a cura di Ada Toni, Cristiano Cossu, Andrea Cavicchioli
La struttura portante
Il perimetro ellittico dell’aula liturgica è individuato da una struttura metallica in pilastri scatolari da 100 × 300 mm disposti secondo un interasse regolare di circa 80 cm. Questa sorta di scheletro poggia su un robusto solaio in calcestruzzo armato dello spessore di 60 cm, sospeso a mo’ di ponte tra la quota superiore dell’area di intervento e il corpo di fabbrica dei locali parrocchiali, posizionati alla quota inferiore. L’articolarsi su due livelli del piano di copertura, con anello perimetrale rialzato rispetto all’ampio settore centrale a terrazza, è l’espediente tecnico-architettonico che trasforma l’intero prisma in una camera di luce, che “addomestica” i raggi solari incidenti e introduce un’illuminazione diffusa e mutevole nello spazio liturgico.


La stratigrafia della parete
La parete è concepita come sistema multistrato ad alte prestazioni termiche e acustiche.
L’involucro interno, connotato da una “plissettatura” continua, si compone di lastre in cartongesso montate su angolari metallici appositamente sagomati. La soluzione architettonica, che da un lato riecheggia il tema simbolico della “corona”, dall’altro conferisce carattere alla plastica dello spazio, favorendo altresì un’efficace diffusione del suono all’interno dell’aula. All’esterno una lamiera aggraffata si ammorsa direttamente alla struttura principale per assolvere a una duplice funzione: garantire la tenuta all’aria dell’involucro edilizio e fungere da supporto per lo strato di isolamento termico, composto da 10 cm di lana di roccia ad alta densità. Tra la lamiera esterna e il rivestimento interno in cartongesso, l’intercapedine articolata in settori verticali dalla struttura portante alloggia un ulteriore strato isolante in lana di roccia a media densità, anch’esso dello spessore di 10 cm. La soluzione adottata assicura dunque una buona continuità dell’isolamento termico lungo l’intero perimetro dell’aula liturgica.


La facciata ventilata in gres porcellanato
Alla stratigrafia sin qui descritta si aggiunge, all’esterno, una facciata ventilata rivestita in lastre di gres porcellanato della serie Pietre Etrusche di Casalgrande Padana, colorazione Saturnia. In questo caso la principale sfida progettuale è stata quella di collegare il telaio di ancoraggio delle lastre in gres alla struttura portante in metallo: a tal fine è stata infatti concepita una sottostruttura ad hoc, composta da mensole direttamente collegate ai piedritti ma desolidarizzate mediante interposizione di placchette in PVC utili a minimizzare i ponti termici e la trasmissione delle vibrazioni. A tali mensole sono connessi traversi calandrati in tubolari metallici della lunghezza media di 3 m, a loro volta posti a supporto del vero e proprio sistema di ancoraggio delle lastre.
I collegamenti tra le mensole e i tubolari calandrati sono stati progettati con particolare attenzione, prevedendo la possibilità di assorbire e mitigare i movimenti differenziali indotti dalle deformazioni termiche stagionali, e garantendo così durabilità e stabilità nel tempo al sistema di facciata. Le lastre impiegate hanno dimensione 30 x 120 cm, e sono disposte in verticale così da conformarsi al meglio all’andamento curvilineo delle superfici.
Le finiture scelte sono di due tipi: la finitura opaca che copre la quasi totalità delle superfici, e quella lappata. Benché ordinariamente poco distinguibile dalla prima, in particolari condizioni di luce radente quest’ultima produce una debole vibrazione luminosa del materiale, lasciando appena emergere un movimento torsionale ascendente.
Il coronamento della cortina in gres è caratterizzato da un motivo plastico che richiama l’andamento “plissettato” dell’ellisse interno, e si ripropone anche sul volume semplice e assoluto del tabernacolo in ottone.



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