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Restauro della Chiesa di Santa Barbara: innovazione invisibile con il sistema radiante MORE FTA

a cura di Edmondo Jonghi Lavarini, architetto

Un viaggio tra architettura sacra, tecnologia sostenibile e memoria collettiva: scopri come la Chiesa di Santa Barbara è rinata grazie al sistema radiante MORE FTA.


Nel cuore di San Donato Milanese, la Chiesa di Santa Barbara, simbolo spirituale e industriale di Metanopoli voluta da Enrico Mattei, è stata protagonista di un intervento di restauro esemplare. In questa intervista, l’ing. Federico Ongaretti – direttore marketing di RBM e della divisione MORE – racconta come il progetto abbia saputo coniugare innovazione tecnologica e rispetto per l’architettura sacra.


L’intervento ha previsto l’installazione del sistema radiante a pavimento MORE FTA, (https://www.rbmmore.com/it/more-fta) una soluzione ad altissima efficienza, invisibile e silenziosa, perfettamente integrata in uno spazio tutelato. Senza alterare opere d’arte come il mosaico di Fiorenzo Tomea o gli arredi dei Fratelli Pomodoro, il progetto ha restituito dignità funzionale e liturgica a un edificio di grande valore storico.


L’intervista approfondisce criteri progettuali, sfide tecniche, scelta dei materiali e approccio metodologico, offrendo un modello replicabile per chiese del Novecento e spazi sacri contemporanei. Un’occasione preziosa per architetti, progettisti e operatori del settore che desiderano scoprire come il Made in Italy possa trasformarsi in un alleato per il restauro consapevole.


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Restauro e innovazione nella Chiesa di Santa Barbara: comfort invisibile con il sistema MORE FTA. Guarda l’intervista a Federico Ongaretti.

Buongiorno a tutti.

Ecco, siamo qui con l’ing. Federico Ongaretti, direttore marketing di RBM e della divisione MORE.

Buongiorno Federico.

— Buongiorno, buongiorno a tutti. Buongiorno Edmondo. Grazie per l’opportunità.

Eccoci, siamo qui con un bel caso studio. Il primo è quello di una chiesa molto iconica: la chiesa di Santa Barbara a San Donato Milanese.


Raccontaci un po’ questa chiesa: qual è il valore storico e simbolico della chiesa di Santa Barbara nel contesto dell’industrializzazione italiana voluta da Enrico Mattei, e in che modo il progetto di restauro ha voluto valorizzarlo?

— La chiesa di Santa Barbara rappresenta un simbolo profondo del connubio tra spiritualità e progresso industriale.

Fu costruita negli anni ’50 come cuore simbolico e religioso di Metanopoli, la città-azienda fondata da Enrico Mattei a San Donato Milanese, sede dell’ENI, e dedicata alla patrona dei minatori e delle professioni legate all’energia.

La chiesa testimonia il valore che Mattei attribuiva non solo al benessere materiale, ma anche a quello spirituale delle persone.

L’intervento di restauro, in particolare, ha voluto valorizzare questa dimensione storica e simbolica, cercando di preservare il più possibile tutta l’architettura originale, mantenendo intatte soprattutto le opere d’arte, tra cui il celebre mosaico della Crocifissione di Fiorenzo Tomea e gli arredi dei Fratelli Pomodoro, restituendo dignità liturgica e funzionale a uno spazio che appartiene alla memoria collettiva dell’Italia industriale.


Guarda e Scarica la presentazione PDF visibile nel video


Come si è riusciti a coniugare l’innovazione tecnologica con il rispetto per il patrimonio artistico e liturgico, in particolare con l’adozione del sistema radiante a pavimento MORE FTA?

— La sfida era garantire il massimo comfort e benessere climatico, senza alterare in alcun modo l’equilibrio architettonico e spirituale della chiesa.

Nel progetto è stato previsto l’utilizzo di un sistema radiante a pavimento chiamato MORE FTA, un sistema a bassissimo spessore e di elevata efficienza.

Si tratta di una tecnologia progettata per integrarsi in contesti delicati, come quelli tutelati dalla soprintendenza. Questo sistema ha uno spessore inferiore ai 35 mm, si adatta perfettamente a spazi esistenti, offrendo un calore uniforme, un impatto silenzioso e invisibile, in perfetta linea con l’essenza di uno spazio sacro.

È un esempio concreto di come l’innovazione possa diventare uno strumento di rispetto e valorizzazione del patrimonio.



Quali sono stati i criteri e le sfide nella scelta dei materiali per il rifacimento del pavimento, in particolare per ottenere continuità estetica con il pavimento originario?

