La tutela del patrimonio ecclesiastico passa sempre più attraverso interventi capaci di coniugare conoscenza storica, analisi strutturale e tecnologie innovative. È il caso della Parrocchia di San Giorgio Martire di Basalghelle, nel comune di Mansuè (Treviso), interessata da un progetto di conservazione e consolidamento strutturale delle facciate finalizzato alla salvaguardia di un edificio di grande valore storico e architettonico.
L’intervento, attualmente in fase progettuale e in attesa delle necessarie autorizzazioni, vede coinvolti l’architetto Mauro Bonotto per la progettazione architettonica e l’ingegnere Davide Marcon per la progettazione strutturale.

Un edificio storico sottoposto a tutela
La chiesa di San Giorgio Martire, edificata agli inizi del Novecento, rappresenta un importante riferimento religioso e identitario per la comunità locale. In virtù del suo interesse storico-architettonico, l’edificio è sottoposto a vincolo culturale ai sensi del D.Lgs. 42/2004.
Nel corso del tempo la chiesa ha subito significative trasformazioni. In particolare, intorno al 1948, la facciata originaria venne modificata attraverso la realizzazione di un nuovo prospetto monumentale ispirato ai modelli dell’architettura classica greco-romana. La nuova composizione, caratterizzata da un ordine corinzio, da una trabeazione, da un timpano sommitale e da quattro lesene semicircolari, conferisce oggi all’edificio un’immagine di forte monumentalità.
Tuttavia, proprio questa configurazione architettonica ha determinato la presenza di una facciata di notevole massa e rigidezza, strutturalmente distinta rispetto al corpo della chiesa e particolarmente vulnerabile agli spostamenti differenziali delle fondazioni.



Il quadro patologico: lesioni e dissesti della facciata
Le recenti indagini hanno evidenziato la presenza di diversi fenomeni di degrado e dissesto. Nella zona del timpano sono stati rilevati distacchi di intonaco dal supporto murario, accompagnati da un diffuso quadro fessurativo sviluppatosi parallelamente alla trabeazione.
Particolarmente significative risultano inoltre le lesioni verticali presenti in corrispondenza degli ammorsamenti laterali della facciata. Tali manifestazioni fessurative hanno evidenziato una progressiva rotazione fuori piano del prospetto principale, fenomeno che ha richiesto approfondite verifiche strutturali.
Le analisi eseguite hanno infatti escluso l’ipotesi di un semplice degrado superficiale, riconducendo il dissesto a problematiche più profonde legate al comportamento del sistema fondazionale. È emerso come la compressibilità del terreno e i cedimenti differenziali alla base abbiano provocato spostamenti amplificati nella parte sommitale della facciata, generando nel tempo l’apertura delle lesioni osservate.
La soluzione progettuale: micropali a minima invasività
Alla luce delle verifiche effettuate, è stata esclusa la possibilità di intervenire mediante tradizionali opere sulle fondazioni superficiali, inizialmente previste nel progetto originario, poiché potenzialmente in grado di aggravare il comportamento strutturale esistente.
La soluzione ritenuta più efficace prevede invece la realizzazione di una palificata profonda costituita da micropali installati esclusivamente sul lato esterno della facciata e ancorati alle fondazioni esistenti in calcestruzzo.
Per l’esecuzione dell’intervento è stata individuata la tecnologia Novatek, che consente la realizzazione di micropali mediante sistemi di presso-infissione caratterizzati da elevata precisione, minima invasività e ridotto impatto sulle strutture storiche.
L’obiettivo dell’intervento è quello di trasferire permanentemente i carichi della facciata verso strati di terreno più profondi e geotecnicamente stabili, arrestando così il fenomeno dei cedimenti differenziali.



Monitoraggio continuo e recupero delle deformazioni
Uno degli aspetti più significativi della metodologia proposta riguarda il controllo costante durante la fase esecutiva. Ogni micropalo verrà installato con monitoraggio continuo delle pressioni di infissione e delle resistenze raggiunte, consentendo di verificare direttamente in cantiere la reale capacità portante di ciascun elemento strutturale.
Il progetto prevede inoltre un successivo sollevamento controllato della facciata, operazione che permetterà non solo di stabilizzare il manufatto, ma anche di recuperare parte delle deformazioni accumulate nel corso degli anni e di favorire la progressiva chiusura delle lesioni presenti nella parte superiore del prospetto.
Conservare il valore storico attraverso l’innovazione
L’intervento sulla Parrocchia di San Giorgio Martire rappresenta un esempio significativo di come le più avanzate tecnologie di consolidamento possano essere applicate alla conservazione del patrimonio ecclesiastico storico.
L’approccio progettuale adottato dimostra infatti come la diagnosi accurata delle cause del dissesto costituisca il presupposto indispensabile per definire soluzioni efficaci, sostenibili e rispettose dell’identità architettonica dei luoghi di culto.
Attraverso un intervento mirato e poco invasivo sarà possibile preservare nel tempo il valore storico, culturale e comunitario della chiesa di Basalghelle, garantendone la stabilità strutturale e la trasmissione alle future generazioni.


La tecnologia Novatek per il consolidamento delle fondazioni

La soluzione progettuale individua nella tecnologia Novatek la risposta più efficace per affrontare il dissesto della facciata storica. L’intervento prevede la realizzazione di una palificata profonda mediante micropali installati con sistema di presso-infissione, una metodologia che consente di operare con estrema precisione e con un impatto minimo sulla struttura esistente, caratteristica fondamentale quando si interviene su edifici sottoposti a tutela.
A differenza delle tradizionali opere di sottofondazione, l’impiego dei micropali Novatek permette di trasferire i carichi della facciata verso strati di terreno più stabili senza compromettere le murature storiche. Durante tutte le fasi di installazione vengono monitorate in tempo reale le pressioni di infissione e le resistenze raggiunte, verificando direttamente in cantiere la capacità portante di ciascun elemento.
Una volta completata la nuova fondazione profonda, la tecnologia consente anche di eseguire un sollevamento controllato della struttura. Questa fase permette di recuperare parte delle deformazioni accumulate nel tempo, ristabilire la corretta verticalità della facciata e favorire la progressiva chiusura delle fessurazioni presenti nella parte sommitale del prospetto, contribuendo alla conservazione del valore storico e architettonico dell’edificio.
Questo intervento dimostra come l’innovazione tecnologica possa rappresentare uno strumento prezioso per la salvaguardia del patrimonio ecclesiastico, offrendo soluzioni efficaci, poco invasive e pienamente compatibili con le esigenze della conservazione dei beni culturali.

