Ogni campanile racconta una storia che attraversa i secoli.
A Grottaminarda, nel cuore dell’Irpinia, quella storia è scritta nella pietra del Campanile di San Michele Arcangelo, una delle testimonianze architettoniche più antiche e significative del territorio. Un edificio che ha resistito al tempo, agli eventi sismici e alle trasformazioni urbane, e che oggi continua a vegliare sulla comunità, non solo come simbolo spirituale, ma anche come bene storico e culturale da proteggere.

Un patrimonio millenario in area ad alta sismicità
La Chiesa di San Michele Arcangelo è citata già in un documento del 1178 conservato presso l’Archivio dell’Abbazia di Montevergine. Ricostruita nel 1541 dopo il devastante terremoto del 1512, subì nuovi crolli a seguito del sisma del 1732, per poi essere restaurata alcuni decenni più tardi.
L’annesso campanile, noto anche come Campanile di Sant’Angelo, affonda le proprie origini nel X secolo ed è stato più volte colpito dai numerosi terremoti che hanno segnato la storia dell’Appennino meridionale: dal 1125 al 1456, dal 1688 fino al sisma del 23 novembre 1980, che ne compromise in modo significativo la stabilità e la fisionomia architettonica.
La struttura, a base quadrata di circa 4 x 4 metri e articolata su tre livelli, è realizzata in muratura irregolare e caratterizzata dal riutilizzo, nel basamento, di materiali lapidei di epoca romana: soglie in travertino, lastre marmoree e frammenti scultorei. Un palinsesto materico che rende il campanile non solo un’opera architettonica, ma un vero documento storico stratificato.
Il contesto è quello di un campanile urbano, inserito nel tessuto abitato di Grottaminarda (Avellino), in zona sismica 1, la più alta per pericolosità. Un elemento verticale, snello e vulnerabile, la cui sicurezza è direttamente legata alla tutela delle persone e degli spazi pubblici circostanti.

La necessità dell’intervento
Il campanile, di proprietà dell’Arciconfraternita, ente privato profondamente legato al territorio, prima dell’intervento, presentava diverse necessità strutturali, tipiche degli edifici storici in muratura:
- vulnerabilità alle azioni sismiche,
- disomogeneità dei materiali,
- amplificazione delle vibrazioni sulla prima forma modale, particolarmente critica per strutture alte e snelle.
Il progetto complessivo prevedeva un miglioramento sismico, con l’obiettivo dichiarato di incrementare l’indice di sicurezza IS-V di almeno il 10%, senza snaturare il bene né ricorrere a soluzioni invasive incompatibili con il valore storico dell’edificio.
L’intervento è stato finanziato tramite fondi PNRR, a conferma di come la prevenzione sismica e la tutela del patrimonio culturale rappresentino oggi una priorità strategica nazionale.
“Nel progetto di messa in sicurezza della torre campanaria della chiesa di San Michele Arcangelo a Grottaminarda ci siamo trovati di fronte a una sfida non banale: ottenere un miglioramento sismico di almeno il 10% su una struttura già oggetto di importanti interventi dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980. La torre, infatti, presentava un nucleo interno in cemento armato realizzato negli anni ’90, la cui rimozione sarebbe stata complessa e potenzialmente rischiosa per la stabilità dell’edificio” commentano gli Ingegneri Michelarcangelo Loffa e Emanuele Amura, che hanno seguito il progetto lato committenza.


