Architettura

Una chiesa che si estende sul sagrato recintato

Il nuovo complesso parrocchiale di San Giuseppe a Marina di Massa ha una composizione monastica dove chiostro e sagrato sono i tessuti connettivi tra la Chiesa, le Aule, la sagrestia e la cappella feriale

All’origine della costruzione del nuovo centro parrocchiale di San Giuseppe, a Marina di Massa, vi è la demolizione della preesistente chiesa resasi necessaria per gravi carenze delle strutture in CLS armato. Questa, costruita nella prima metà degli anni ’70 del secolo scorso con canoni architettonici formali databili agli anni ‘50~’60, rivelò subito i suoi limiti progettuali e costruttivi, aggravatisi nel corso degli anni. In seguito ad una perizia e varie indagini diagnostiche sulle strutture che ne certificavano la non idoneità statica fu resa inagibile per decreto nell’anno 2004.

Viene quindi redatto dagli uffici interni della curia, in accordo con la parrocchia, un progetto di massima con relativo quadro tecnico economico degli interventi indispensabili al consolidamento strutturale della chiesa ed avviata la procedura per la richiesta alla CEI dei contributi necessari. Successivamente, in seguito alle diverse valutazioni costi benefici, gli uffici della Curia in accordo con la commissione luoghi di culto della CEI propendono per la demolizione della chiesa e la edificazione di un nuovo centro parrocchiale.

Nel mese di gennaio dell’anno 2006 viene dato l’incarico allo studio Della Tommasina per la progettazione del nuovo centro parrocchiale. Tra le clausole progettuali della curia vi era il mantenimento e riutilizzo di parte del seminterrato della vecchia costruzione adibita a locali parrocchiali e la possibilità di “estendere” l’aula liturgica all’esterno tramite una grande apertura così da utilizzare parte del sagrato per le funzioni nel periodo estivo.

Nella definizione dell’impianto planimetrico generale prodromi progettuali sono stati: “l’apertura” dei locali parrocchiali verso la comunità; tutti gli ambienti destinati alle attività culturali e ricreative sono stati disposti lungo il confine con la via principale di accesso; questi sono ad effettivo servizio alla comunità ed aperti a questa, oltre che percettivamente anche praticamente tramite un secondo ingresso diretto dalla strada, rispettando e mantenendo al contempo la preesistente posizione dell’ingresso agli ambienti parrocchiali; la creazione di diverse zone di fruibilità degli spazi esterni, dalla corte interna sistemata a verde protetta per i bambini più piccoli alle due piazzette pavimentate interne; l’arretramento della chiesa dal fronte strada rispetto alla preesistente al fine di creare un ampio spazio verde di “benvenuto” posto come filtro tra la strada ed il sagrato della chiesa; la collocazione fuori asse rispetto alla maglia urbana ed arretrata che ne esaltasse la prospettiva e la tridimensionalità valorizzandone la percezione.

Il Complesso ha una composizione monastica dove chiostro e sagrato sono i tessuti connettivi tra la Chiesa, le Aule, la sacrestia e la cappella feriale. Planimetricamente la chiesa è costituita da due linee curve che accoppiate creano un ambiente ellittico. L’Aula con l’asse maggiore posto trasversalmente all’altare maggiore agevola la partecipazione dell’Assemblea al rito liturgico, l’accostamento dei fedeli in modo “circumstantes” all’altare. Anche il luogo deputato per il coro è rivolto e degrada verso l’altare, ma nel contempo è ben visibile dall’assemblea per accompagnarla e guidarla durante la funzione.

La Cappella feriale interna all’aula, ma ad un livello più basso, presta il solaio di copertura per l’ubicazione dell’organo a canne. La Cappella custodisce l’Eucaristia e al fine di metterla in evidenza, presenta un varco vetrato che la rende visibile dall’Aula. Tutte le linee prospettiche dello spazio architettonico dell’assemblea liturgica convergono nell’altare semicubico che simboleggia il sacrificio e la convivialità nel contempo.

L’ambone è un luogo architettonico elevato, deputato per la celebrazione della Parola, spinto in avanti verso l’assemblea come cerniera tra il popolo di Dio e Dio stesso. Il battistero è un luogo che ha una sua identità rispetto al resto dell’aula. Il battistero è formato da una rampa che circonda il fonte battesimale dove il Catecumeno scende fino ad arrivare alla vasca dove può essere celebrato il battesimo per aspersione e dove si erge il fonte. Dopo la celebrazione il catecumeno “riemerge dallo stato di peccatore”, risalendo la rampa, dopo la purificazione del Battesimo.

