Celebrare mezzo secolo al cospetto del romanico
Quest’anno l’Associazione “Amici di San Pietro al Monte” taglia un traguardo importante: mezzo secolo di dedizione alla salvaguardia e valorizzazione di uno dei gioielli del romanico lombardo, la splendida Basilica posta sulle pendici del Monte Cornizzolo, a Civate.
Un impegno che viene da lontano
Fondata nel 1975 per iniziativa di don Vincenzo Gatti – sacerdote, storico d’arte e membro della Scuola del Beato Angelico – l’associazione ha svolto un ruolo cruciale nella rinascita della basilica: grazie all’energia e alla passione dei volontari, oggi San Pietro al Monte può essere ammirata in tutta la sua bellezza, dopo restauri mirati che ne hanno arrestato il degrado e ne hanno riportato alla luce la ricchezza artistica.
Dieci giorni di iniziative e un volume commemorativo
Per festeggiare i 50 anni, gli Amici hanno organizzato una serie di iniziative che hanno animato il territorio civatese per dieci giorni, culminate con la pubblicazione di “Dove la bellezza svela il mistero”, un libro di grande fascino che raccoglie immagini e testi di Carlo Castagna e foto evocative di Giuditta Scola. Il volume, pensato come omaggio alla storia dell’associazione e alla spiritualità raccolta lungo i sentieri e tra le pietre millenarie del complesso, intesse i ricordi del passato con la luce che oggi illumina gli interni della basilica, svelandone i dettagli più intimi.
Volti e storie di una comunità animata dal sacro
Durante le celebrazioni, il presidente Andrea Valsecchi ha ricordato con gratitudine l’eredità spirituale e operativa di don Gatti e del precedente presidente Serafino Castagna, evidenziando il cuore del sodalizio: un’azione volontaria guidata da un profondo senso di fede e responsabilità culturale. Le parole dell’ex presidente storico, richiamano San Pietro al Monte non solo come testimonianza artistica, ma come messaggio vivo, lanciato attraverso l’arte e la liturgia, verso una ricerca del mistero che supera la mera contemplazione estetica.
Una luce che sa parlare
Le fotografie di Giuditta Scola, raccolte nel volume, non si limitano a documentare, ma cercano di catturare la luce che modella lo spazio sacro, tessendo un dialogo tra luce naturale e spiritualità che avvolge chi si accosta alla basilica. È una bellezza che non è mai statica: cambia con le stagioni, rivela l’incanto del nascere di un nuovo giorno o l’intimità di una sera spenta, generando nei pellegrini un senso di stupore e di profondità.
Approfondimento: https://www.leccoonline.com/notizie/90745/basilica-di-san-pietro-al-monte-gli-amici-compiono-50-anni-dieci-giorni-di-iniziative-e-un-libro
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