a cura di prof. arch. Marcello Sèstito,
Prof. Ordinario in Progettazione Architettonica e Urbana,
Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria
L’esercizio didattico che ho proposto agli studenti del terzo anno di architettura nell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, nel corso di Composizione Architettonica (A.A.2017-2018), si è incentrato sulla definizione di una chiesa che potesse investire i luoghi del mondo come una sorta di disseminazione tematica.
L’esercizio in cui si sono cimentati gli studenti consisteva nell’individuazione di un lembo di terra, scelto casualmente in tutti i possibili territori del mondo, ma che avesse come prerogativa quello di non essere, per così dire, già contaminato da architetture precedenti. In sostanza si chiedeva di analizzare, di quel sito, solo le componenti orografiche tali da consentirne il rilievo che poi si è tradotto in uno schema grafico di una porzione di terra di 500×500 metri in cui non vi fossero presenze architettoniche.
Lo scopo quello di comprendere come il primo atto fondativo potesse sorgere senza condizionamenti alcuni, senza interferenze date dalla presenza dell’edificato, da resti archeologici, da infrastrutture o strade che potessero disturbare un andamento che ricercava nelle origini il proprio manifestarsi.
Individuato il lotto di terra, questa porzione di crosta terrestre ha reso evidenti le sue protuberanze, le ferite, le fenditure o le asperità, gli avvallamenti o le emergenze tali da consentire una sorta di nuova alfabetizzazione terrestre. Ne è sorta una grammatica con evidenti ripercussioni nel progetto.
L’area prescelta è divenuta una sorta di pentagramma visivo su cui innescare processi compositivi.
Una delle figure emergenti dal sito prescelto fu a sua volta pretesto per la definizione formale della progettazione di una chiesa.
I perimetri, confrontati tra loro, erano ovviamente decisi dall’andamento terrestre e dalle sue singolarità, pertanto non una chiesa si assomigliava all’altra. Ne sono scaturite planimetrie a cui lo studente ha dovuto dare risposte molto personali e sistemazioni funzionali del tutto particolari. Unica richiesta, l’altezza della chiesa che nel corpo centrale non doveva superare i nove metri e la presenza di un campanile dell’altezza complessiva di 12 metri.
Le chiese che sono emerse si presentano, ora, come una campionatura di possibili soluzioni formali che ci dicono che pur essendo presente solo la disponibilità di un sito ancora non compromesso, è possibile ricavare, dalle tracce presenti, l’architettura conseguente.



Marcello Sèstito. Architetto

Si forma con Eugenio Battisti, Alessandro Anselmi e Franco Purini.
E autore di numerosi libri dalla notevole importanza concettuale e dalla forte influenza sul piano dell’estetica”, come vuole Franco Purini. Tra gli altri, Alfabeti d’Architettura; II Gorgo e la Rocca, tra Scilla e Cariddi territori della mente; Colonne Stilate; Architetture Globall; Architettura &; L’architettata mano, Pentedattila palmo di pietra; Fata Morgana o la città riflessa; Saul Greco, lo scatto ango-lare; Eugenio Battisti, Intorno all’architettura; In carte di Pane; Ar-chitettando-Artichettando; Architettura Animale; Corpo e Architettura o de humani fabrica; Radiolar City e L’Archikoltura; I guardiani dell’Orizzonte, Antropometrie e corpi misurati; Cinquanta6dime; II ponte Incontinente, nello Stretto di Messina l’avventura di un archetipo il condensarsi di un simbolo; La palazzata Bifronte per la BAAM;
L’Architettura dei volti, tratti ritratti autoritratti.
Partecipa alla Biennale di Architettura di Venezia nel 1985 e in due occasioni alla Triennale di Milano. Ha tenuto conferenze in tutto il mondo, e recentemente in Cina a Kunming, a San Paulo del Brasile e nella Facoltà di Architettura di Damasco. Responsabile scientifico di numerosi Workshop internazionali. I suoi studi e progetti pubblicati sulle maggiori riviste specializzate di settore si incentrano sul rapporto tra arte, architettura e citta
È in copertina sulle riviste “Modo”; “D’Ars”, “Controspazio”; “On/Off”, “U+D”. Pierre Restany lo invita alla redazione di D’Ars con la rubrica ‘Architettura e Strategie del territorio’, e vi collabora dal 1987 al 2003.
E ideatore con altri della rivista internazionale di Utopie “Oz”. E nel comitato scientifico della rivista “Ananke” diretta da Marco Dezzi Bar-deschi, e nel comitato scientifico della collana Architettura e Conservazione diretta da Alessandro Castagnaro.
Direttore scientifico e ideatore della Collana di Studi Utopici ‘EUTOPIA’, per Timía edizioni, Roma. E autore di numerosi progetti e realizza la Casa della Memoria come Fondazione Mimmo Rotella a Catanzaro. Ideatore e curatore di mostre, partecipa a numerosi concorsi di progettazione e si classifica al secondo posto per la sistemazione del Waterfront di Reggio Calabria. È ideatore e promotore della Baam:
Biennale di Arte e Architettura del Mediterraneo di cui è Direttore per il Settore Architettura. Espone In Carte di Pane al Museo Archeologico di RC; e cura la mostra NOSTOS il ritorno dei guerrieri di Riace nella medesima sede. Per la Eurolink-Sina progetta la sistemazione del Centro Direzionale per il Ponte sullo Stretto di Messina versante calabro. Da sempre interessato al mito nelle sue diverse declinazioni, la sua ricerca si muove nella costante elaborazione di strutture men-tali, tra sincretismo ed eteronomia, atti a configurare nuovi scenari futuri. Nel 2020 l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Catanzaro gli conferisce il Premio alla Carriera. E impegnato alla realizzazione del Museo Internazionale alla Follia per la città di Girifalco (CZ). E professore ordinario di Progettazione Architettonica e Urbana nella Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria. Vive a Milano fin dal 1985 con Antonella Pavia con cui condivide la vita e la casa.