Si è prestata particolare attenzione alla durevolezza dei materiali impiegati, che limitassero la necessità di manutenzioni. Tutti i ferri di armatura sono zincati, la struttura portante della chiesa è formata da due setti portanti in CLS bianco fotocatalitico TX Active SCC faccia a vista per il quale è stato fatto uno studio personalizzato per il mix design del calcestruzzo e la redazione di un “method statement” verificato con la realizzazione di un mock-up preventivo al getto. La copertura è realizzata in legno lamellare, all’interno le due grandi travi curve in legno attraversano l’aula e svettano verso l’alto mentre l’orditura minuta sventaglia dando vita ad un paraboloide iperbolico; l’illuminazione generale della chiesa proviene principalmente dalla lunga fenditura che forma la “guglia” della copertura, elemento caratterizzante delle chiesa.

All’esterno, con il suo manto grigio in zinco-titanio svetta leggera fino a ca. 17 metri di altezza e, tuttavia, per conformazione propria rimane inferiore ai 10 m per il 60% del profilo causando il minimo impatto e restituendo così – nel rispetto del vincolo paesaggistico – agli abitanti della zona il paesaggio delle Alpi Apuane, le cui vette richiama e con le quali si pone in relazione dialettica. Tutta l’opera è stata compiuta rispettando i parametri CEI, sia riguardo dimensioni sia quanto ai costi.

A fine giugno del 2006 veniva presentato il progetto definitivo per la costruzione del nuovo centro parrocchiale San Giuseppe Vecchio (dove si prevedeva la parziale demolizione della chiesa preesistente) al Servizio Nazionale Edilizia di Culto CEI; progetto che veniva approvato in prima istanza dal Comitato per l’edilizia di Culto alla fine di febbraio dell’anno successivo. Nell’ottobre del 2007 veniva presentato il progetto esecutivo validato e tutta la documentazione relativa prevista dal “Regolamento applicativo delle Disposizioni concernenti la concessione di contributi finanziari della C.E.I. per l’edilizia di culto” ai fini dell’esame in seconda istanza da parte della commissione.

Appena avuta l’approvazione in seconda istanza del progetto esecutivo ed il nulla osta alla concessione dei contributi CEI per l’esecuzione dell’opera, nel mese di agosto del 2008 veniva richiesto il permesso a costruire al comune di Massa e nel periodo agosto-dicembre venivano acquisiti il parere favorevole da parte di tutti gli uffici preposti (l’area del centro parrocchiale si trova in zona soggetta ai vincoli idrogeologico e paesaggistico). A fine dicembre 2008 il comune di Massa trasmetteva il parere favorevole della commissione paesaggistica integrata alla demolizione della chiesa esistente e costruzione del nuovo centro parrocchiale alla Soprintendenza per i Beni Archeologici Paesaggistici e Storici di Lucca e Massa Carrara.

Dopo diverse vicissitudini che hanno fatto ritardare l’inizio dei lavori, nel 2012 il nuovo progetto con poche variazioni formali principalmente nel portale d’ingresso e nella cappella feriale, è riuscito ad ottenere i finanziamenti CEI in accordo al nuovo regolamento del 2010 per la nuova edilizia di culto.

Nel mese di marzo del 2012 veniva demolita la vecchia chiesa e nel mese di luglio dello stesso anno venivano invitate le imprese preselezionate a partecipare al bando per la costruzione del nuovo centro parrocchiale con posa della prima pietra il 4 marzo 2013.

I progettisti Arch. Anna Della Tommasina e Gianfranco De Simone:
Lo studio dell’architetto Anna Della Tommasina opera dal 1991. Collabora con continuità con lo studio di Gianfranco De Simone dall’anno 2003.
Si occupa prevalentemente di restauro conservativo e consolidamento statico di Beni Culturali, ristrutturazione di edifici privati ad uso pubblico (alberghi, scuole), adeguamento liturgico di chiese parrocchiali ma anche ampliamenti di civile abitazione, sicurezza nei luoghi di lavoro e nei cantieri edili.

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