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Restauro, il futuro professionale passa dall’architettura

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a cura di Edmondo Jonghi Lavarini

Il restauro non è soltanto conservazione: è uno dei grandi mercati professionali del futuro. Ma quanti architetti ne conoscono davvero dimensioni, opportunità e prospettive? Una nuova ricerca di LIUC Business School e Confartigianato analizza il settore, con particolare attenzione al patrimonio ecclesiastico, offrendo strumenti preziosi per orientare competenze, investimenti e professioni.

Un libro per comprendere il mercato del restauro

Quanto vale realmente il patrimonio culturale italiano? Quali risorse economiche vengono investite nella sua conservazione? E soprattutto, quali opportunità professionali si aprono per gli architetti che desiderano specializzarsi nel recupero e nella valorizzazione degli edifici storici?

A queste domande cerca di rispondere Settore del restauro. Evoluzione del mercato, struttura delle imprese, scenari evolutivi, il volume di Andrea Venegoni e Paolo Gasparoli, realizzato nell’ambito della collaborazione tra LIUC Business School e Confartigianato Imprese.

Il libro affronta il restauro da una prospettiva particolarmente interessante: non soltanto come disciplina tecnica e culturale, ma come settore economico organizzato, composto da imprese, professionisti, competenze specialistiche, investimenti e opportunità di sviluppo.

Attraverso un’analisi del patrimonio culturale italiano, della struttura del mercato, delle caratteristiche delle imprese e delle prospettive evolutive, gli autori costruiscono un quadro che permette di comprendere la dimensione economica di un comparto spesso percepito esclusivamente attraverso il valore storico e artistico dei suoi beni.

I numeri riportati nella ricerca sono significativi: circa tre milioni di beni culturali censiti, un patrimonio edificato storico di dimensioni ancora largamente sottostimate e un mercato del restauro dei beni culturali edificati che, secondo lo studio, ha superato il miliardo di euro nel 2023.

Ancora più interessante è la stima di un fabbisogno potenziale di interventi di circa 20 miliardi di euro, riferito a un patrimonio di almeno 500.000 edifici considerati nell’analisi.

Si tratta di una prospettiva che invita a cambiare il modo di interpretare il restauro: non più soltanto una successione di interventi straordinari, ma un’attività continuativa di conoscenza, prevenzione, manutenzione programmata e valorizzazione.

Per gli architetti significa poter leggere il patrimonio costruito non soltanto come oggetto di tutela, ma anche come un ambito nel quale sviluppare competenze, servizi professionali e nuove forme di collaborazione.

Andrea Venegoni e Paolo Gasparoli: economia e architettura si incontrano

Uno degli aspetti più interessanti del volume è proprio l’incontro tra due competenze differenti e complementari: quella economica e quella architettonica.

Andrea Venegoni è professore associato di Economia Politica presso la LIUC – Università Cattaneo e Associate Dean Research and Applications for Business della LIUC Business School.

La sua attività scientifica riguarda la macroeconomia, la politica monetaria, i mercati finanziari e l’analisi degli scenari territoriali e settoriali. Si occupa inoltre della valutazione dell’impatto economico degli investimenti, delle infrastrutture e degli eventi, utilizzando metodologie econometriche e indicatori socioeconomici.

Il suo contributo consente di interpretare il restauro attraverso dati, dinamiche economiche, struttura del mercato e prospettive di crescita, offrendo una lettura quantitativa di un settore tradizionalmente raccontato soprattutto attraverso le sue realizzazioni.

Paolo Gasparoli è architetto, già professore associato presso il Politecnico di Milano, dove è docente alla Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e Paesaggio. Ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale a professore di prima fascia ed è in possesso della qualifica di restauratore, con iscrizione negli elenchi ministeriali per i settori di competenza indicati nella pubblicazione.

La sua esperienza comprende studi sulle tecniche costruttive storiche, sulla conservazione preventiva e sulla manutenzione programmata del patrimonio architettonico. Ha svolto attività di ricerca e intervento su importanti complessi monumentali, collaborando anche con istituzioni impegnate nella tutela del patrimonio culturale.

È inoltre presidente nazionale di Confartigianato Restauro.

L’incontro tra Venegoni e Gasparoli rappresenta quindi uno dei principali valori del libro: mettere in relazione la conoscenza economica del mercato con quella tecnica e culturale dell’architettura e del restauro.

Una relazione fondamentale perché, per sviluppare professionalmente il settore, non è sufficiente conoscere le tecniche di intervento: occorre comprendere anche la domanda, le risorse disponibili, l’organizzazione delle imprese e le prospettive di investimento.


