a cura dell’arch. Antonio Schirò

Nel nuovo complesso parrocchiale di San Gerardo Maiella a Rionero in Vulture (PZ), gli impianti sportivi costituiscono uno dei principali dispositivi attraverso cui il progetto interpreta il tema della rigenerazione urbana e sociale. All’interno dell’intervento sono presenti due palestre coperte – una per allenamenti polivalenti mentre l’altra di tipo agonistico per pallavolo, calcetto, basket e pickleball – e i due campi all’aperto – uno da calciotto e uno da calcetto – che non sono concepiti come semplici attrezzature sportive, ma come parte integrante dello Spazio Giovani Vulture, il centro diurno socioeducativo che rappresenta il cuore delle attività rivolte a bambini, adolescenti, giovani, famiglie e associazioni del territorio.
Inserito all’interno di un quartiere periferico caratterizzato da una forte prevalenza residenziale e da una limitata presenza di spazi collettivi, il complesso parrocchiale assume il ruolo di nuova cerniera urbana e le infrastrutture da gioco anche da motore di aggregazione. La presenza degli impianti sportivi contribuisce in modo determinante a questa trasformazione, offrendo luoghi di incontro, crescita e partecipazione capaci di attrarre utenti ben oltre il solo ambito parrocchiale.
Lo sport diventa così uno strumento di inclusione e coesione sociale, una pratica educativa attraverso cui costruire relazioni e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità ecclesiastica.
In questa prospettiva, palestra e campi sportivi si inseriscono in una più ampia strategia progettuale che comprende la chiesa, il sagrato, la grande piazza pubblica, il belvedere, gli spazi pastorali, la sala conferenze, il teatro-cinema (attualmente in corso di progettazione) e le aree dedicate alle attività formative. Il risultato è un organismo unitario nel quale attività spirituali, culturali, educative e sportive convivono e si alimentano reciprocamente, trasformando il complesso in un vero e proprio pezzo di città.

Lo sport come spazio educativo e culturale
L’esperienza dello Spazio Giovani Vulture supera la tradizionale distinzione tra attività sportive e attività culturali. Gli impianti diventano infatti luoghi nei quali si sviluppano percorsi educativi, iniziative sociali, programmi di inclusione, tornei, manifestazioni comunitarie e attività aggregative rivolte alle diverse generazioni.
La palestra coperta, omologata secondo gli standard CONI, accoglie discipline come pallacanestro, pallavolo, calcetto, pickleball e attività motorie multifunzionali, ma la sua configurazione spaziale consente anche l’organizzazione di incontri pubblici, eventi associativi, attività scolastiche, laboratori e momenti di socialità promossi dalla parrocchia e dalle realtà del territorio. Particolare rilevanza assume anche la piccola palestra polifunzionale collocata all’interno della canonica, uno spazio flessibile pensato per accogliere attività educative, ricreative e sportive durante tutto l’anno.

Nel periodo estivo con l’iniziativa “Estate Ragazzi”, questo ambiente diventa un luogo fondamentale per lo svolgimento di laboratori, giochi di gruppo, attività motorie e momenti di aggregazione, garantendo la continuità delle iniziative anche in caso di condizioni climatiche avverse.
La sua presenza contribuisce ad ampliare le opportunità formative offerte dalla parrocchia, favorendo la partecipazione dei più giovani in un contesto sicuro, inclusivo e strettamente integrato con il progetto educativo dell’oratorio. I campi all’aperto amplificano ulteriormente questa dimensione collettiva. Il campo da calciotto rappresenta lo spazio privilegiato per tornei, manifestazioni sportive e iniziative che coinvolgono un ampio numero di partecipanti, mentre il campo da calcetto favorisce una fruizione quotidiana e spontanea, diventando luogo di aggregazione informale per bambini e adolescenti.
Durante l’anno gli spazi ospitano attività dell’oratorio, eventi comunitari, feste, giornate dedicate alle famiglie e iniziative educative che trovano nello sport un linguaggio universale capace di generare inclusione. Tra le attività che animano quotidianamente il quartiere, la squadra di calcio San Tarcisio rappresenta uno degli strumenti più efficaci attraverso cui la parrocchia realizza la propria missione educativa e sociale. Il calcio, infatti, non è inteso soltanto come attività sportiva, ma come un autentico percorso di formazione umana, capace di trasmettere valori fondamentali quali il rispetto delle regole, la lealtà, il senso di appartenenza, la solidarietà e la responsabilità verso gli altri. La San Tarcisio costituisce un punto di riferimento per bambini, adolescenti e giovani del territorio, offrendo un ambiente sicuro e inclusivo nel quale crescere attraverso l’esperienza del gruppo.
In un contesto periferico spesso caratterizzato dalla carenza di opportunità aggregative, la squadra diventa un luogo privilegiato di incontro, capace di coinvolgere non soltanto gli atleti ma anche le loro famiglie, contribuendo alla costruzione di relazioni positive e durature. L’attività sportiva si inserisce pienamente nel progetto pastorale della parrocchia, che riconosce nello sport uno straordinario strumento educativo e di promozione della persona. Attraverso allenamenti, partite e momenti di condivisione, la San Tarcisio favorisce la crescita integrale dei giovani, aiutandoli a sviluppare competenze relazionali, autocontrollo, spirito di sacrificio e capacità di collaborare per il raggiungimento di obiettivi comuni. In questa prospettiva, il campo sportivo diventa una vera e propria estensione dell’oratorio e degli spazi comunitari, un luogo nel quale i valori del Vangelo trovano concreta applicazione nella vita quotidiana.
La presenza della San Tarcisio conferma inoltre la volontà della parrocchia di offrire servizi aperti a tutti, senza distinzioni sociali o culturali, promuovendo inclusione, coesione sociale e partecipazione attiva. Lo sport assume così una funzione che va ben oltre la dimensione agonistica, diventando un potente fattore di integrazione e uno strumento capace di generare comunità, rafforzando il ruolo del complesso parrocchiale come nuova centralità urbana e sociale per l’intero quartiere.


