Nelle chiese, il suono non è soltanto un elemento fisico: è un veicolo di significato, emozione e partecipazione. Ogni parola pronunciata durante una celebrazione, ogni nota musicale, ogni eco che si propaga tra le navate contribuisce a creare un’esperienza condivisa che coinvolge profondamente i fedeli.
Affinché questo avvenga in modo efficace, è fondamentale che la trasmissione del suono, in particolare del parlato, sia chiara, equilibrata e comprensibile.
Una parola indistinta o un suono distorto possono compromettere la partecipazione, mentre una buona diffusione sonora favorisce attenzione, raccoglimento e senso di comunità. In questo contesto, architettura, materiali e tecnologie audio si intrecciano in modo decisivo.
Abbiamo parlato di questo con Marco Roveri, Channel Manager Harman Professional Solutions, e Sara Fumagalli, Marketing & Communication Coordinator, di Exhibo.
Exhibo è partner tecnologico per audio, video, luci e controllo, e presidia più settori, come corporate, education e appunto l‘house of worship.
Come sottolineano Marco Roveri e Sara Fumagalli, il modus operandi di Exhibo prevede il costante supporto progettuale al system integrator e alla committenza. Ed è proprio dalla felice collaborazione di queste figure che possono emergere risultati straordinari, come quello di cui abbiamo parlato insieme: la Basilica di San Francesco d’Assisi.
Nei cortili esterni della Basilica di Assisi, come vedremo, Exhibo con FP Service ha progettato e integrato una soluzione audio con tecnologie HARMAN professionali, dando vita a un’esperienza unica in spazi eccezionali.
Quest’intervista è quindi dedicata a progettisti e committenti che desiderano rendere straordinaria l’esperienza acustica di un luogo sacro, anche con scale d’intervento importanti e con focus sulla qualità del suono e delle soluzioni tecnologiche.
Ottenere un suono davvero intelligibile (ovvero ricevuto e compreso con chiarezza) all’interno delle chiese è spesso complesso, perché entrano in gioco diversi fattori legati sia all’architettura sia all’uso dello spazio. Sono spazi pensati per la solennità e la risonanza, ma quando si tratta di comprensione nitida del parlato queste caratteristiche possono diventare un ostacolo.
Una delle principali difficoltà è la riflessione del suono. Le chiese, specie se antiche, sono spesso costruite con materiali duri come pietra, marmo e vetro, che riflettono il suono e rendono poco chiare le parole, che tendono a sovrapporsi tra loro e a creare una “coda” di suono.
Un altro problema è la grandezza e forma degli ambienti. Navate lunghe, soffitti molto alti e volte creano riflessioni sonore irregolari. Il suono può arrivare in ritardo in alcune zone, generando eco o “zone d’ombra” dove si sente poco o male.
C’è poi la questione della distribuzione del suono: senza un impianto adeguato, la voce del celebrante può risultare troppo forte vicino all’altare e troppo debole in fondo alla chiesa. L’uso di sistemi di amplificazione non ottimali può peggiorare la situazione, creando feedback o distorsioni.
La sfida progettuale è dunque quella di massimizzare il suono diretto e chiaro riducendo invece al minimo tutti i disturbi.
La facciata della Basilica Superiore di Assisi con il diffusore JBL Intellivox con colore customizzato
Come mi spiega Marco Roveri, la risposta a questi problemi in una prassi progettuale più vecchio stile era nel dotarsi di un numero sovrabbondante di diffusori. Questo però può far crescere il suono quantitativamente, ma aumenta i problemi di riflessione e diminuisce la qualità.
Per Exhibo, invece, la risposta è “less is more”, ovvero la transizione verso una sonorizzazione più precisa e tecnologicamente avanzata, con il numero minimo di diffusori necessari, progettati in modo preciso e all’avanguardia.
Questo minimizza i problemi di riflessione e impatta il meno possibile sull’integrità di edifici che appartengono al patrimonio culturale e devono essere salvaguardati.
Le tecnologie JBL Intellivox
Per poter attuare la filosofia del “less is more” sono necessarie tecnologie adatte ad ambienti critici e un metodo progettuale all’avanguardia.