La geografia del restauro: conoscere il territorio per individuare nuove opportunità: Grazie a un’analisi capillare condotta a livello provinciale e comunale, la ricerca mette in evidenza le significative differenze territoriali nella conservazione e nella gestione del patrimonio culturale italiano. Emergono così non soltanto le aree più attive, ma soprattutto i territori nei quali la “presa in cura” del patrimonio necessita ancora di una maggiore organizzazione, programmazione ed efficienza. Una mappatura preziosa per individuare nuove opportunità professionali, orientare gli investimenti e sviluppare strategie di conservazione e manutenzione programmata, valorizzando il ruolo degli architetti e delle competenze specialistiche del restauro.


Il patrimonio ecclesiastico: una straordinaria opportunità di conservazione e sviluppo

Un’attenzione particolare merita il patrimonio ecclesiastico, che rappresenta una componente essenziale del patrimonio culturale italiano.

Chiese, monasteri, conventi, abbazie, santuari, complessi parrocchiali e altri edifici religiosi costituiscono una rete capillare di beni architettonici diffusi sull’intero territorio nazionale.

La loro importanza non deriva esclusivamente dal valore storico e artistico, ma anche dalla funzione religiosa, sociale e identitaria che continuano a svolgere nelle comunità.

A differenza di molti altri edifici monumentali, una parte rilevante del patrimonio ecclesiastico conserva infatti una destinazione d’uso attiva. Questo significa che gli interventi di restauro devono confrontarsi contemporaneamente con esigenze di conservazione, sicurezza, accessibilità, funzionalità liturgica, sostenibilità economica e continuità d’utilizzo.

Il volume dedica attenzione anche alla dimensione economica di questo specifico settore, analizzando il valore degli interventi di restauro sugli edifici ecclesiastici italiani nel periodo 2015-2024.

Secondo le elaborazioni presentate dagli autori, costruite a partire dai rendiconti della Conferenza Episcopale Italiana relativi ai fondi dell’8×1000 e integrate con un coefficiente correttivo per stimare il valore complessivo degli interventi, la spesa è passata da circa 160,5 milioni di euro nel 2015 a oltre 252 milioni nel 2024.

Si tratta di una crescita significativa, pur caratterizzata da oscillazioni e da una contrazione nel 2020, seguita da una ripresa negli anni successivi.

È importante osservare che gli stessi autori considerano questi dati una stima per difetto, poiché non comprendono pienamente gli interventi finanziati direttamente da parrocchie, diocesi e altri soggetti.

Il patrimonio ecclesiastico rappresenta quindi non soltanto un’eredità da conservare, ma anche un sistema permanente di necessità tecniche e professionali.

La conservazione di una chiesa non si esaurisce nel restauro di una facciata o nel consolidamento di una copertura. Richiede monitoraggio, manutenzione, conoscenza dei materiali, gestione dell’umidità, adeguamento degli impianti, prevenzione dei rischi e pianificazione degli interventi.

Per gli architetti questo significa poter sviluppare un rapporto continuativo con le comunità ecclesiastiche, le parrocchie, le diocesi e gli enti proprietari, superando la logica dell’incarico occasionale per costruire percorsi di conoscenza e conservazione programmata.

Una prospettiva che interessa particolarmente anche i piccoli centri, dove il patrimonio religioso rappresenta spesso il principale riferimento monumentale e identitario del territorio.

L’architetto al centro del restauro: una professione che integra le competenze

La complessità del restauro architettonico rende evidente il ruolo centrale dell’architetto nella conservazione e nella trasformazione del patrimonio costruito.

Un intervento su un edificio storico non può essere interpretato esclusivamente come un problema strutturale, impiantistico, edilizio o amministrativo.

Richiede prima di tutto la capacità di comprendere l’organismo architettonico nella sua interezza: la storia, le trasformazioni, le tecniche costruttive, il significato culturale, le relazioni spaziali e il rapporto con il contesto.

È proprio questa visione d’insieme a rendere l’architetto la figura cardine del processo di restauro architettonico.

Non si tratta di attribuire una superiorità professionale rispetto alle altre figure tecniche, ma di riconoscere la specificità di una disciplina che integra conoscenza storica, sensibilità culturale, capacità progettuale e responsabilità nella conservazione dell’architettura.

Una centralità che trova anche un preciso riferimento normativo nell’articolo 52 del R.D. 2537/1925, che riserva alla professione di architetto le opere di edilizia civile che presentano rilevante carattere artistico e il restauro e ripristino degli edifici tutelati dalla legislazione sui beni culturali, ferme restando le competenze tecniche attribuite agli ingegneri.

