Architettura

Un nuovo organo per una musica corale – Monza

Il progetto del nuovo organo per la chiesa del Sacro Cuore di Monza appare come se fosse pensato sopra una nuvola e accompagna i canti dell’assemblea con oltre 2000 canne

Giancarlo Marzorati architetto è il progettista del nuovo organo a Canne della Chiesa del Sacro Cuore di Monza realizzato dall’organaro Silvio Zambetti.

La ristrutturazione interna della chiesa del Sacro Cuore ha disegnato un ambiente in cui si evidenziano le nuove volte a botte e le centinature in legno a vista a cui si ispira il “calice” che caratterizza l’organo e che scandiscono lo spazio focalizzato nella zona absidale ove “canta” la figura dell’icona della croce, coi suoi colori e il suo afflato mistico.

La configurazione della volta per sua natura “porta” il suono prodotto dalle canne dell’organo, attraverso tutto lo spazio della navata e dell’aula e i rivestimenti lignei lo fanno vibrare con il tipico effetto dell’ambiente chiesastico, così adatto per le musiche dai ritmi lenti, solenni, aulici.

La piattaforma su cui si pone l’organo è una struttura in acciaio: è quindi dotata di un certo grado di elasticità. Questo di per sé non diviene elemento produttore di suono, ma non fermerà le voci delle oltre 2000 canne: al contrario le accompagnerà.

Soprattutto quando queste vibreranno a certe frequenze, quelle più basse profonde: non come riverbero, ma come partecipi, trepidanti di commozione per la bellezza della musica. E la chiesa nel suo complesso, tra pedana, navata e volte lignee, si configura come l’interno di un enorme cassa acustica di cui l’organo è la sorgente sonora.

Si tratterà di compiere le prove necessarie per comprendere e adattare i 34 registri e le modalità espressive più consone a questo specifico ambiente: è noto che nelle aule delle chiese romaniche più consoni sono i ritmi lenti del canto gregoriano, dove le note si sommano nei riverberi che aggiungono profondità alle melodie e le arricchiscono di vibrazioni: mentre nelle chiese cinque-seicentesche brillanti di ornamenti l’agilità della musica barocca trova una sua collocazione ideale, perché le superfici mosse dai tanti decori a sbalzo e intagliati rompono le onde sonore e disperdono i riverberi, permettendo di apprezzare le grazie degli abbellimenti.

Ma quel che è certo è che l’insieme così costituito si pone come un grande strumento complesso, capace di invitare i presenti ad unirsi al canto, sollecitando quella partecipazione attiva richiesta dalla celebrazione liturgica.

L’impalcatura strutturale dello strumento è supportata da un’intelaiatura d’acciaio a sua volta poggiante sulla piattaforma ancora in acciaio posata sul pavimento. Si tratta di un manufatto di 12.000 kg. Una struttura complessa che si integra nell’architettura dell’organo scomparendo alla vista architettonica.

I tre corpi che compongono il complesso sono costituiti dalla tastiera con tutte le implicazioni strumentali e funzionali, dal grand’organo con i rimando, i somieri e l’espressivo per una composizione finale di canne sia metalliche che lignee che liricamente si verticalizzano quasi a toccare la volta del transetto (alta 15.60 mt).

Un telaio complesso progettato dall’Ing. Stefano Rossi comprendente la doverosa verifica sismica. È da considerare che la pavimentazione sulla quale è impostato l’organo insiste sulla soletta di copertura di un vasto ambiente sottostante oggi biblioteca della parrocchia e sala conferenze molto utilizzata.

Descrizione organo

Descrizione dello strumento:
L’organo che abbiamo concepito nasce dal desiderio di dotare la parrocchia del Sacro Cuore di uno strumento capace di sostenere e guidare il canto dell’assemblea nelle funzioni liturgiche e nello stesso tempo poter eseguire il vasto repertorio organistico senza focalizzarsi su uno stile in particolare.
La scelta dei singoli registri, la loro distribuzione sui piani sonori tiene in considerazione questi due obiettivi.
L’organo non vuole essere una copia di uno strumento storico, tuttavia le caratteristiche foniche e l’impianto generale si rifanno al periodo romantico francese.
In particolare le taglie dei registri, scelte in relazione alla risposta dinamica dell’aula liturgica, sono desunte dai modelli del grande organaro francese Cavaillè-Coll. All’impianto romantico abbiamo voluto aggiungere alcuni registri di mutazione semplice per poter permettere l’esecuzione di un più vasto repertorio ed arricchire timbricamente lo strumento.

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