Comunità energetiche, patrimonio e futuro condiviso
Le Comunità Energetiche Rinnovabili non sono soltanto una questione tecnica, né un semplice strumento per ridurre i costi energetici. Nell’intervento di Don Valerio Pennasso al Quinto Forum Chiesa in Cantiere emerge una visione più ampia: energia, comunità, inclusione sociale, restanza e valorizzazione del patrimonio ecclesiastico possono diventare parti di un unico progetto territoriale. Un tema nato nel contesto ecclesiale, ma facilmente traslabile a molte professioni.

Energia rinnovabile come progetto di comunità
Per architetti, progettisti, tecnici e amministratori, il caso raccontato da Don Valerio Pennasso offre una prospettiva preziosa: la Comunità Energetica Rinnovabile non nasce solo dall’installazione di pannelli fotovoltaici, ma dalla costruzione di un consenso territoriale. A Rodello, nelle Langhe, il percorso è partito da incontri pubblici, relazioni personali, collaborazione tra parrocchia, comune, fondazione e cittadini. La tecnologia è importante, ma viene dopo. Prima servono consapevolezza, fiducia, capacità di coinvolgere le persone e una visione condivisa. È una lezione utile anche per chi progetta edifici, servizi, spazi pubblici o interventi complessi.
Patrimonio ecclesiastico, inclusione e restanza
L’esperienza delle Langhe mostra come il patrimonio ecclesiastico possa diventare infrastruttura sociale e culturale. Una chiesa confraternale trasformata in salone polifunzionale diventa luogo di incontro; un museo di arte sacra contemporanea può aprirsi alla partecipazione di persone fragili; le RSA e le comunità locali diventano parte attiva di una strategia di sviluppo. La CER diventa così un dispositivo che collega energia, cultura, inclusione e permanenza nei territori. Non si tratta solo di produrre e condividere energia, ma di generare occasioni di lavoro, cura, relazione e appartenenza.

Dagli incentivi economici al valore territoriale
Nel racconto di Don Valerio Pennasso, gli incentivi non sono il fine, ma uno strumento. In Alta Langa, una parte rilevante delle risorse potrà essere reinvestita nella tutela della biodiversità e nella gestione dei boschi. Nell’area di Rodello, invece, gli incentivi potranno sostenere attività culturali, turistiche e sociali, come l’apertura del museo e il coinvolgimento di giovani con disabilità. La Comunità Energetica Rinnovabile diventa quindi una piattaforma di redistribuzione intelligente del valore. Per i professionisti è un modello interessante: ogni scelta tecnica può produrre effetti economici, ambientali e comunitari.

Guarda gli altri video del Quinto Forum Chiesa in Cantiere
L’intervento si inserisce nella giornata del Quinto Forum Chiesa in Cantiere, “Valorizzazione del patrimonio tra conservazione e innovazione”, un momento di confronto dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico come risorsa viva per la comunità. Il Forum ha messo al centro tutela, fruizione, innovazione, connessione tra tradizione e futuro, qualità degli interventi, dibattito professionale, networking e partecipazione gratuita. Guardare gli altri video della giornata permette di cogliere la ricchezza di esperienze, competenze e visioni nate attorno alla cura dei luoghi ecclesiastici e alla loro capacità di generare valore condiviso.


Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano una straordinaria occasione per ripensare il rapporto tra energia, patrimonio, comunità e futuro dei territori. L’esperienza raccontata da Don Valerio Pennasso dimostra che una CER non nasce soltanto da una scelta tecnica o impiantistica, ma da una visione condivisa, capace di coinvolgere parrocchie, enti pubblici, fondazioni, cittadini, professionisti e realtà sociali.
In questo senso, il patrimonio ecclesiastico può diventare una vera infrastruttura di comunità: luoghi da conservare, certo, ma anche da riattivare, rendere accessibili, abitare con nuove funzioni culturali, sociali ed educative. Energia rinnovabile, inclusione, cura del territorio, lavoro, turismo sostenibile e restanza possono così diventare parti di un unico progetto.
Per architetti, tecnici, amministratori e operatori culturali, queste esperienze aprono scenari concreti e replicabili. Ogni territorio può interrogarsi su come trasformare i propri beni, le proprie reti e le proprie energie in valore condiviso.
Se anche nella tua comunità, parrocchia, diocesi, amministrazione o realtà professionale desideri promuovere iniziative simili, raccontare un’esperienza, avviare un confronto o costruire un progetto legato a comunità energetiche, valorizzazione del patrimonio ecclesiastico e innovazione sociale, ti invitiamo a entrare in contatto con la redazione.