a cura di Anita Lombardi
Un team di professionisti guidato da Anita Lombardi, ex-studentessa della Scuola Beato Angelico con un MBA Bocconi, vuole realizzare un hub multifunzionale per arte sacra, manifattura, servizi architettonici e formazione specializzata.


L’iniziativa nasce dalla volontà del team di salvare dall’oblio alcune attività di una delle più importanti istituzioni italiane di arte sacra, la Fondazione di culto Scuola Beato Angelico, fondata nel 1921 da Monsignor Polvara, che ha formato generazioni di artisti e creato opere per Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
Il progetto si sviluppa in una parte libera, ma da ristrutturare, degli spazi di proprietà della Fondazione a Milano in Viale San Gimignano e Via Montecuccoli; è stato concepito con un approccio modulare che consente di attivare quattro unità operative complementari: la produzione di oggetti sacri e suppellettili, l’atelier per paramenti liturgici, i servizi di architettura con illuminotecnica e sound design, e l’offerta formativa finalizzata alle necessità operative dell’hub.
Questa modularità rappresenta un elemento chiave: permette di adattare l’offerta alle esigenze del mercato e di scalare le attività in base allo spazio di lavoro e showroom, e alle risorse disponibili.


Il Cardinale Shuster con Mons.Polvara, 1940

Il modello produttivo è stato pensato per essere moderno e flessibile, con progettazione, prototipazione e assemblaggio centralizzati in sede, mentre la produzione è parzialmente esternalizzata secondo le necessità. L’integrazione di tecnologie innovative e realtà virtuale garantisce efficienza e personalizzazione, mantenendo alta la qualità che ha sempre contraddistinto la Scuola Beato Angelico.
Il team promotore, composto da artisti, artigiani, imprenditori e liberi professionisti con competenze in design industriale, architettura, tessile, consulenza, finanza e altro, ha identificato nel mercato dell’arte sacra un’opportunità significativa. Il settore vale oltre 700 milioni di euro in Italia ed è in crescita, con migliaia di parrocchie come potenziali clienti. A livello globale il comparto è stimato tra i 4 e i 5 miliardi di dollari, con America Latina, Africa e Asia che trainano la domanda.
L’offerta attuale risulta polarizzata tra prodotti low-cost o decontestualizzati e nicchie d’eccellenza talvolta non strutturate, e questo significa che c’è ampio spazio per una proposta integrata che unisce design contemporaneo, cura liturgica e attenzione ai dettagli. La scalabilità del progetto risponde a questa domanda crescente con un approccio che parte da competenze consolidate a cui si iniettano progressivamente nuove energie al fine di ampliarne i servizi.


Una Banca ha già mostrato interesse a finanziare la realizzazione dell’hub multifunzionale per l’arte sacra, anche perché il tempo di rientro è molto breve. Inoltre, l’hub si caratterizza per un approccio socialmente inclusivo che promuove pari opportunità e coinvolge attivamente comunità e operatori con diversi background; contribuisce al benessere collettivo e alla costruzione di un sistema economico resiliente e sostenibile nel lungo periodo.
Questa filosofia costituisce l’elemento distintivo del progetto ed è radicata nel dna del team, che ha già realizzato iniziative di successo tra cui una mostra d’arte al Museo Diocesano di Milano. L’obiettivo, ora, è ricreare un ambiente fertile alle contaminazioni culturali e orientato alla trasformazione e alla rigenerazione di competenze e conoscenze, elementi indispensabili per affrontare le sfide di un mondo in continua trasformazione.
La Fondazione disporrebbe di asset significativi per guidare il rilancio: oltre alla proprietà immobiliare, possiede magazzini, archivi e una biblioteca con 40.000 volumi, e un ampio network di ex-studenti illustri tra cui l’architetto Mario Botta, il compianto fotografo Gabriele Basilico, il regista Ermanno Olmi, numerosi artisti e imprenditori di successo. Questo patrimonio materiale e immateriale costituisce, per il team dell’hub, la base per coniugare tradizione secolare e innovazione tecnologica, posizionandosi come partner tecnico per il mondo ecclesiastico in un ambito che richiede sempre più servizi di qualità e percorsi di valorizzazione integrati.

Questo servizio è stato realizzato su invito dell’arch. Luca Zen, a seguito di attività di ricerca sulla funzione e il riuso sociale del patrimonio.

Anita Lombardi
Formazione eclettica in arte alla Scuola Beato Angelico, scienze politiche, marketing. Executive MBA in SDA Bocconi nel 2007-2009, digital marketing e social networking al Politecnico, Innovazione & Imprenditorialità in SDA nel 2016.
Ha un approccio orientato al mondo dell’impresa e alla soluzione di problemi, sviluppato in società di consulenza, aziende multinazionali e come professionista dal 2014. Dal volley ha imparato il valore del gioco di squadra, dal cinema lo storytelling, e segue con interesse l’evoluzione di mercati, persone e tecnologie, con visione sistemica e curiosità.
Ha una figlia ingegnere. Ama sciare fino alla chiusura degli impianti, il mare rivolto a ovest e viaggiare, soprattutto verso luoghi mai visti.

