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08 – La città oltre i suoi confini

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L’impronta ecologica invita a leggere il patrimonio costruito attraverso le risorse e i territori che lo sostengono

La sintesi gratuita distingueva la superficie urbana dall’impatto della città. Questo approfondimento segue il ragionamento di Mancuso sull’impronta ecologica e sulle dipendenze che una mappa degli edifici non mostra.

Due geografie della stessa città

Una città ha un’estensione che possiamo osservare, percorrere e rappresentare. Ha però anche una geografia di dipendenze: risorse necessarie al suo funzionamento e luoghi coinvolti dalle sue conseguenze. Mancuso introduce l’impronta ecologica per rendere visibile questa seconda dimensione. Il territorio urbanizzato non coincide con tutto ciò che serve a sostenere la vita delle persone che vi abitano.

Nella lectio l’impronta viene spiegata attraverso una superficie necessaria a fornire risorse e a gestire gli effetti dei consumi. Il relatore usa questa rappresentazione per mostrare che una concentrazione apparentemente piccola può richiedere un sostegno territoriale molto grande. Il punto non è aggiungere alla città un alone grafico generico, ma capire che il funzionamento dell’insediamento coinvolge processi esterni al suo perimetro.

Per l’architettura, CHIESA OGGI propone una lettura analoga del singolo intervento. Il lotto descrive il luogo della trasformazione; non descrive da solo ciò che servirà a mantenerla nel tempo. Un edificio va osservato anche attraverso le esigenze che genera durante l’uso. La lectio offre così una ragione per ampliare lo sguardo, senza pretendere che ogni progetto possa risolvere autonomamente tutte le dipendenze del sistema urbano.

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