LA “CURA” DELLE COSE

Per una corretta conoscenza, gestione e valorizzazione del patrimonio culturale

Architetto Caterina Parrello
Direttore Editoriale CHIESA OGGI

Arch. Caterina Parrello

“Le cose che si amano non si posseggono mai completamente, ma si custodiscono”

Così prendendosene cura abbiamo la possibilità di sapere di aver compiuto, con impegno, il nostro dovere.
E’ un invito quello di aderire consapevolmente agli obiettivi proposti nell’Agenda 2030 che ci rivolge nel suo editoriale don Valerio Pennasso, direttore dell’ufficio BCE della Conferenza Episcopale Italiana, in cui presenta il “Manifesto CEI sulla cura della casa comune” come strumento di indirizzo operativo per le scelte progettuali, fino alla loro realizzazione perseguendo gli obiettivi di sviluppo sostenibile: inclusione sociale, economia ed ecologia urbana.

Un invito che ci aiuta a riflettere, perché gli obiettivi fissati per lo sviluppo sostenibile hanno una validità globale, riguardano e coinvolgono tutti i Paesi e le componenti della società, dalle imprese private al settore pubblico, dalla società civile agli operatori dell’informazione e cultura.

Rigenerazione equo sostenibile dei territori, mobilità e coesione territoriale, transizione energetica, qualità della vita, economia circolare sono le cinque macroaree in cui si sviluppano le linee programmatiche dell’Agenda 2030.

Pongono al centro la persona e mirano alla promozione di stili di vita sani, alla definizione di tempi di vita equilibrati, alla progettazione di condizioni di vita eque, alla promozione di azioni finalizzate allo sviluppo umano, alla formazione continua.

Qual è il nostro impegno quindi? Quello di custodire il nostro patrimonio e farlo in modo consapevole, attraverso un processo attivo che parte dalla conoscenza del bene, dalla sua gestione programmata per arrivare alla sua valorizzazione, quale bene di tutti e per tutti.

La sfida è quella di trovare strumenti, soluzioni ed iniziative per migliorare le capacità di sinergia tra settore pubblico e privato nell’utilizzare in modo sostenibile il patrimonio culturale.

Le nostre città e i nostri paesi sono caratterizzati dalla presenza di edifici storici, alcuni di questi sotto utilizzati o completamente abbandonati ma che, tuttavia, sono testimoni significativi della storia e dell’identità delle comunità locali.

Quello della salvaguardia del patrimonio culturale, intrecciato a quello della sostenibilità ambientale e sociale, è ormai un tema attuale molto presente nelle politiche di differenti istituzioni.

Infatti, per costruire un mondo sostenibile, è necessario ripensare la crescita globale e lo sviluppo umano in un modo che preservi tutte le forme di patrimonio di cui siamo dotati, comprese quelle che ci sono state lasciate in eredità da altri.

Se da una parte il tema della conservazione e della promozione del patrimonio culturale dimostra di essere parte integrante del dibattito internazionale riguardo ai criteri e alle indicazioni per una crescita sostenibile, allo stesso tempo, questo esplicito riferimento può e deve diventare uno stimolo all’introduzione del tema della sostenibilità integrata all’interno del settore culturale.

Per essere efficace e duratura, la pianificazione di una crescita sostenibile per le istituzioni culturali deve quindi essere intesa in senso globale e racchiudere in sé la definizione di pratiche che tendano al raggiungimento di specifici obiettivi sotto il profilo ambientale, sociale, culturale ed economico.

Solo così è possibile diventare attivi nel perseguimento degli obiettivi e contribuire, nel proprio contesto, alla definizione di modelli di sviluppo virtuoso per la salvaguardia del patrimonio culturale e non solo.

Diventa ancor più importante, quindi, trovare strategie e strumenti che siano in grado di promuovere il coinvolgimento dei cittadini e di tutti gli attori interessati nei processi di riuso, riqualificazione, rigenerazione del patrimonio culturale.

Infatti, solo attraverso un reale confronto fra le parti coinvolte si possono elaborare e implementare strategie d’uso, di promozione e di salvaguardia del patrimonio per raggiungere quella sostenibilità realmente integrata auspicata all’interno del programma dell’Agenda 2030.

Dobbiamo impegnarci tutti in modo consapevole e in ogni contesto della nostra attività quotidiana, perché impedire il degrado, l’incuria e la perdita di identità di un bene culturale significa riattivare una comunità, offrire possibilità di lavoro, generare proposte culturali e creare occasioni virtuose di uso del tempo.

La rivitalizzazione condivisa del patrimonio culturale diventa un significativo mezzo d’azione che può contribuire alla costruzione dell’identità cittadina, in grado di aumentarne l’attrattività e, se ben gestito, può inoltre innescare lo sviluppo di attività economiche per la creatività, la cultura, l’interazione delle comunità e l’integrazione sociale.

Il successo di questo processo di coinvolgimento attivo delle comunità diventa così la chiave di volta per la valorizzazione del nostro patrimonio.

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