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Progettare il sacro partendo dal luogo

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Arch. Andrea Vaccari – Progettare il sacro
Quinto Forum Chiesa in Cantiere – 20 maggio 2026

L’intervento dell’architetto Andrea Vaccari al Quinto Forum Chiesa in Cantiere mostra come il progetto liturgico possa nascere dall’ascolto profondo del contesto. Cattedrali, materiali, luce, arte, liturgia e comunità diventano parte di un processo integrato. Un tema centrale per architetti e progettisti, ma traslabile anche ad altre professioni: ogni intervento qualificato richiede metodo, dialogo e rispetto dell’identità dei luoghi.

Genius Loci, cioè dell’anima del luogo

Il primo tema emerso dall’intervento è il valore del Genius Loci, cioè dell’anima del luogo. Per Vaccari, progettare il sacro non significa imporre una forma nuova, ma leggere ciò che già esiste: architettura, stratificazioni storiche, opere d’arte, struttura, devozioni, uso reale della chiesa da parte della comunità. Nel caso della cattedrale di Sessa Aurunca, il progetto nasce dall’ambone medievale, assunto come elemento generativo. La Parola diventa così origine concettuale e spaziale dell’intervento. È una lezione utile non solo per gli architetti: ogni professionista, quando interviene su un sistema complesso, deve prima comprenderne identità, memoria e relazioni interne.

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In questo intervento al Quinto Forum Chiesa in Cantiere, l’architetto Andrea Vaccari racconta due esperienze di progettazione liturgica legate alle cattedrali di Sessa Aurunca e Asti.

Il lavoro interdisciplinare tra architetto, artista e liturgista

Il secondo tema riguarda il lavoro interdisciplinare tra architetto, artista e liturgista. Nei concorsi per l’adeguamento liturgico, racconta Vaccari, il progetto non è mai il risultato di una sola competenza. Il confronto tra figure diverse può generare qualcosa di più della semplice somma dei contributi individuali. A Sessa Aurunca, con l’artista Luca Cavalca e la liturgista Silvia Tarantelli, il tema “La passione che genera vita” ha guidato altare, cattedra, croce e Via Crucis. Ad Asti, con Cavalca e don Giorgio Santi, il concept “Come rugiada dall’alto” ha orientato la disposizione dei poli liturgici. Metodo, ascolto e coerenza diventano strumenti progettuali decisivi.

Screenshot

L’essenzialità del progetto

Il terzo tema è l’essenzialità del progetto. Vaccari sottolinea che, in contesti storici complessi, il ruolo dell’architetto è spesso quello di togliere più che aggiungere. A Sessa Aurunca, la scelta dell’onice, del bronzo, del vetro rosso e della luce nasce dal dialogo con le preesistenze e con la simbologia della passione e della salvezza. Ad Asti, lo studio dei percorsi, delle ombre, della visibilità e della partecipazione dei fedeli orienta la collocazione dei poli liturgici. Il progetto diventa così uno strumento di ordine, chiarezza e coinvolgimento. Una logica valida anche fuori dall’architettura: innovare significa spesso semplificare, rendere leggibile, restituire senso.

Guarda gli altri video

Questo video-articolo è parte della giornata del Quinto Forum Chiesa in Cantiere, dedicata alla “Valorizzazione del patrimonio tra conservazione e innovazione”. Il Forum si conferma un momento di confronto qualificato sul patrimonio culturale ecclesiastico, inteso non come deposito immobile, ma come risorsa viva per la comunità. Tutela, fruizione, innovazione e connessione tra tradizione e futuro sono al centro di interventi, dibattiti e occasioni di networking. La partecipazione gratuita favorisce l’incontro tra architetti, professionisti, tecnici, enti ecclesiastici e operatori culturali, creando un contesto utile per condividere esperienze e costruire nuove visioni progettuali.

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