Il contributo di ISAAC: tecnologia non invasiva per la salvaguardia del bene storico
ISAAC è stata coinvolta direttamente dai progettisti incaricati, gli ingegneri Loffa e Amura, che avevano avviato un confronto tecnico attraverso relazioni con l’Associazione MASTER.
Fin dalle prime fasi si è instaurata una collaborazione stretta e trasparente, basata sulla condivisione delle responsabilità progettuali e sull’obiettivo comune di coniugare sicurezza strutturale, rispetto del bene storico e sostenibilità dell’intervento. La gara è stata successivamente aggiudicata senza bando all’impresa, che ha curato l’esecuzione dell’intervento.
“Abbiamo scelto un approccio diverso: non eliminare quell’intervento, ma trasformarlo in una risorsa strutturale, rendendolo parte attiva della risposta sismica della torre. L’installazione di un sistema Active Mass Damper ha permesso di controllare le oscillazioni dovute sia agli eventi sismici sia alle azioni ambientali come il vento, particolarmente rilevanti in questa zona. Il dispositivo riduce non solo le vibrazioni proprie della torre, ma anche quelle indotte dal complesso della chiesa, che durante un sisma possono generare effetti di ‘frusta’ e amplificare le sollecitazioni nel punto di collegamento tra le due strutture, un fenomeno che nel terremoto del 1980 portò al crollo della cella campanaria” – dichiarano Loffa e Amura.
ISAAC ha avviato una fase di prefattibilità tecnica, affiancando il progettista nelle verifiche dinamiche della struttura.
Durante i sopralluoghi e le analisi, ISAAC ha fornito un valore aggiunto fondamentale:
- una lettura dinamica e vibrazionale del comportamento del campanile,
- la quantificazione dell’aumento di smorzamento equivalente ottenibile,
- parametri di progetto e modelli di calcolo a supporto dello studio di progettazione.
Informazioni che hanno permesso di integrare il sistema AMD in modo mirato, scientificamente validato e compatibile con i vincoli imposti dalla Soprintendenza, che ha approvato il progetto, successivamente depositato all’AINOP.
Una volta approvato il progetto, ISAAC ha proceduto con l’installazione del dispositivo antisismico AMD, posizionato strategicamente per presidiare la direzione più vulnerabile del campanile.
Il progetto ha previsto una serie di interventi coordinati, tra cui:
- ancoraggio alla base del nucleo interno in c.a.;
- inserimento, alla quota della cella campanaria, di un sistema Active Mass Damper ISAAC Electro-Pro 20x;
- ristilatura dei giunti della muratura esterna;
- iniezioni profonde tra setto in c.a. e muratura esistente;
- rinforzo dei solai in c.a. con elementi in acciaio.
La scelta della tecnologia ISAAC si è rivelata decisiva: in una struttura storica vincolata, dove ogni intervento deve essere reversibile, leggibile e rispettoso dell’identità architettonica, l’AMD consente di controllare le vibrazioni e ridurre la risposta sismica senza alterare la materia storica.
“La collaborazione con i progettisti del sistema è stata fondamentale: insieme abbiamo affrontato sia le sfide di installazione, legate agli spazi ridotti, sia quelle teoriche, sviluppando modelli FEM in grado di stimare la risposta della struttura dopo l’intervento. Il risultato atteso è un miglioramento sismico complessivo di circa il 40%, ben oltre il 10% richiesto dalla committenza, ottenuto senza interventi invasivi sulla struttura storica, poiché l’installazione ha interessato esclusivamente il nucleo interno realizzato negli anni ’90.” – commenta l’Ing. Amura.


Un obiettivo chiaro: sicurezza, prevenzione, tutela della memoria
L’obiettivo dell’intervento è stato esplicito e condiviso:
- evitare il collasso della struttura,
- controllare le vibrazioni del campanile,
- preservare un patrimonio storico e culturale unico,
- garantire la sicurezza delle persone che vivono e attraversano quotidianamente lo spazio urbano.
In un territorio segnato dalla memoria dei terremoti, la prevenzione non è solo una scelta tecnica, ma un atto di responsabilità collettiva.
Il caso del Campanile di San Michele Arcangelo dimostra come oggi sia possibile costruire una nuova alleanza tra ingegneria avanzata e tutela del patrimonio.

La tecnologia non invasiva di ISAAC non sostituisce la storia, ma la accompagna. Non impone trasformazioni, ma lavora in modo silenzioso, continuo, intelligente, affinché edifici che hanno attraversato mille anni possano continuare a essere parte viva delle nostre comunità.
Proteggere un campanile significa proteggere le persone, la memoria e l’identità di un luogo.
Ed è proprio qui che l’innovazione, quando è guidata da responsabilità e rigore scientifico, diventa uno strumento di cura.
Biografia Ingegneri
Michelarcangelo Loffa
Ingegnere – Libero Professionista
Ingegnere Civile, consegue la laurea magistrale in Ingegneria Civile sez. Edile presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II; dal 1997 svolge attività di libero professionista operante anche nel campo strutturale (progettazione, direzione dei lavori e collaudo) per commesse pubbliche e private.
Nel tempo ha maturato competenze specialistiche nel campo delle strutture (iscritto all’albo regionale dei collaudatori della Regione Campania e negli elenchi del Nucleo Tecnico Nazionale del DPCM 8 luglio 2014 per il rilievo del danno e la valutazione di agibilità nell’emergenza post sismica), attualmente ricopre anche la carica di Presidente di Commissione, ex della Legge Regionale n. 9/1983, presso l’Unione dei Comuni delle Terre dell’Ufita – Ufficio Funzioni trasferite in materia di difesa dal rischio sismico.
Emanuele Amura
Ingegnere civile ambientale – libero professionista
Ingegnere Civile-Ambientale, consegue la laurea magistrale V.O. in Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio, indirizzo difesa del suolo, presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli nel 2006; dal 2007 al 2013 è referente di commessa per la STRAGO Spa di Pozzuoli (NA), società di ingegneria nel settore della diagnostica e monitoraggio strutturale: tra le varie attività acquisisce esperienza nel settore della ricerca (nell’ambito del consorzio TRE che vede tra l’altro la collaborazione con ENEA, varie Università italiane, etc…), della diagnostica strutturale, in particolare per la dinamica, e nel settore del monitoraggio strutturale.
Dal 2013 diventa libero professionista iniziando un percorso fatto di collaborazioni tra laboratori e professionisti che lo portano ad acquisire competenze su due linee principali: da un lato indagini dinamiche per varie applicazioni e monitoraggio strutturale con il laboratorio prove materiali Tecnolab Napoli Srl, e dall’altra progettazione e verifiche strutturali sia sul nuovo che, soprattutto, sull’esistente, in particolar modo nel settore dei Beni Culturali, attraverso collaborazioni continuative e incarichi diretti con diverse amministrazioni comunali e regionali.

