Alla GASC di Villa Clerici, il progetto di Roberto Floreani nasce dalla collaborazione con Isorropia Homegallery e mette opere contemporanee in relazione con la collezione permanente. Un’esperienza che mostra come il dialogo tra istituzioni possa aprire nuove letture del sacro.
La Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei (GASC) e Isorropia Homegallery presentano “La Via Astratta”, mostra personale di Roberto Floreani curata da Luigi Codemo. Il progetto è stato ideato per gli spazi della GASC: le opere sono pensate per entrare in dialogo con la collezione permanente e contaminarla. La collaborazione prosegue il percorso avviato con la precedente mostra di Floreani, “Soglie. Tempo del prima, Tempo del poi”, realizzata nel 2025 al Museo Diocesano di Vicenza in occasione del Giubileo.
In esposizione ci sono oltre venti opere, anche di grande formato, che attraversano diversi periodi della ricerca dell’artista, dai Ritmati alle Costellazioni fino alle Soglie. Sono presenti lavori recenti e inediti, con un quadrato centrale sdoppiato nella struttura e nelle scelte cromatiche. La tecnica di Floreani sovrappone fino a trenta strati di materia; geometrie e colori emergono da basi dai toni calmi e terrosi. La mostra comprende inoltre un catalogo con testi di Codemo e Luca Siniscalco.
La GASC riconduce il progetto alla propria vocazione: coinvolgere artisti che misurano la ricerca creativa con il tema del sacro, un orientamento che caratterizza la raccolta di Villa Clerici fin dagli anni Cinquanta. Il museo conserva oltre 3.000 opere di arte sacra del Novecento e contemporanea, di autori tra cui Francesco Messina, Gino Severini, Giacomo Manzù e Kengiro Azuma. Secondo il direttore Luigi Codemo, nell’astrazione di Floreani la ricerca sul linguaggio pittorico mantiene una tensione spirituale e il quadro diventa una soglia che conduce oltre la tela.
Il dato concreto è la collaborazione tra una raccolta museale e un’associazione culturale non profit impegnata nella promozione dell’arte contemporanea, finalizzata a mettere in relazione ricerca attuale e patrimonio storico. Come lettura editoriale, il progetto offre uno spunto per altre istituzioni: costruire occasioni condivise può ampliare le possibilità di interpretare il sacro nel presente. Gemellaggi e collaborazioni nazionali o europee sono prospettive da esplorare, non esiti già documentati da questa iniziativa. La mostra è indicata aperta fino all’8 novembre; la fonte non specifica l’anno.
