Intervento della Dott.ssa Rossana Gabrielli, CEO founder LEONARDO S.r.l.
Dalle analisi al restauro. I cantieri della conoscenza della chiesa di San Giuseppe dei falegnami a Roma, della cattedrale di Ferrara e della Basilica di San Nicola a Tolentino.
Durante il forum “Chiesa in cantiere” del 14 maggio 2025, la società Leonardo ha presentato tre interventi emblematici di restauro su beni ecclesiastici colpiti da eventi traumatici o degrado strutturale. L’invito è a leggere questo articolo per approfondire l’approccio metodologico e i risultati ottenuti — e a guardare il video integrale dell’intervento per cogliere ogni dettaglio tecnico e operativo.
Introduzione
L’intervento presentato illustra tre importanti cantieri di restauro su edifici storici danneggiati, evidenziando come le indagini diagnostiche abbiano guidato operazioni complesse nel rispetto del valore culturale originario.
Roma: Quando il cassettonato rinasce dopo il crollo:
Nel 2018, il crollo improvviso del cassettonato ligneo della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami a Roma ha richiesto un intervento urgente e altamente specializzato. Grazie a rilievi digitali preesistenti e a un lavoro multidisciplinare, è stato possibile avviare un complesso restauro filologico dell’intera copertura decorata.
Intervento a Roma: Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami
Contesto: Situata ai Fori Imperiali, sopra il carcere Mamertino, la chiesa ha subito il crollo del cassettonato ligneo nel 2018. È stato ricostruito con un intervento altamente specializzato, tra Roma e Bologna.
Nel 2018 la chiesa di San Giuseppe dei Falegnami a Roma ha subito il crollo della copertura lignea, autentico capolavoro barocco. L’intervento di restauro ha richiesto una delicatissima fase di recupero e catalogazione dei frammenti, resa possibile grazie alla documentazione laser scanner preesistente. Le macerie sono state censite, numerate e mappate per ricostruire la volta con criterio filologico. Parte dei nuovi elementi lignei è stata realizzata in legno proveniente dall’Altopiano di Asiago, abbattuto dall’uragano Vaia. Un’équipe interdisciplinare ha operato tra Roma e Bologna, ricomponendo un autentico puzzle tridimensionale che ha restituito integrità e splendore alla navata.

Ferrara: Il campanile, un malato cronico
Il campanile della Cattedrale di Ferrara, costruito in più fasi tra il Quattrocento e il Seicento, presentava gravi fenomeni di degrado. Grazie a un’approfondita campagna diagnostica e all’uso di tecnologie avanzate, è stato possibile definire un intervento mirato di consolidamento e monitoraggio, supportato da un modello BIM integrato.
Intervento a Ferrara:
- Cattedrale di San Giorgio (Campanile e sei pilastri maggiori)
- Chiesa della Conversione di San Paolo
- Basilica di San Francesco
Contesto: Lavori eseguiti a seguito del sisma del 2012. Particolare attenzione al rafforzamento strutturale e alla riscoperta di elementi medievali.
Il campanile della cattedrale di Ferrara rappresenta un caso emblematico di degrado progressivo e stratificato. Costruito in più fasi tra il Quattrocento e il Seicento, è rivestito da materiali differenti, soggetti a ossidazione e distacchi. Le analisi diagnostiche, come spettroscopia FTIR, Georadar e indagini termografiche, hanno rivelato gravi criticità, soprattutto sul prospetto sud. Le tecniche di restauro si sono evolute anche grazie all’impiego di un modello BIM che registra lo stato conservativo di ogni singolo blocco lapideo. Tuttavia, l’intervento non è risolutivo: il campanile necessita di un piano di manutenzione costante nel tempo.
Tolentino e l’arte salvata dopo il sisma.
Intervento a Tolentino (MC, Marche): Basilica di San Nicola
Contesto: Santuario agostiniano danneggiato dal sisma del 2016. Le analisi diagnostiche sono state fondamentali per guidare il consolidamento e l’inghisaggio dei rivestimenti.
La basilica di San Nicola a Tolentino è un gioiello dell’Italia centrale gravemente danneggiato dal sisma del 2016. Il complesso, risalente al X secolo, conserva opere di Pietro da Rimini e sculture gotiche in pietra di Nanni di Bartolo. Le indagini preliminari hanno incluso Georadar, prove soniche e pacometriche, essenziali per progettare l’inghisaggio e il consolidamento dei rivestimenti. L’approccio multidisciplinare ha permesso una conoscenza approfondita delle malte, dei lapidei e dei trattamenti conservativi. Il cantiere è ancora in corso, ma l’accuratezza scientifica sta garantendo un restauro rispettoso e tecnicamente fondato.
Intervento del FORUM, CHIESA IN CANTIERE del 14 Maggio 2025 _ vedi gli altri qui.













