a cura di Caterina Parrello,
architetto e direttore editoriale Chiesa Oggi

Nel contesto delle opportunità offerte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), la Diocesi di Locri-Gerace ha promosso lo scorso 25 febbraio 2026 un significativo momento di confronto tra istituzioni, professionisti e imprese coinvolti nel progetto di messa in sicurezza e restauro della Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta di Gerace.
L’incontro, organizzato dall’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici on la partecipazione di CHIESA OGGI, ha rappresentato non solo un’occasione di approfondimento tecnico, ma anche un momento di restituzione alla comunità di un’esperienza esemplare.
L’evento ha riunito tutti gli operatori che, a diversi livelli, hanno contribuito all’importante intervento: progettisti, ingegneri, imprese esecutrici, rappresentanti delle Soprintendenze e della committenza ecclesiastica. Un lavoro corale che ha consentito, in tempi certi e con elevati standard qualitativi, di restituire alla città uno dei suoi simboli più identitari.
«Abbiamo stretto un patto di collaborazione – ha sottolineato il sindaco di Gerace, Rudi Izzi – per rendere nuovamente fruibile questa parte di città, che possiamo definire una vera e propria “città nella città”».
«La Basilica, oggi, si presenta nuovamente nella sua pienezza – ha dichiarato il vescovo S. Ecc. Mons Francesco Oliva – Gli interventi hanno riportato alla luce forme e dettagli che il tempo aveva celato, restituendo uno spazio capace di accogliere il visitatore in un’atmosfera rinnovata, carica di valore storico, artistico e spirituale».


Particolare rilievo è stato dato al tema dell’adeguamento sismico, affrontato non come semplice operazione tecnica, ma come atto di tutela dell’identità collettiva. «Intervenire su un bene come la Cattedrale di Gerace – ha evidenziato l’ing. Francesco Foti, presidente dell’Ordine Ingegneri di Reggio Calabria – significa salvaguardare non solo un manufatto architettonico, ma la memoria civile, religiosa e culturale di un’intera comunità». In questo contesto, il ruolo dell’ingegneria si è rivelato centrale: una disciplina chiamata a leggere la struttura nella sua stratificazione storica, operando con sensibilità e competenza su un bene di eccezionale valore.
L’esperienza ha inoltre messo in luce la capacità del territorio calabrese di esprimere professionalità di alto livello. L’arch. Ignazio Ferro, vicepresidente dell’Ordine Architetti PPC di Reggio Calabria, ha sottolineato con orgoglio come molti dei soggetti coinvolti provengano direttamente dal contesto locale: «Questo dimostra che, quando si lavora in sinergia, i risultati si raggiungono e possono diventare modello per altri interventi».
Anche dal punto di vista della comunicazione e della valorizzazione culturale, il progetto rappresenta un caso significativo. L’arch. Caterina Parrello, direttore editoriale della testata Chiesa Oggi, ha evidenziato come oggi sia possibile raccontare un’esperienza che unisce progettazione, esecuzione e visione condivisa: «Un impegno corale guidato da una committenza attenta, capace di custodire il bene e restituirlo integro e ricco di storia alla comunità».
Il valore dell’iniziativa è stato infine ribadito dal direttore dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Locri- Gerace, Giuseppe Mantella, che ha posto l’accento sulla dimensione della condivisione: «Rendere pubblico questo lavoro significa offrire un esempio concreto. Un intervento realizzato in circa 350 giorni lavorativi, con un investimento superiore ai 6 milioni di euro, che può diventare riferimento per il nostro territorio».


Un cantiere tra scienza, scoperta e tutela
L’intervento di consolidamento – gestito dalla Diocesi in qualità di ente attuatore esterno – si è distinto quindi non solo per l’efficacia tecnica, ma anche per l’approccio multidisciplinare adottato.
Un modello collaborativo che ha consentito di raggiungere risultati rilevanti sia sul piano delle tempistiche sia su quello della qualità esecutiva.
Durante le lavorazioni, il cantiere ha restituito anche significativi rinvenimenti archeologici, contribuendo a rileggere la storia costruttiva e artistica dell’edificio. Le indagini preliminari – svolte con metodo scientifico – hanno guidato scelte operative fondate su materiali compatibili, soluzioni riconoscibili e interventi reversibili.
Il risultato è oggi un equilibrio tra sicurezza strutturale e valorizzazione estetica, nel pieno rispetto del carattere storico-monumentale del bene.


Un caso studio per il futuro
L’esperienza della Basilica di Gerace si configura dunque come un modello virtuoso di collaborazione tra enti, professionisti e imprese, capace di coniugare tutela, innovazione e valorizzazione. Un esempio concreto di come le risorse del PNRR possano tradursi in interventi di qualità, restituendo non solo edifici, ma identità e senso di appartenenza alle comunità.
Durante l’incontro è stato illustrato l’intervento di consolidamento sismico e restauro della cattedrale da parte del direttore dei Lavori arch. Luigi Scaramuzzino e dall’ arch. Giorgio Metastasio, Responsabile unico del progetto PNRR, con la partecipazione dell’ing. Domenico Condelli e le testimonianze delle responsabili della Soprintendenza di Reggio Calabria, arch. Rita Cicero e arch. Roberta Filocamo.

Da sinsitra: Dott. Giuseppe Mantella, arch. Caterina Parrello, S.Ecc. Mons. Francesco Oliva

da sinistra: Alessandro Silvestri, Domenico Carrà, Luigi Scaramuzzino, Cecilia Zampa, Daniele Carrà, Caterina Parrello, Antonello Farina, Carlo Chiriaco, Gianluca Zucchi.
Alla sessione tecnica sull’esecuzione dei lavori eseguiti hanno partecipato l’ing. Daniele Carrà, dell’ Impresa Domenico CARRÀ che ha eseguito tutti i lavori realizzati, con la partecipazione delle aziende che hanno fornito materiali, tecnologie e il proprio know-how.
Presenti all’incontro la dott.ssa Cecilia Zampa A.D. Fibrenet , l’ing. Roberto Covi A.D. Tassullo, il dott. Alessandro Silvestri A.D. Keim Farben, il dott. Gianluca Zucchi A.D. Cir Chimica e per il progetto illuminotecnico la relazione del dott. Carlo Chiriaco per i Guzzini.
Il coordinamento delle aziende che hanno partecipato al convegno è stato svolto dal prezioso contributo di Antonello Farina.