Un momento della progettazione presso la Basilica di San Francesco d’Assisi con il software DDA.
Per poter attuare la filosofia del “less is more” sono necessarie tecnologie adatte ad ambienti critici e un metodo progettuale all’avanguardia.
Exhibo a partire dal gennaio 2024 ha acquisito la distribuzione del gruppo HARMAN, all’interno del quale c’è il marchio JBL che dagli anni ‘30 in poi ha sviluppato sempre prodotti audio.
Le soluzioni professionali JBL vanno dal mondo del cinema ai grandi ambienti esterni come stadi, e comprendono una larga fetta dedicata agli “ambienti critici”, come appunto i luoghi di culto.
Nell’area dedicata agli ambienti critici c’è proprio un prodotto particolare che si chiama Intellivox – che sta proprio per “intelligibilità”. Intellivox incorpora un sistema digitale esclusivo di direzionamento preciso del suono e che si appoggia a un software avanzato per la progettazione degli ambienti, come vedremo.
Come mi racconta Marco Roveri, questo mondo è molto particolare, perché proviene dalla sonorizzazione dei tunnel autostradali, dove la parte acustica è molto difficoltosa perché i tunnel sono molto lunghi e semicircolari, dunque la riflessione determina una intelligibilità molto bassa, mentre le comunicazioni d’emergenza all’interno dei tunnel devono assolutamente essere comprese.
Questa tecnologia, dai tunnel, è stata poi allargata a tutti gli ambienti critici, il che vuol dire nella fattispecie per noi i luoghi di culto, nei quali, come dicevamo, bisogna intervenire con diffusori che siano in grado di limitare la riflessione in modo che l’ascoltatore sia in grado di ascoltare direttamente e nitidamente l’audio che proviene dalla sorgente.
Come sottolinea Roveri, una caratteristica unica dei diffusori Intellivox è che vengono prodotti con colori customizzati comunicando il RAL (codice colore) alla fabbrica. In questo modo si possono integrare nell’ambiente usando colori uguali a quelli dei materiali presenti e renderli praticamente invisibili, com’è avvenuto nel caso di Assisi.
Precisione e suono diretto: il Beam shaping di JBL Intellivox
Dunque, per evitare riflessioni, i diffusori Intellivox producono un fascio stretto di suono e lo inviano in modo diretto all’ascoltatore.
La soluzione sembra semplice, ma ovviamente serve una tecnologia avanzata per implementarla.
I JBL Intellivox fanno uso del DDS (Digital Directivity Synthesis), un algoritmo che, all’interno del diffusore, consente di circoscrivere al massimo la superficie da raggiungere con il suono e controllare in modo avanzato la forma del fascio di suono, e che consente quindi di raggiungere con precisione un’area notevole con un solo device.
Questo controllo del fascio di suono è detto infatto Beam shaping e assicura copertura uniforme e, appunto, grande intelligibilità.
Avviene grazie a un amplificatore multicanale che consente di governare i tantissimi woofer presenti all’interno del diffusore, attraverso una serie di operazioni che concentrano il fascio sonoro. In sostanza il fascio viene sagomato per essere inviato esattamente dove deve andare, senza dispersioni. Quindi l’orecchio non soffre perché ascolta direttamente.
Passaggi progettuali
Vista prospettica dei cortili della Basilica di Assisi con la posizione dei diffusori
È interessante seguire insieme a Marco Roveri il processo progettuale che, dalla richiesta del committente e dell’installatore, conduce al risultato finale.
«L’installatore ci fa avere le piante e iniziamo a fare una valutazione preliminare, quindi numero di navate, lunghezza, larghezza, difficoltà dal punto di vista installativo. Dopodiché c’è la parte successiva che è quella un po’ più complessa e fondamentale per noi: ricreiamo il modello 3D dell’ambiente con tutte le sfaccettature, che potrebbero essere nicchie, la zona del coro e così via.
Tramite il software di simulazione acusticaDDA (Digital Directivity Analysis), poi, importando questo modello tridimensionale, possiamo iniziare a lavorare con più correttezza dal punto di vista acustico. L’obiettivo è quello di andare a coprire nel miglior modo possibile la parte dove ci sono le persone che ascoltano, ed evitare le cosiddette zone d’ombra. Come, appunto, il coro, o i colonnati.
