Una chiesa tra le case

Il progetto vincitore del concorso per la nuova Chiesa “Santa Maria Santissima del Rosario” a Terrasini (PA)

La nuova Chiesa parrocchiale “Maria Santissima del Rosario” di Terrasini risponde all’esigenza di avere un nuovo centro di aggregazione sociale e culturale, rivestendo un ruolo di catalizzatore per la variegata comunità locale, costituita da residenti e villeggianti.

L’area di progetto del centro abitato di Terrasini è caratterizzata da un impianto urbano regolare distribuito su diverse quote, costituito da assi paralleli che determinano isolati stretti e allungati, al centro dei quali sorgerà la nuova Chiesa come nuova polarità tra le case del quartiere.

I temi emersi dal processo partecipativo, che ha coinvolto la comunità, evidenziano la necessità di un nuovo centro per l’incontro e la socializzazione. Pertanto, il complesso parrocchiale è pensato come un polo di aggregazione sociale e culturale per l’intera comunità, un luogo che si basa su tre elementi fondativi: Parola, Eucaristia, Carità.

La scelta progettuale fondamentale è stata quella di isolare il volume della Chiesa rispetto agli edifici del contesto, creando percorsi e spazi pubblici che rendano riconoscibile l’ambiente sacro esterno ed interno del complesso parrocchiale, e al tempo stesso determinino il luogo di unione ed accoglienza tra la comunità e la Chiesa.

Il progetto, inserendosi fortemente nel rigido tessuto urbano e sfruttando i piani di quota del lotto, definisce vari ambiti di relazione con il contesto, declinando in modi differenti gli spazi per la comunità che mantengono così la loro autonomia formale e simbolica:

  • a sud la nuova Piazza della Comunità, il sagrato della Chiesa (di circa 200 mq), si configura come uno spazio che esalta l’ingresso coperto all’aula liturgica. La piazza della Comunità è fruibile anche nei periodi estivi per celebrazioni all’esterno, grazie all’uso di soluzioni di ombreggiamento leggero, distribuisce l’ingresso al volume separato che ospita l’ufficio del parroco e le aule liturgiche, definendosi come spazio di riunione e incontro per l’intera comunità. Il campanile, che si fonde con l’aula liturgica, invita a vivere gli spazi del sagrato e dei locali di ministero pastorale, divenendo all’interno richiamo del battesimo, essendo posto al di sopra del fonte battesimale;
  • a nord la nuova Piazza dei Ragazzi, l’area pubblica esistente riqualificata (di circa 120 mq), dà accesso al salone parrocchiale e ai locali dedicati alla Caritas. Lo spazio, ad oggi poco fruibile, diventa accessibile in quota da via Matteotti, mentre su via Dante viene realizzata una gradonata utilizzabile dai fruitori come sito di incontro, spazio di riposo, mentre i bambini giocano sul piazzale, sul quale il salone parrocchiale può affacciarsi ed aprirsi completamente, eliminando le barriere tra interno ed esterno.

Riconoscibilità dell’edificio sacro

La progettazione del nuovo complesso parrocchiale ha come obiettivo principale quello di coniugare l’impianto liturgico, inteso come passo progettuale fondante, con gli aspetti funzionali, estetici ed artistici caratterizzati da semplicità e sobrietà, nonché con l’ambiente circostante costruito il tutto nel rispetto delle vigenti norme urbanistiche e dei regolamenti.

La Chiesa cerca il dialogo con il quartiere, rifuggendo l’immagine di edificio altero e imponente, cercando, attraverso l’adattamento sulle diverse quote e le inclinazioni dei volumi della copertura, simbolo di quella “tenda più grande e perfetta”, una relazione con il tessuto urbano e le geometrie domestiche della trama cittadina, che al tempo stesso rendono la Chiesa identificabile come luogo di rilevanza sociale e culturale nel quartiere.

Si cerca l’equilibrio architettonico attraverso una dualità simbolica di forme e materiali: il basamento materico rivestito in pietra d’Aspra, l’appoggio terreno per la nuova Chiesa, che getta la radici sul territorio e l’eleganza dei volumi dell’aula e del campanile, dall’aspetto bianco, candido, che vibra sotto la luce naturale e si staglia verso il cielo, a simboleggiare la sacralità dell’edificio e la proiezione verso il divino.

Profilo estetico, formale

L’aula nel complesso ospita circa 300 posti a sedere e punta a generare uno spazio avvolgente dal l’impianto centrico, ma sempre orientato verso l’area presbiterale, centro dell’azione liturgica.

All’interno si trova la stessa dualità materica presente all’esterno.
Una fascia basamentale alta 3,30 m, rivestita in pietra d’Aspra, ha lo scopo di rapportare lo spazio alla scala umana.

Questa fascia in corrispondenza del lato est della chiesa diventa uno spazio caratterizzato da un cassettonato in legno a maglia regolare, che accoglie alcuni lucernari che illuminano l’immagine mariana e le statue dei Santi Pio e Giuseppe; a sud, varcata la soglia, delimita sulla destra il fonte battesimale e sulla sinistra la penitenzieria. Uno spazio continuo, perimetrale all’aula liturgica, con un’atmosfera calda e di raccoglimento, che invita alla preghiera dedicata alle immagini sacre presenti nella Chiesa.

