Architetto Caterina Parrello, direttore editoriale CHIESA OGGI

La 2ª Giornata Nazionale dell’Impiantistica Sportiva, organizzata dal Consiglio Nazionale Ingegneri con il patrocinio del CONI, svoltasi a Roma, presso il Salone d’Onore del CONI, lo scorso 10 giugno, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra istituzioni, professionisti e operatori del settore su un tema sempre più centrale per lo sviluppo dei territori e delle comunità.
Tra i numerosi spunti emersi durante il dibattito, uno appare particolarmente significativo: il riconoscimento del valore sociale, educativo e urbano delle infrastrutture sportive di prossimità. Una riflessione che merita di essere approfondita, soprattutto in un momento storico in cui la rigenerazione urbana e la coesione sociale costituiscono sfide prioritarie per le nostre città.
L’esperienza maturata negli anni attraverso l’attività editoriale di CHIESA OGGI ci ha consentito di osservare da vicino come gli impianti sportivi non siano semplicemente luoghi dedicati alla pratica agonistica o ricreativa. Essi rappresentano, sempre più spesso, autentici presìdi di comunità: spazi di incontro, crescita, inclusione e partecipazione, capaci di generare relazioni e rafforzare il tessuto sociale dei quartieri.
Particolarmente significativo è il ruolo svolto dagli impianti promossi da parrocchie e oratori. Queste realtà, radicate nel territorio e vicine alle esigenze delle persone, dimostrano come la qualità progettuale possa diventare uno strumento concreto di sviluppo sociale. Investire in questi spazi significa offrire opportunità educative alle nuove generazioni, promuovere stili di vita sani e creare luoghi aperti e accessibili in cui costruire legami e senso di appartenenza.

Ripensare oggi l’oratorio significa infatti immaginare strutture capaci di integrare attività sportive, culturali e sociali in una visione ampia di servizio alla comunità. Si tratta di una prospettiva che si intreccia direttamente con i processi di rigenerazione urbana, poiché questi luoghi costituiscono spesso punti di riferimento essenziali nelle periferie e nei quartieri, contribuendo a migliorare la qualità dello spazio pubblico e a contrastare fenomeni di marginalità e isolamento.
I progetti presentati nel corso della Giornata Nazionale dell’Impiantistica Sportiva hanno evidenziato come una progettazione attenta, multidisciplinare e orientata al bene comune possa trasformare piccoli impianti sportivi, parrocchie e oratori in veri e propri laboratori di comunità, capaci di produrre valore sociale oltre che architettonico.
Da questo confronto emerge una consapevolezza chiara: il futuro dell’impiantistica sportiva non può essere valutato esclusivamente attraverso parametri tecnici o prestazionali. Occorre riconoscere il contributo che queste infrastrutture offrono alla qualità della vita delle persone, alla costruzione di relazioni e alla crescita armonica dei territori.
Per questo motivo risulta fondamentale promuovere occasioni di dialogo e collaborazione tra istituzioni, professionisti, associazioni e realtà locali, affinché le migliori esperienze possano essere condivise e tradotte in progetti concreti e duraturi.
Un sentito ringraziamento va al Consiglio Nazionale degli Ingegneri per aver promosso un momento di confronto così qualificato e per il costante impegno nel favorire il dialogo tra i diversi attori del settore.


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