Bando Oratori 2026: la guida pratica di CHIESA OGGI per capire come funziona e come preparare una candidatura vincente
Il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato l’Avviso pubblico 2026 per il sostegno e la valorizzazione della funzione degli Oratori, mettendo a disposizione 6,5 milioni di euro destinati a finanziare progetti educativi, sportivi e sociali promossi dagli oratori italiani. Il contributo massimo ottenibile è pari a 50.000 euro per progetto.
avviso_oratori_2026.pdf
Si tratta di un’opportunità molto interessante non solo per le parrocchie, ma anche per diocesi, enti ecclesiastici, associazioni del Terzo Settore e per tutti quei professionisti che possono affiancarli nella progettazione.
In questo articolo vogliamo spiegare, in modo semplice, come funziona il bando e quali sono gli aspetti ai quali prestare maggiore attenzione.

Qual è l’obiettivo del bando?
L’obiettivo non è finanziare lavori edilizi o manutenzioni, ma sostenere la funzione educativa e sociale degli oratori.
Il Governo intende rafforzare il ruolo degli oratori come luoghi di:
- educazione;
- formazione;
- inclusione;
- sport;
- cultura;
- solidarietà;
- contrasto al disagio giovanile;
- cittadinanza attiva.
Il progetto, quindi, deve dimaginare attività che producano benefici concreti per la comunità e in particolare per bambini, adolescenti e giovani.
Chi può partecipare?
Possono presentare domanda:
- Parrocchie;
- Enti ecclesiastici della Chiesa cattolica;
- Associazioni del Terzo Settore iscritte al RUNTS che operano presso gli oratori;
- Associazioni ex ONLUS che abbiano presentato domanda di iscrizione al RUNTS nei termini previsti;
- Enti delle confessioni religiose che hanno stipulato un’intesa con lo Stato italiano.
È inoltre possibile partecipare in forma associata attraverso una ATS (Associazione Temporanea di Scopo), individuando un soggetto capofila responsabile del progetto.
Quanto si può ottenere?
Il contributo massimo richiedibile è di
50.000 euro per progetto.
Le risorse complessive disponibili sono pari a
6.500.000 euro.
Il decreto prevede il finanziamento di almeno 125 progetti distribuiti sul territorio nazionale secondo quote regionali, con possibilità di utilizzare le risorse residue per finanziare ulteriori progetti inseriti nella graduatoria nazionale.
Quali progetti vengono finanziati?
Il bando individua tre grandi categorie.
1. Formazione degli operatori
Sono finanziabili attività rivolte alla formazione di educatori, volontari e operatori impegnati negli oratori.
L’obiettivo è aumentare la qualità delle attività educative.
2. Innovazione educativa
Sono ammesse ricerche, sperimentazioni e nuove metodologie capaci di migliorare l’efficacia delle attività educative e sociali.
In altre parole, il progetto deve proporre qualcosa di innovativo e utile alla comunità.
3. Progetti educativi integrati
È probabilmente la categoria più ampia.
Comprende iniziative che integrano:
- istruzione;
- educazione;
- sport;
- inclusione;
- attività culturali;
- cittadinanza attiva.
Il bando sottolinea espressamente che i progetti devono favorire l’integrazione tra sport ed educazione.
Come vengono valutati i progetti?
Molti pensano che basti compilare correttamente la domanda.
Non è così.
La Commissione attribuirà un punteggio fino a 100 punti, valutando diversi aspetti del progetto.
Tra i principali criteri troviamo:
- qualità della proposta;
- coinvolgimento di minori;
- inclusione delle persone con disabilità;
- contrasto alle discriminazioni;
- utilizzo di metodologie innovative;
- collaborazione con scuole;
- collaborazione con enti sportivi;
- sostenibilità del progetto nel tempo;
- presenza di indicatori per misurarne i risultati;
- congruità del budget economico.
In pratica, non basta avere una buona idea: occorre dimostrare che sia realizzabile, ben organizzata e capace di produrre risultati concreti.

Esistono punteggi aggiuntivi?
Sì.
Il bando prevede punteggi premiali per i progetti che presentano caratteristiche particolarmente qualificanti.
Ad esempio:
- combinazione di più tipologie di attività;
- utilizzo di strumenti digitali;
- metodologie innovative;
- laboratori;
- workshop;
- sperimentazioni;
- giochi educativi.
Sono elementi che possono fare la differenza nella graduatoria finale.

Quando presentare la domanda?
Le domande potranno essere presentate esclusivamente online.
La piattaforma sarà aperta:
dal 9 settembre 2026 alle ore 12.00
fino al
9 ottobre 2026 alle ore 12.00
L’accesso avviene esclusivamente tramite SPID del legale rappresentante dell’ente.
Quali documenti bisogna preparare?
La domanda dovrà essere accompagnata da una documentazione tecnica piuttosto articolata.
Tra i principali documenti richiesti troviamo:
- relazione descrittiva del progetto;
- cronoprogramma;
- budget dettagliato;
- eventuali altri finanziamenti;
- referente amministrativo;
- referente della comunicazione;
- documentazione dell’ente;
- eventuale CUP se già disponibile.
È consigliabile iniziare a preparare questi documenti con largo anticipo.
Come viene erogato il contributo?
Il finanziamento non viene versato in un’unica soluzione.
Il contributo sarà erogato in tre fasi:
- 30% all’avvio del progetto;
- 50% durante lo svolgimento delle attività, previa rendicontazione delle spese sostenute;
- 20% al termine del progetto, dopo la verifica finale della documentazione amministrativa e contabile.
Questo significa che è fondamentale organizzare correttamente tutta la gestione economica e conservare la documentazione giustificativa.

Perché è importante progettare bene?
Un buon progetto non nasce compilando un modulo.
Nasce molto prima.
Occorre definire:
- gli obiettivi;
- i destinatari;
- le attività;
- i partner;
- il cronoprogramma;
- il piano economico;
- gli indicatori per misurare i risultati.
Più il progetto è coerente e ben costruito, maggiori saranno le probabilità di ottenere un punteggio elevato.
Un’opportunità anche per i professionisti
Questo bando rappresenta anche un’importante occasione per architetti, progettisti, consulenti, educatori, enti di formazione e professionisti del Terzo Settore.
Molte parrocchie dispongono di ottime idee ma non sempre possiedono le competenze necessarie per trasformarle in un progetto competitivo.
La collaborazione tra enti ecclesiastici e professionisti può quindi diventare un valore aggiunto, capace di aumentare la qualità delle proposte e le possibilità di finanziamento.
Conclusioni
Il Bando Oratori 2026 rappresenta una concreta opportunità per rafforzare il ruolo educativo, sociale e culturale degli oratori italiani.
Preparare una buona candidatura richiede tempo, organizzazione e una lettura attenta dell’Avviso. Comprendere i criteri di valutazione, predisporre un budget coerente e costruire un progetto ben strutturato sono passaggi fondamentali per competere efficacemente nella graduatoria.
Noi di CHIESA OGGI continueremo a pubblicare approfondimenti, esempi pratici e suggerimenti operativi per accompagnare parrocchie, diocesi, enti ecclesiastici e professionisti nella comprensione del bando.
Se, leggendo l’Avviso, c’è qualche passaggio che non ti è chiaro, scrivi alla Redazione di CHIESA OGGI indicando il tuo dubbio. Cercheremo di approfondire l’argomento e di fornire una risposta chiara e utile, trasformando le domande più frequenti in nuovi articoli di approfondimento per aiutare tutta la comunità dei nostri lettori.


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