Al di sopra della parte basamentale si poggia un volume più alto, bianco e luminoso che delimita e accoglie l’assemblea dei fedeli. L’aula liturgica è unica e la leggibilità dello spazio immediata.

All’interno dell’aula il rapporto con il trascendente è sottolineato dalla luce, che accompagna il credente nel suo percorso: il soffitto bianco e luminoso, che sembra essere sospeso, trova il suo punto di altezza massima in corrispondenza del presbiterio, dove un grande lucernario diffonde la luce naturale su tutta l’aula liturgica.

Ulteriore estrusione del soffitto si ha in corrispondenza del fonte battesimale, che risulta illuminato da una luce zenitale, grazie al volume che ospita il lucernario e all’interno del quale, esternamente, si sviluppa il campanile, che si mostra in facciata popolando l’area del sagrato.

Impianto liturgico

La forma architettonica dell’edificio chiesa esprime il criterio metodologico seguito in tutta la progettazione che obbliga l’architettura per la liturgia, alla recezione del modello ecclesiologico del Concilio Vaticano II.

In particolare, la struttura viene pensata alla luce dell’archetipo della “tenda” realizzata da Mosè nel deserto come luogo dell’incontro tra Dio e il suo popolo durante l’Esodo verso la terra promessa, che diventerà poi il “tabernacolo” nel Nuovo Testamento dove il cristiano diventa il luogo dell’incontro con Dio (1 Cor3, 16-17).

La luce come ingrediente dello spazio liturgico orienta l’edificio chiesa e definisce tutti i fuochi liturgici significativi in cui si articola l’aula celebrativa. L’asse liturgico principale e la loro disposizione planimetrica sono funzionali alla tradizione architettonica che direziona la luce da est (oriente) dove viene collocato l’altare e l’apice della luce zenitale (mezzogiorno) definisce il battistero.

L’aula è progettata partendo dalla visione ecclesiale della comunità in atto celebrante, soggetto attivo dei “Santi misteri” e tutti i poli liturgici favoriscono la partecipazione dei fedeli e la chiara riconoscibilità.

La forma circolare del presbiterio esprime il carattere avvolgente ed accogliente verso l’assemblea. La metodologia progettuale privilegia il senso dell’armonizzazione degli spazi celebrativi articolati sull’asse est-ovest a partire dal Fonte battesimale che consente la modalità di celebrazione sia per immersione che per infusione, ubicato all’ingresso della chiesa e posizionato in piena comunicazione con l’aula perciò visibile, unico e fisso.

L’Altare, luogo del sacrificio e mensa conviviale, rappresenta il fuoco dell’aula celebrativa e il punto di convergenza anche visiva della chiesa.

Infine, l’Ambone, luogo della proclamazione della Parola alla luce della Pasqua, anch’esso segno permanente insieme con l’altare e il battistero, ben riconoscibile e visibile da tutti.

La sede dove c’è la seduta di chi presiede la celebrazione liturgica in qualità di Capo (Cristo) del Corpo (comunità ecclesiale) è stata pensata in diretta correlazione visiva con l’assemblea per favorire la familiarità e agevolare la funzione di guida nelle celebrazioni liturgiche.

La custodia eucaristica e la Cappella del Santissimo sono collocate in uno spazio accessibile dall’aula che dal presbiterio, visibile immediatamente entrando nella chiesa, dove brillerà una lampada perenne e verrà incastonata nella parete laterale del presbiterio. Sarà inamovibile, non trasparente ed inviolabile.

La penitenzieria è pensata come un luogo che consente la celebrazione del sacramento della riconciliazione in modo riservato e accogliente ma nel contempo collegato direttamente con l’aula liturgica.

L’aula celebrativa consente la dinamica celebrativa che si sviluppa a partire dai percorsi processionali relativi ai diversi riti liturgici, in particolare la processione introitale, che partendo dalla sacrestia attraversa tutta la navata della chiesa fino a raggiungere il presbiterio e la processione che conduce dal battistero al presbiterio nel rito del battesimo.

In prossimità della navata laterale è stato previsto uno spazio devozionale per la collocazione delle statue dei santi caratterizzati dalla presenza di lucernari.

Aspetti funzionali

I nuclei del complesso parrocchiale sono gli spazi pubblici esterni: a sud la piazza-sagrato dà accesso all’aula liturgica, alle aule per il catechismo e agli uffici parrocchiali; a nord lo spazio pubblico esistente integrato e riqualificato distribuisce il salone parrocchiale e i locali dedicati alla Caritas.

Il volume della Chiesa al suo interno ospita, oltre all’aula liturgica, gli ambienti della sagrestia e della nursery, con i propri spazi accessori dedicati, in corrispondenza della zona dietro all’area presbiteriale, l’accesso è ben distinguibile ma defilato rispetto al resto dell’aula.

Il volume delle aule catechistiche, che affaccia sul sagrato, si sviluppa su due livelli e ospita un totale di sei aule, caratterizzate da un alto livello di flessibilità e permeabilità visiva, essendo accorpabili o separabili tra loro attraverso elementi divisori mobili.

Il salone parrocchiale si configura come un ambiente open-space, che assicura una spazialità ampia e gradevole, che si apre sullo spazio pubblico adiacente; in comunicazione con il salone si trovano i locali Caritas, i servizi igienici, i depositi e i locali tecnici.

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