
L’opera di Tibaldi e dei maestri che lo seguirono torna leggibile in tutta la sua coerenza architettonica.
Nel cuore di Milano, la chiesa di San Fedele continua a imporsi come uno dei capolavori più coerenti dell’architettura posttridentina. Nata alla fine del Cinquecento per volontà dei Gesuiti e con il sostegno di Carlo Borromeo, fu affidata al talento di Pellegrino Tibaldi, che qui elaborò uno dei suoi progetti più equilibrati e innovativi. La navata unica, definita dalle monumentali colonne di granito rosa di Baveno, crea un effetto di profondità inatteso, amplificando la percezione dello spazio pur nelle dimensioni contenute dell’aula.
Il cantiere si sviluppò per oltre un secolo, coinvolgendo maestri come Francesco Maria Richini per il coro e Andrea Biffi per la cupola, senza però tradire l’impianto originario. Anche gli interventi ottocenteschi, come il coronamento di Pietro Pestagalli, dialogano con rispetto con la visione tibaldiana, contribuendo alla straordinaria armonia complessiva del complesso.


Negli ultimi anni San Fedele è stata oggetto di un importante intervento conservativo che ha restituito freschezza e leggibilità all’edificio

Le lavorazioni sono state eseguite con cicli di Innotop Grob e Granital in velatura, prodotti minerali KEIM, scelti per la loro elevata traspirabilità, la compatibilità con i materiali storici e la capacità di garantire stabilità cromatica nel tempo. L’impiego di tecnologie minerali ha permesso di consolidare e proteggere le superfici senza alterarne la matericità, mantenendo l’autenticità del manufatto e assicurando una durabilità elevata.
Un restauro attento e rispettoso, che riafferma il valore di San Fedele come uno dei luoghi simbolo della Milano rinascimentale e barocca, oggi restituita alla sua sobria e luminosa bellezza.

