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Conoscere per intervenire. Le analisi su legno, malte e murature storiche

Diagnostica applicata all’architettura storica: metodi, obiettivi e prospettive

La diagnostica applicata all’architettura storica rappresenta uno strumento fondamentale per il restauro e la conservazione degli edifici. Attraverso un approccio multidisciplinare, il nostro studio unisce analisi dei materiali da costruzione e indagini strutturali non distruttive, garantendo dati scientifici a supporto di progettisti, imprese e istituzioni. Le indagini sul legno, regolamentate dalla UNI 11119, permettono di valutare geometrie, difetti e degrado interno con strumenti avanzati come il Resistograph. Lo studio di malte, intonaci e materiali lapidei avviene tramite microscopio polarizzatore, diffrazione RX, microscopia elettronica e spettroscopia Raman, consentendo una lettura completa della storia costruttiva. Per le murature in pietra e mattoni vengono utilizzate tecniche innovative quali termografia, prove soniche, ultrasoniche e martinetti piatti, fondamentali per individuare criticità, vuoti e parametri meccanici. L’obiettivo è proporre soluzioni di restauro mirate, rispettose della materia storica e basate su dati oggettivi. Una diagnostica accurata è la base per conservare e valorizzare il patrimonio edilizio. Leggi l’articolo per saperne di più

Origini professionali e sviluppo delle competenze nel campo diagnostico

La nostra attività nasce dall’esperienza maturata al Dipartimento di Ingegneria Strutturale del Politecnico di Milano e si è progressivamente sviluppata nella libera professione. L’interesse principale è stato quello di approfondire le metodologie di diagnostica applicata agli edifici, con particolare attenzione al patrimonio storico. Nel tempo abbiamo definito due filoni principali: da un lato lo studio dei materiali da costruzione – pietre naturali e artificiali, malte, intonaci, legno – e dall’altro le indagini strutturali su edifici di diversa scala e valore storico, dalle cattedrali monumentali fino all’architettura vernacolare. Il nostro approccio si basa su un piano di diagnostica personalizzato per ogni edificio, formulato dopo colloqui con professionisti, soprintendenze e diocesi. Questo piano non segue schemi standardizzati, ma viene calibrato sulle esigenze di accessibilità e sulle specificità tecniche del manufatto. L’obiettivo è fornire una base scientifica a progettisti, imprese e istituzioni, non solo nella fase preliminare, ma anche nel monitoraggio post-intervento, così da verificare l’efficacia delle operazioni di restauro o consolidamento.

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Arch. Laura Bolondi, arch. Riccardo De Ponti, Arch-Indagini
Titolo dell’Intervento al Forum CHIESA IN CANTIERE: “Conoscere per intervenire. Le analisi su legno, malte e murature storiche”

Analisi e valutazione delle strutture lignee con metodologie integrate

Un ambito di lavoro fondamentale è rappresentato dalle indagini sulle strutture in legno, regolamentate dalla norma UNI 11119. L’approccio si articola in due fasi: una prima ispezione visiva e una successiva valutazione strumentale. L’ispezione visiva consente di rilevare geometrie, sezioni, interassi, tipologie costruttive e difetti anatomici del legno, come nodi, fibrature o deviazioni. Questi elementi, unitamente al riconoscimento della specie legnosa, permettono una classificazione strutturale preliminare. La fase strumentale si avvale di apparecchi come il Resistograph, che tramite una micro–perforazione misura la variazione di resistenza del materiale, restituendo profili resistografici in grado di evidenziare eventuali cavità o zone degradate. I risultati vengono poi sistematizzati in elaborati grafici e tabellari, così da restituire un quadro chiaro della conservazione e delle criticità. Questa metodologia è applicabile a travi, capriate e solai, consentendo non solo la valutazione puntuale, ma anche la redazione di mappe del degrado su scala strutturale.

Indagini su malte, intonaci e materiali lapidei per il restauro

Accanto alle strutture, grande importanza riveste lo studio dei materiali da costruzione, in particolare malte e intonaci. Le indagini iniziano con osservazioni in stereomicroscopia, attraverso cui viene ricostruita la stratigrafia e riconosciuta la natura degli strati. Successivamente, con il microscopio polarizzatore si effettuano analisi petrografiche su sezioni sottili, che consentono di individuare composizione, provenienza degli aggregati, compatibilità con nuovi materiali da restauro e modalità originarie di posa. A queste tecniche si affiancano la diffrazione a raggi X per identificare i leganti, la microscopia elettronica a scansione per analisi microstrutturali e la spettroscopia Raman per caratterizzare i pigmenti. Grazie a tali strumenti è possibile comprendere la storia materiale di un manufatto, valutare il livello di idraulicità delle malte, riconoscere eventuali alterazioni cromatiche e restituire dati indispensabili per un restauro filologico e sostenibile. Le informazioni ottenute hanno ricadute dirette sulle decisioni progettuali, garantendo l’utilizzo di materiali compatibili e rispettosi delle caratteristiche originarie.

Diagnostica delle murature storiche tramite tecniche non distruttive avanzate

Le murature, siano esse in pietra o mattoni, rappresentano elementi complessi che richiedono un ampio ventaglio di metodologie diagnostiche. Tra le tecniche non distruttive, la termografia consente di individuare tamponature, aperture celate e distacchi di intonaco, restituendo immagini chiare delle discontinuità. Le indagini soniche, basate sulla propagazione delle onde sonore, permettono invece di valutare la coesione interna delle murature e identificare eventuali vuoti o disomogeneità, come dimostrato negli interventi alla Basilica della Natività di Betlemme e alla Chiesa del Santissimo Salvatore di Bologna. Le prove ultrasoniche, grazie alla lunghezza d’onda ridotta, risultano efficaci per analizzare materiali lapidei e stimare la profondità delle fessurazioni. Infine, le prove con martinetti piatti, sia singoli che doppi, consentono di misurare gli stati di sforzo e i parametri meccanici delle murature, arrivando a stimare il modulo elastico e i limiti di resistenza. L’integrazione di queste indagini fornisce un quadro diagnostico completo, fondamentale per progettare interventi mirati, scientificamente fondati e rispettosi della materia storica.

Questo intervento è stato fatto durante il Forum CHIESA IN CANTIERE del 14 Maggio 2025

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