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Buona prassi per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli organi – Cremona

L’esperienza della diocesi di Cremona: il recupero dell’organo conservato nella centrale Chiesa urbana di S.Agostino

La buona prassi per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli organi in Diocesi di Cremona ha una storia recente importante, così come è stato illustrato nel convegno organizzato dall’Associazione Italiana Organari (AIO) a Bologna nella giornata di sabato 26 ottobre 2019.

La linea d’intervento viene stabilita non in base a criteri soggettivi ma attenendosi a testi ufficiali (ad esempio: Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Conservazione e restauro degli organi storici. Problemi, metodi, strumenti, Roma, 1998), lasciando comunque anche agli organari la possibilità di esprimersi più in dettaglio con suggerimenti sugli aspetti più strettamente tecnici.

Principio fondamentale è quello di arrivare alla lettura dello strumento prima dello smontaggio, grazie ad un accurato rilievo e alla ricerca archivistica, in modo tale da poter formulare un progetto-preventivo definitivo. Questo metodo ha portato a buoni risultati, prima di tutto in termini di chiarezza nello svolgimento del restauro.

Un esempio viene proprio dal recente recupero dell’organo conservato nella centrale chiesa urbana di S. Agostino.

Alla serie degli strumenti restaurati nel passato, infatti ora si aggiunge un tassello a dir poco spettacolare: l’organo Terzani-Bossi della chiesa di S. Agostino. Lo strumento, pur appartenendo in gran parte all’opera del bergamasco Francesco Bossi del 1853, contiene al suo interno una parte rilevante, antichissima, ancora risalente all’organo costruito oltre tre secoli prima, nel 1533, del cremonese Nicolò Terzani.

Quest’ultimo dato è già di per se eccezionale in quanto, alla luce delle conoscenze attuali, il cospicuo nucleo di canne di Terzani (quasi 200) rappresenta il materiale più antico conservato negli organi della diocesi di Cremona. Nel luglio del 2019, dopo un paio d’anni di lavoro, il prestigioso organo Terzani-Bossi di S. Agostino è stato completamente rimontato e dunque è ritornato nella sua pienezza per l’uso liturgico e per le attività culturali, prezioso tassello nella storia dell’arte musicale della città e dell’intera diocesi cremonese.

Don Gianluca Gaiardi
Classe 1971, ordinato sacerdote per la diocesi di Cremona nel 1996.
Dal settembre del 2016 Direttore Ufficio Beni Culturali ed Edilizia di Culto della Diocesi di Cremona.
È incaricato per il Polo Museale della Cattedrale di Cremona che comprende la raccolta museale delle pietre dure in Battistero, il Museo Verticale sulla misurazione del tempo all’interno del Torrazzo e l’erigendo Museo Diocesano nei locali del Palazzo Vescovile.

La Cremona musicale non è soltanto legata alla liuteria, ma sempre di più, al suo inestimabile patrimonio organaro. Ciò che contraddistingue gli organi presenti in città è una sorprendente rappresentazione di tutte le epoche storiche, negli ultimi anni, grazie a coraggiosi restauri, tale patrimonio comincia ad emergere e farsi sentire. Così è stato, ad esempio, per l’organo cinquecentesco Maineri della chiesa di S. Sigismondo, l’organo “orchestra” Lingiardi di S. Pietro al Po, oppure il piccolo gioiello che è l’organo sei-settecentesco di S. Omobono. Per i prossimi anni è in corso una progettazione sugli organi Antegnati delle chiese di S. Vincenzo e della S.S. Trinità.

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