— L’intervento ha previsto il rifacimento completo del pavimento. La sfida principale era mantenere coerenza estetica e materica con l’originale, senza compromettere però le performance del nuovo sistema radiante.

La scelta è ricaduta su una resina decorativa di ultima generazione, capace di garantire continuità visiva, resistenza, facilità di manutenzione e perfetta compatibilità con il sistema MORE FTA.

Questa soluzione ha permesso di coniugare memoria e innovazione, offrendo una superficie che dialoga armoniosamente con l’architettura esistente e si pone come estensione del linguaggio originario.

Siamo andati a riprendere completamente, attraverso questa resina, il disegno originario del pavimento esistente.




Che ruolo hanno giocato le opere d’arte interne, come il mosaico di Fiorenzo Tomea e gli arredi dei Fratelli Pomodoro, nella progettazione degli interventi di manutenzione e valorizzazione?

— Le opere d’arte sono state un riferimento costante durante l’intero intervento.

Ogni decisione tecnica è stata presa tenendo conto della presenza e della delicatezza dei mosaici, degli arredi e di tutto l’impianto liturgico.

Il restauro ha rispettato non solo l’aspetto estetico, ma anche il significato simbolico delle opere, inserendo ogni elemento tecnologico in un contesto coerente e protetto.

Il risultato è un intervento in cui arte sacra, architettura e innovazione tecnica hanno dialogato in modo armonioso, restituendo alla chiesa la sua identità profonda.

In che modo questo progetto può rappresentare un modello replicabile anche per altre chiese moderne del Novecento, mantenendo però il loro valore liturgico?

— L’intervento nella chiesa di Santa Barbara rappresenta un modello metodologico, ma non un modello univoco.

In questo caso specifico si è scelto un intervento strutturale completo, che ha permesso una riqualificazione profonda e duratura.

In altri casi, invece, adottiamo approcci differenti, sempre con l’obiettivo di rispettare il valore liturgico, storico e funzionale degli spazi.

Faccio qualche esempio, che mostriamo anche nelle slide:

nella chiesa di San Gregorio Magno abbiamo installato un sistema flottante con pedane radianti posizionate solo in corrispondenza dei banchi.

Nella chiesa di Orzinovi, a Brescia, si è scelto un sistema radiante elettrico, non idronico come il MORE FTA, perfetto per interventi rapidi, leggeri e completamente reversibili, sempre tramite pedane flottanti.

Questo dimostra che la nostra esperienza consente di personalizzare ogni intervento, unendo efficienza, sostenibilità e rispetto per qualsiasi tipo di ambiente, arredo e, soprattutto, per il sacro.

MORE propone un metodo replicabile, ma sempre adattabile e personalizzabile, per accompagnare comunità, parroci e progettisti in percorsi di riqualificazione consapevole.


Per concludere: MORE, divisione di RBM Spa, vanta una lunga tradizione di eccellenza tecnologica nel cuore del territorio bresciano. Quanto conta, in un progetto così delicato, il valore del made in Italy?

MORE è il frutto di oltre 70 anni di innovazione manifatturiera italiana, radicata nel distretto bresciano della metallurgia.

Nasce da un’azienda, RBM Spa, che dal 1953 lavora e produce nel settore della termoidraulica sanitaria.

Questo ci consente di portare nei progetti non solo soluzioni tecniche avanzate, ma anche una cultura del fare, attenzione al dettaglio e rigore nella qualità, che si riflettono in ogni fase del lavoro: dalla progettazione all’installazione.

Nel restauro della chiesa di Santa Barbara, così come in contesti residenziali, museali, scolastici o nel settore dell’hospitality, le nostre soluzioni sono pensate per migliorare la vita delle persone, nel rispetto della storia, dell’identità, della bellezza dei luoghi e delle necessità di chi vive gli spazi.

Il made in Italy, per noi, non è solo un marchio, ma un impegno quotidiano a creare tecnologie sostenibili, affidabili e invisibili, capaci di trasformare gli ambienti in spazi più sani, accoglienti e duraturi.

Ti ringrazio, Federico, per averci dato una panoramica su questo bellissimo caso studio. Invito i nostri lettori a visitare le chiese che abbiamo raccontato. Quali sono i momenti migliori per provare la vostra tecnologia?

— È sempre possibile provare le nostre tecnologie nei nostri showroom esperienziali.

Chiunque voglia vivere questa esperienza di persona può scriverci a info@rbmore.com.

Siamo sempre disponibili ad accogliervi nel nostro showroom di Brescia o in quello di Milano, per farvi vivere un’esperienza completa di benessere.

Perfetto. Questo è un invito a tutti i nostri lettori. Ci vediamo alla prossima! Grazie mille a tutti.


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