Attorno al progetto architettonico intervengono infatti numerose professionalità indispensabili.

L’ingegnere contribuisce attraverso le competenze strutturali, impiantistiche e tecnologiche; il geometra attraverso rilievi, restituzioni, attività catastali e gestione tecnica nei limiti delle proprie attribuzioni; il perito industriale con specializzazione edilizia attraverso le competenze tecniche ed esecutive consentite dal proprio ordinamento.

A queste figure si affiancano restauratori qualificati, storici dell’arte, archeologi, diagnostici, artigiani specializzati e imprese di restauro, ciascuno con responsabilità e competenze proprie, talvolta riservate dalla normativa.

Il ruolo dell’architetto è quindi quello di costruire una sintesi progettuale tra competenze differenti, facendo in modo che ogni intervento tecnico contribuisca a un obiettivo unitario di conservazione e valorizzazione.

Nel patrimonio ecclesiastico questa funzione assume un significato ancora più profondo.

L’architetto deve saper dialogare con la committenza religiosa, comprendere le esigenze liturgiche, confrontarsi con le Soprintendenze, coordinare specialisti e imprese e interpretare le necessità contemporanee senza compromettere i valori storici e artistici dell’edificio.

È una responsabilità che richiede formazione specialistica, aggiornamento continuo e una conoscenza approfondita non soltanto delle tecniche di restauro, ma anche dell’organizzazione economica e professionale del settore.

Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che la ricerca di Venegoni e Gasparoli offre un contributo particolarmente utile.

Compra il libro direttamente dallo store dell’editore a questo link https://altralineaedizioni.it/portfolio-item/settore-del-restauro/

Conoscere il mercato per costruire il proprio futuro professionale

Per un architetto, conoscere il mercato del restauro significa comprendere dove si concentrano le risorse, quali sono le esigenze della committenza, come si organizzano le imprese e quali competenze saranno maggiormente richieste nei prossimi anni.

Significa soprattutto acquisire quella sensibilità tecnica, culturale ed economica che permette di trasformare la conoscenza del patrimonio in una proposta professionale concreta.

Il volume di Venegoni e Gasparoli costituisce, in questo senso, una base di conoscenza tecnica ed economica particolarmente importante per chi desidera sviluppare o consolidare la propria attività nel settore del restauro.

La ricerca evidenzia infatti alcune direttrici fondamentali per il futuro: manutenzione programmata, conservazione preventiva, formazione specialistica, ricambio generazionale, innovazione digitale, collaborazione tra professionisti e imprese e valorizzazione del patrimonio come risorsa culturale ed economica.

Per gli architetti, queste prospettive rappresentano un invito ad ampliare la propria visione professionale.

Non basta saper progettare un buon intervento di restauro. Occorre anche comprendere perché quell’intervento è necessario, come può essere programmato, quali risorse possono sostenerlo e quale valore può generare nel tempo.

Leggere questo libro è quindi un investimento nella propria cultura professionale. Aiuta a riconoscere opportunità che possono sfuggire a chi osserva il restauro soltanto dal punto di vista del singolo cantiere e offre gli elementi per interpretare un mercato destinato a confrontarsi con un patrimonio immenso e con necessità di conservazione sempre più articolate.

Ai lettori di CHIESA OGGI consigliamo la lettura di Settore del restauro. Evoluzione del mercato, struttura delle imprese, scenari evolutivi, di Andrea Venegoni e Paolo Gasparoli, pubblicato da Altralinea Edizioni, anche per approfondire il rapporto tra patrimonio ecclesiastico, professioni tecniche e nuove opportunità di sviluppo.

Il volume, proposto al prezzo di copertina di 24 euro, rappresenta uno strumento di approfondimento per architetti, restauratori, professionisti, imprese e operatori interessati al futuro della conservazione del patrimonio culturale italiano.

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La conoscenza del patrimonio ecclesiastico e delle opportunità professionali legate alla sua conservazione non può fermarsi alla lettura di un solo libro.

Per questo invitiamo i nostri lettori a scoprire anche CHIESA OGGI Premium 365, l’abbonamento pensato per accompagnare durante tutto l’anno i professionisti che si occupano di architettura, restauro, edilizia di culto e valorizzazione del patrimonio religioso.

Con Premium 365 è possibile accedere ai contenuti e ai servizi previsti dall’abbonamento, utilizzare l’app CHIESA OGGI, ricevere tre numeri annuali della rivista e beneficiare di ulteriori opportunità di informazione e aggiornamento professionale.

Conoscere il patrimonio significa imparare a conservarlo. Conoscere il mercato significa anche imparare a costruire il proprio futuro professionale.

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