Il nuovo Accordo quadro riguarda PFTE e progetti esecutivi, compresi gli interventi su beni culturali, edifici di culto e impianti sportivi. Sei lotti e affidamenti semplificati per le amministrazioni pubbliche. Offerte entro il 6 ottobre 2026.
Consip ha avviato la sua prima gara interamente dedicata ai servizi di verifica della progettazione delle opere pubbliche. Il nuovo Accordo quadro mette a disposizione 51 milioni di euro, che potranno raggiungere un valore massimo stimato di 73,44 milioni considerando le opzioni previste.
L’iniziativa consentirà alle amministrazioni centrali e territoriali di affidare a operatori specializzati la verifica dei progetti di fattibilità tecnico-economica (PFTE) e dei progetti esecutivi prima dell’affidamento e dell’avvio dei lavori.
L’obiettivo è accertare la qualità, la completezza e la concreta realizzabilità delle soluzioni progettuali, individuando anticipatamente eventuali incongruenze o criticità. Una verifica efficace può infatti ridurre il rischio di varianti in corso d’opera, ritardi, contenziosi e aumenti imprevisti dei costi, supportando il Responsabile unico del progetto nella successiva validazione.
Il bando europeo è stato pubblicato il 27 agosto 2026. Le offerte dovranno essere presentate esclusivamente per via telematica entro le ore 16.00 del 6 ottobre 2026. L’apertura è prevista per l’8 ottobre alle ore 15.00; le offerte resteranno valide per 300 giorni e l’Accordo quadro avrà una durata di 24 mesi.
Verifiche anche per restauro, beni culturali e luoghi di culto
I servizi riguardano le verifiche previste dall’articolo 42 del Codice dei contratti pubblici, D.lgs. 36/2023, e potranno interessare sia nuove costruzioni sia interventi sul patrimonio edilizio esistente.
Rientrano nel perimetro dell’iniziativa le diverse categorie di intervento disciplinate dal Testo unico dell’edilizia, DPR 380/2001: manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia e nuova costruzione.
Un aspetto di particolare interesse per il settore dell’architettura religiosa è l’inclusione degli immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio, D.lgs. 42/2004. Le verifiche potranno quindi riguardare anche progetti destinati a chiese storiche, complessi monumentali, conventi, oratori e altri edifici di interesse culturale, quando gli interventi rientrino nella committenza pubblica o siano gestiti da amministrazioni legittimate a utilizzare l’Accordo quadro.
La verifica assume, in questi casi, una rilevanza che non è soltanto tecnica. Un progetto su un bene ecclesiastico tutelato deve coordinare conservazione, sicurezza strutturale e impiantistica, accessibilità, adeguamento funzionale, sostenibilità economica e rispetto dei caratteri architettonici e liturgici dell’edificio.
Un lotto specifico per cultura, vita sociale, sport e culto
La gara è articolata in sei lotti, organizzati secondo la destinazione e la complessità delle opere:
- Lotto 1 – Sanità, istruzione e ricerca, bassa complessità: valore massimo stimato di 10,656 milioni di euro;
- Lotto 2 – Sanità, istruzione e ricerca, alta complessità: 12,960 milioni;
- Lotto 3 – Sedi amministrative e giudiziarie, forze dell’ordine e residenza: 12,960 milioni;
- Lotto 4 – Cultura, vita sociale, sport e culto: 10,944 milioni;
- Lotto 5 – Edifici di interesse storico-artistico: 10,080 milioni;
- Lotto 6 – Interventi multidisciplinari nei settori sanità, istruzione, ricerca, amministrazione, giustizia, sicurezza, residenza, cultura, vita sociale, sport e culto: 15,840 milioni.
Per il patrimonio ecclesiastico assume particolare rilievo il Lotto 4, che riunisce esplicitamente cultura, vita sociale, sport e culto. Si tratta di ambiti spesso compresenti nei complessi parrocchiali, dove alla chiesa si affiancano sale comunitarie, oratori, campi da gioco, palestre e spazi educativi.
Anche il Lotto 5 potrà risultare rilevante per gli interventi su chiese ed edifici religiosi riconosciuti di interesse storico-artistico, mentre il Lotto 6 consentirà di affrontare programmi più articolati e trasversali.
L’attenzione per chiese e impianti sportivi parrocchiali
L’Accordo quadro non costituisce un finanziamento per l’esecuzione delle opere e non attribuisce automaticamente alle parrocchie la possibilità di acquistare direttamente i servizi Consip. Rappresenta però uno strumento da conoscere e valutare quando gli interventi su chiese, oratori o impianti sportivi parrocchiali coinvolgono amministrazioni pubbliche, enti territoriali o altri soggetti ammessi all’utilizzo dell’Accordo.
L’opportunità riguarda soprattutto i progetti realizzati attraverso convenzioni con Comuni e altri enti pubblici, gli interventi inseriti in programmi di rigenerazione urbana e sociale, oppure le opere nelle quali la componente sportiva, educativa, culturale e comunitaria del complesso parrocchiale assume un riconosciuto interesse pubblico.
Per diocesi, parrocchie ed enti ecclesiastici diventa quindi importante verificare, fin dalle prime fasi, la configurazione amministrativa dell’intervento e il ruolo dell’eventuale soggetto pubblico coinvolto. Un confronto tempestivo tra proprietà ecclesiastica, amministrazione, RUP, progettisti e organismi di tutela può consentire di integrare correttamente la verifica nel percorso progettuale.
Particolare attenzione dovrebbe essere riservata agli impianti sportivi parrocchiali. Campi, palestre e strutture degli oratori svolgono spesso una funzione educativa e sociale che supera la sola dimensione interna della comunità religiosa. Quando questi spazi sono oggetto di investimenti pubblici o accordi istituzionali, la disponibilità di operatori qualificati per la verifica può contribuire a rendere i progetti più affidabili, cantierabili e sostenibili nel tempo.
Partecipazione e affidamenti senza nuova gara
Per i lotti da 1 a 5 ciascun concorrente potrà partecipare a un massimo di due lotti. Considerando anche il Lotto 6, sarà possibile presentare offerte per non più di tre lotti complessivi e ottenere l’aggiudicazione di un massimo di tre.
La selezione avverrà secondo il criterio del miglior rapporto qualità-prezzo. Oltre ai requisiti generali previsti dagli articoli 94 e 95 del Codice dei contratti pubblici, gli operatori dovranno dimostrare l’idoneità professionale e le capacità economico-finanziarie e tecnico-professionali indicate nella documentazione di gara.
Una volta attivato l’Accordo quadro, le amministrazioni potranno affidare i singoli servizi mediante Ordini di acquisto rivolti agli operatori selezionati, senza riaprire ogni volta il confronto competitivo. Il nuovo strumento si affiancherà così ai servizi di ingegneria e architettura già disponibili attraverso il Mercato elettronico della Pubblica amministrazione e il Sistema dinamico di acquisizione.
Per il settore dei luoghi di culto, la gara rappresenta soprattutto un segnale: la qualità dell’architettura e la corretta conservazione del patrimonio non dipendono soltanto dall’idea progettuale, ma anche dalla capacità di verificarne preventivamente coerenza, fattibilità, conformità e sostenibilità. Un passaggio particolarmente importante quando si interviene su edifici chiamati a conservare insieme valore storico, funzione liturgica e servizio alla comunità.