Si considerano i coefficienti di riflettenza dei diversi materiali, la forma dello spazio, l’altezza a cui starà l’ascoltatore (seduto o in piedi, per esempio) e poi si misura virtualmente la diffusione del suono a diverse lunghezze d’onda procedendo per prove fino a trovare la resa migliore.
Il software DDA al lavoro nel cortile della Basilica di Assisi per virtualizzare la diffusione del suono su modello 3D.
Proseguiamo facendo una dimostrazione fisica all’interno dell’ambiente. La prova d’ascolto la facciamo di solito richiedendo la presenza della persona che poi andrà a parlare. È importante, perché chiaramente alcuni di noi hanno la capacità di fare le demo ma con una voce preimpostata quasi radiofonica, che però non è la realtà.
La dimostrazione prevede due o tre fasi dove si cerca la miglior resa possibile per far percepire poi la differenza tra il sistema vecchio e il sistema nuovo.
La soluzione è eccellente dal punto di vista della resa fin da subito, anche se si tratta di una dimostrazione temporanea senza la taratura finale, perché quasi tutti i sistemi vecchi per ragioni ovvie sono nettamente meno prestanti.
Fatto questo, se la committenza è d’accordo, c’è l’installazione definitiva e la taratura del sistema, ovvero andiamo fisicamente con dei microfoni appositi a fare le misurazioni nei vari punti dell’ambiente a correggere acusticamente equalizzando il diffusore per renderlo il più compatibile possibile con l’ambiente e i suoi materiali».
Cortile e facciata della Basilica Superiore di Assisi con i diffusori Intellivox perfettamente integrati.
La Basilica di Assisi ha un suono nuovo. La purezza dei messaggi ora arriva nitida e potente in ogni parte dei cortili. Il nuovo sistema audio ha trasformato l’esperienza dei fedeli, che oggi sono raggiunti dalle parole delle funzioni religiose con chiarezza in tutto lo spazio interno ed esterno.
La richiesta della committenza, in particolare nella persona di Fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio Comunicazione del Sacro Convento di San Francesco in Assisi e promotore di questo cambiamento tecnologico, era stata di implementare un sistema audio esterno, che coprisse entrambi i cortili, inferiore e superiore, con la medesima intelligibilità e intensità.
Successivamente è emersa l’opportunità di integrare l’intero sistema tra interno ed esterno: le due chiese, i cortili, la cripta, la sala convegni.
Stiamo parlando di un luogo evidentemente davvero eccezionale. Ogni anno viene visitato da milioni di pellegrini e la sua architettura è complessa e riconoscibile, un vero e proprio simbolo, che non poteva essere turbato dalla vista del sistema audio stesso.
La progettazione: per una qualità del suono uniforme in un luogo unico
Un luogo unico e peculiare, con centinaia o migliaia di fedeli posizionati in diversi luoghi, ciascuno dei quali deve poter ricevere e comprendere i messaggi della liturgia.
Diffusore JBL Intellivox sul muro perimetrale del cortile superiore.
La struttura unica della Basilica di San Francesco, con le due Chiese, ciascuna con la propria piazza e con la scalinata che le congiunge, fa sì che non sia semplice distribuire il suono in modo uniforme. Questo soprattutto durante liturgie che si svolgono parte all’interno e parte all’esterno, con centinaia se non migliaia di fedeli posizionati in punti diversi, ciascuno dei quali deve poter ricevere e comprendere i messaggi.
Per rispondere a queste richieste FP Service ed Exhibo hanno progettato e integrato un sistema HARMAN Professional che comprende diffusori JBL Intellivox, processore BSS e tecnologie AMX per il pannello di controllo.
Nello specifico sono state utilizzati: sei diffusori BL Intellivox HP-DS370 (alti 3,70 metri) e due diffusori JBL Intellivox HP-DS170 (alti 1,70 metri), tutti con colore customizzato per mimetizzarsi con la pietra della Basilica (vedi la scheda progetto su JBL).
