la cui pubblicazione è allegata come inserto speciale alla rivista “CHIESA OGGI,” rievoca la storia di un incontro che, come sempre, accade in modo imprevisto e sorprendente dove si cela in esso un significato profondo che trascende la semplice casualità.
Un incontro, quello con don Giussani, che ha dato corpo ad un’esperienza trasformativa segnando per sempre il cuore del suo autore.
Scritto da Paolo Favole, un affermato architetto milanese ancora in piena attività che ha pubblicato numerosi articoli e diversi saggi sulla storia dell’architettura e delle città ed insegnato per molti anni al Politecnico di Milano, il testo ci presenta oggi l’autore con una veste del tutto nuova ed originale.
Si tratta di un libro di memorie, legato ad un momento di vita fortemente significativo della sua adolescenza fino all’età più matura, un atto di testimonianza che può essere di utilità a quanti desiderano approfondire aspetti meno noti ed ancora inediti della personalità di don Giussani negli anni del suo insegnamento al Liceo Berchet di Milano.
Divenuto una figura fondamentale nel contesto culturale e religioso del nostro Paese e di molti altri Paesi del mondo don Giussani, noto per essere stato il fondatore del Movimento Ecclesiale di Comunione e Liberazione, muore nel 2005. Dopo essere stato confermato dalla Chiesa Cattolica “Servo di Dio”, nel maggio 2024 ha inizio al processo di beatificazione e canonizzazione nella basilica milanese di Sant’Ambrogio.

La passione educativa di Giussani, notoriamente risaputa, ha inciso profondamente sulla vita di migliaia di persone tanto da suscitare un grande interesse sul suo operato confermato anche dall’ampia letteratura scritta a riguardo delle sue opere ed attorno al suo pensiero. A questa si aggiungono testi di molteplici testimonianze di personalità varie che, attraverso i loro scritti, ricordano in modo appassionato il loro incontro con don Giussani.
Alberto Savorana, che ha avuto modo di leggere in anteprima il libro di Favole, e Mons. Massimo Camisasca sono tra gli autori che più di altri hanno ripercorso approfonditamente le vicende della vita di Giussani sia per la loro stretta vicinanza ed amicizia che attraverso il supporto di fonti dirette.
Il libro di Paolo Favole si aggiunge pertanto alle voci che finora hanno contribuito a colmare quel vuoto conoscenza di rapporti relazionali di carattere personale così che del Giuss (come veniva confidenzialmente chiamato dai suoi alunni ed amici) l’autore non ha inteso mostrarci tanto il suo profilo pubblico quanto a restituirci aspetti di intimità attraverso una narrazione semplice di fatti, ricordi e aneddoti, a volte di apparente marginalità, che ci aiutano a comprendere, più di tante congetture, come l’umanità di Giussani sia stata così coinvolgente e contagiosa per quanti l’hanno potuto incontrare anche senza averlo conosciuto direttamente.
Nella premessa l’autore descrive in sintesi l’inizio della sua conoscenza e frequentazione assidua con Giussani, allora suo professore di religione, che risale nel 1955 sui banchi del Liceo Berchet per una durata di un decennio. Annoverato tra i suoi primi allievi Favole partecipa al periodo iniziale di Gioventù Studentesca. Con questo testo ha voluto condividere la sua esperienza vissuta in quegli anni che lo hanno visto impegnato in prima persona nella costruzione di ciò che sta all’origine del Movimento di Comunione e Liberazione assumendo anche ruoli di responsabilità.
Sorprende constatare come a distanza di molti anni egli abbia tenuto conservato i molti appunti che da “bravo Giessino” aveva preso con cura durante gli incontri e sui quali aveva riflettuto e meditato così come egli stesso descrive: “Raccolgo ricordi di quel periodo d’inizio del Movimento e le trascrizioni di raggi, esercizi spirituali, incontri, convegni, iniziative, dialoghi personali (1955- 1965 con continuità e qualcosa dopo).”
Oggi questo materiale è stato rielaborato e sintetizzato nel volume qui presentato a seguito della sua decisione di non tenere più per sé stesso questa documentazione ma di renderla pubblica anche in ragione del fatto che è in corso il processo di beatificazione.
Personalmente ho trovato il testo denso di episodi e fatti che contribuiscono ad ampliare l’acquisizione di nuove informazioni su don Giussani attraverso le circostanze vissute dall’autore. Pertanto mi sono impegnato a portare a conoscenza alla Fraternità di Comunione e Liberazione e al suo presidente Davide Prosperi questa iniziativa editoriale in vista dell’imminente pubblicazione.

