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Offerte, un sostegno che costruisce comunità

⏱ Tempo di lettura: 3 minuti

Nella diocesi di Prato la Giornata diocesana per il sostentamento del clero rilancia una raccolta che intreccia responsabilità comunitaria e sostegno ai sacerdoti. I dati del 2025 registrano meno donatori ma un totale di offerte quasi invariato; la campagna invita le parrocchie a contribuire entro dicembre.

La diocesi di Prato dedica la quarta domenica di ottobre alla sensibilizzazione per il sostentamento del clero. L’iniziativa, promossa dall’ufficio diocesano del Sovvenire, è inserita nel progetto nazionale “Uniti possiamo”, avviato a settembre e previsto fino alla fine dell’anno. Il suo invito è rivolto alle parrocchie: raccogliere entro dicembre offerte almeno pari a una mensilità di un sacerdote, indicata in circa mille euro. Durante le celebrazioni festive, il progetto viene presentato ai fedeli e sono messe a disposizione buste per lasciare il contributo in parrocchia.

La raccolta sostiene i sacerdoti delle diocesi italiane, compresi quelli anziani o malati, chi serve comunità piccole e con minori risorse e chi è impegnato in missione. La diocesi segnala che le offerte sono deducibili e che a chi contribuisce viene inviata una ricevuta utilizzabile nella dichiarazione dei redditi. La partecipazione economica è così presentata anche come un gesto di appartenenza alla comunità parrocchiale, diocesana e alla Chiesa cattolica.

I dati riferiti al 2025 restituiscono un quadro articolato: nella diocesi di Prato sono state raccolte 649 offerte, il 17% in meno rispetto al 2024, per un totale di 37.776 euro, sostanzialmente in linea con l’anno precedente, con una flessione dello 0,3%. Il numero inferiore di offerte e la tenuta dell’importo complessivo indicano che le singole quote sono cresciute. Il dato invita a considerare, accanto alla somma raccolta, anche l’ampiezza della partecipazione.

La diocesi distingue queste offerte dai fondi dell’otto per mille: nel 2025 ha ricevuto dalla Cei 4.113.382 euro. Di questa somma, il 41,9% è stato destinato al sostentamento dei sacerdoti; il 27,1% all’edilizia di culto, il 15,2% alle opere di culto e pastorale, il 14,4% alla carità e l’1,4% ai beni culturali. Sono ambiti diversi, ma tutti legati alla vita delle comunità e alla cura delle strutture e del patrimonio ecclesiale.

La proposta di contribuire con continuità, anche con importi contenuti, è una possibile chiave di lettura del valore comunitario della raccolta; non è però una modalità specifica indicata dalla campagna. Accanto al dono, anche informare sul suo significato può favorire una partecipazione consapevole: un impegno condiviso, nel quale la responsabilità verso le persone si accompagna alla cura dei luoghi e delle attività della Chiesa.

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