Questi diffusori, oltre a garantire l’eccezionale intelligibilità del parlato, hanno prestazioni adatte anche alla musica, garantendo così un ottimo servizio per ogni genere di evento.
Si è trattato di coprire distanze elevate, fino a 114 metri, con le pendenze dei piani erbosi e con elementi complessi come scale e muri. Quindi questo della Basilica di Assisi è stato un caso sfidante già in fase di modellazione 3D.
Dal modello virtualizzato con il software DDA che potete adocchiare nelle fotografie, si può notare che ogni area è raggiunta dal suono in modo molto efficiente, con un numero molto ridotto di diffusori.
La fase di installazione
Quello che a noi è piaciuto è stato proprio questo: non si è trattato solo di audio, ma si è trattato di veramente di fare un sistema completo, perché l’audio all’esterno era già una sfida ma tutto il resto era anche a livello tecnologico una grande innovazione.
Marco Roveri
Rack tecnico.
È interessante ascoltare il modo in cui i problemi sono insorti nella fase successiva di installazione, in un lavoro che complessivamente ha richiesto 9 mesi.
Per esempio il comparire di ostacoli architettonici non visibili nei disegni, e che si sono presentati in fase di installazione, come un tettuccio spiovente che impediva il passaggio di uno dei diffusori, alto ben 3.70 metri.
Anche in questi passaggi imprevisti è emersa la dinamica positiva di collaborazione tra FP Service ed Exhibo, che l’ha sostenuta in ogni fase.
Un altro problema sopraggiunto è stato relativo alle temperature di operabilità, poiché gli amplificatori a bordo dei diffusori sono sotto il sole praticamente tutto il giorno in estate, e questo ha richiesto valutazioni ulteriori.
Naturalmente il grande tema è stato confrontarsi con l’eccezionalità storica e architettonica di questo manufatto, e attraverso il colore customizzato e l’installazione accurata si sono resi quasi invisibili i diffusori anche se piuttosto alti.
Come ha sottolineato Roveri, il processore BSS BLU-160, insieme al pannello di controllo AMX Varia SL-50, permettono di scambiare flussi audio e video dall’interno a all’esterno (per esempio quando dentro si officia la messa) e la massima operabilità da parte dei frati della Basilica, per i quali è stato fatto un apposito corso tecnico, che consente ora di poter gestire i flussi in uno a loro scelta tra i possibili punti di controllo.
I sistemi BSS e AMX controllano più dispositivi: amplificatori, proiettori, schermi in generale, o anche tendaggi, tutti tramite un’apposita rete cablata.
Dice infatti Roveri: «AMX ha questo potere di controllare qualsiasi tipo di dispositivo che possa essere collegato e ricevere dei comandi via rete, quindi è stata fatta una programmazione apposita sulla base delle richieste della committenza.
C’è stata una progettazione avanzata, e quello che a noi è piaciuto è stato proprio questo: non si è trattato solo di audio ma di realizzare un sistema veramente completo. Perché l’audio all’esterno era già una sfida, ma tutto il resto era anche a livello tecnologico una grande innovazione: non è da tutti fare questo genere di investimenti di tempo e di formazione e questo è stato per noi una cosa importantissima, oltre al luogo e il momento del Giubileo, entrambi eccezionali.
Come dicevo, il nostro interesse è quello di raggiungere lo scopo della committenza, cioè di dare un servizio di pre-progettazione del massimo della nostra qualità. Non è una questione economica, è una questione di risultato finale».
Per questo risultato dell’eccellenza, Roveri ringrazia ulteriormente la visione e l’iniziativa di Fra Giulio Cesareo.
Quindi, come abbiamo detto: la Basilica di Assisi ha un suono nuovo, e questo grazie a una committenza lungimirante, a un installatore d’eccezione, a un’azienda, Exhibo, che non si propone più di essere un distributore tradizionale, ma un partner, capace di dare supporto nella progettazione e di sostenere i clienti, anche attraverso la formazione, affinché siano autonomi e soddisfatti.
Dove le sinergie efficaci si coniugano con tecnologia rispettosa dei luoghi storici e sensibili il risultato è davvero straordinario, e oggi ogni visitatore che percorre lo spazio della Basilica di San Francesco lo sa.
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