Architettura e paesaggio per la comunità
Dal punto di vista architettonico, il sistema degli impianti sportivi è concepito come una sequenza di spazi aperti e costruiti che dialogano con il paesaggio del Vulture e con il resto del complesso parrocchiale.
La palestra, caratterizzata dalla grande copertura curva in legno lamellare e dalla facciata in policarbonato traslucido, costituisce il fulcro del sistema sportivo. La sua presenza è capace di dialogare con il campanile e con gli altri edifici senza sovrastarli. Durante le ore serali la pelle traslucida trasforma l’edificio in una grande lanterna urbana che rende visibile dall’esterno la vita della comunità, comunicando simbolicamente apertura, accoglienza e partecipazione.
I campi sportivi si sviluppano invece come ampie superfici verdi inserite nel paesaggio, delimitate da recinzioni leggere e reti di protezione che non interrompono la percezione visiva del contesto naturale. Le visuali verso il Monte Vulture e verso il territorio circostante rafforzano il rapporto tra attività sportive e ambiente, offrendo agli utenti un’esperienza che integra dimensione fisica, sociale e paesaggistica.


Nel loro insieme, la palestra coperta e i due campi all’aperto configurano una vera e propria cittadella dello sport, pensata come infrastruttura al servizio della comunità. La continuità tra spazi coperti e scoperti consente un utilizzo durante tutto l’anno e amplia le possibilità di fruizione per utenti di età e interessi differenti.
La tradizione degli oratori e dei campi parrocchiali viene così reinterpretata in chiave contemporanea: non più semplice dotazione accessoria della parrocchia, ma dispositivo urbano capace di generare nuove forme di socialità e nuove opportunità educative. Attraverso lo Spazio Giovani Vulture, il complesso di San Gerardo Maiella offre infatti un luogo nel quale sport, cultura, formazione e vita comunitaria si intrecciano in modo organico, contribuendo alla costruzione di una nuova centralità per l’intero quartiere.
In questa prospettiva, gli impianti sportivi diventano parte essenziale del più ampio progetto di rigenerazione urbana promosso dal complesso parrocchiale. Essi non rispondono soltanto a esigenze funzionali, ma contribuiscono a restituire identità, vitalità e qualità dello spazio pubblico, dimostrando come l’architettura possa ancora essere uno strumento efficace per generare inclusione, cittadinanza attiva e coesione sociale.


Uno degli aspetti più significativi dell’intervento risiede nella sua capacità di rispondere a bisogni collettivi che spesso faticano a trovare adeguata soddisfazione nelle tradizionali dotazioni pubbliche.
Attraverso la realizzazione dello Spazio Giovani Vulture e dell’intero sistema di servizi educativi, culturali e sportivi, la comunità ecclesiale assume un ruolo attivo nella costruzione del bene comune, esercitando una concreta funzione di sussidiarietà nei confronti del territorio.
La Chiesa non si limita dunque a realizzare un luogo di culto, ma promuove la nascita di uno spazio civico aperto e accessibile a tutti, indipendentemente dall’età, dalla condizione sociale, dall’appartenenza culturale.
Campi sportivi, palestra, spazi formativi, sale per attività culturali e luoghi dell’incontro quotidiano diventano strumenti attraverso cui generare opportunità, contrastare fenomeni di marginalità e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.
In un contesto urbano periferico spesso caratterizzato dalla carenza di servizi e di occasioni di aggregazione, il complesso parrocchiale si configura come una vera infrastruttura sociale capace di produrre inclusione, relazioni e coesione.
L’architettura diventa così il supporto fisico di una visione più ampia, nella quale la cura delle persone e la cura della città coincidono, contribuendo a costruire uno spazio autenticamente condiviso e orientato al bene comune.



Michele Antonio Schirò è architetto, si laurea nel 1992 all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Nei suoi primi anni di professione lavora da Bacigalupi-Benedetti architetti a Roma, affrontando progetti che si occupano di restauri e edilizia sanitaria. Successivamente, apre il proprio studio a Rionero in Vulture e inizia a sperimentare nell’ambito dell’architettura bioclimatica utilizzando il legno come materia prima. Dal 2000 si specializza nella progettazione e nel restauro di edifici storici, nell’edilizia sanitaria, nell’architettura sacra e in progetti di rigenerazione urbana.
Leonardo Coviello è ingegnere, si laurea nel 1997 all’Università degli Studi della Basilicata in Ingegneria civile indirizzo geotecnico. Per molti anni lavora a Bari presso lo studio del prof. Spilotro nell’ambito strutturale e della stabilizzazione dei versanti. Attualmente è consulente strutturale nella costruzione dell’Interporto di Bari, è dedito alla sola attività professionale, ha ristrutturato, modellato e progettato strutture importanti quali caserme, questure, chiese oltre a ponti e costruzioni civili.
Lo spazio Giovani Vulture
Committente: Parrocchia del Santissimo Sacramento di Rionero in Vulture della Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa
Parroco: don Sandro Cerone
Progettisti: arch. Michele Antonio Schirò, ing. Leonardo Coviello
Costo delle infrastrutture sportive annesse al complesso: circa 1.000.000,00 euro
Tipologia di intervento: Rigenerazione urbana di un quartiere periferico a Rionero in Vulture grazie alla nuova realizzazione di una Chiesa e di un complesso parrocchiale dotato di locali di ministero e canonica con impianti sportivi e una nuova piazza per eventi all’aperto.
Crediti immagini: Pierangelo Laterza


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