Stringiamoci intorno alla parrocchia

arch. Giuseppe Maria Jonghi Lavarini
Direttore Responsabile CHIESA OGGI

Arch. Giuseppe Maria Jonghi Lavarini

In questi tempi terribili di pandemia la comunità soffre e soffre la parrocchia “la casa vicina” “para-Oikos”. Ma la voglia di rimetterci ancora con più energia in gioco ci deve stimolare a trovare nuove occasioni propositive per crescere e progettare insieme.

Tanti professionisti, architetti, ingegneri, maestri d’arte con diverse specializzazioni, ma anche la partecipazione volenterosa di tutta la comunità che si ritrova intorno alla parrocchia.

Volenterosi ad organizzare incontri occasioni di socialità. Potrà essere l’Oratorio un sicuro punto di incontro che oggi si rinnova. Lo sport come forza aggregante e come luogo di crescita. Ecco i testimoni di quanto si può fare per tener viva la comunità cristiana che si riconosce nella propria parrocchia. Ai parroci la capacità di ascoltare e di promuovere occasioni dove la comunità si può aprire in dialogo costruttivo.

Ogni realtà è diversa. Tanti paesi, contrade, quartieri, con logiche residenziali diverse che hanno bisogno continuamente di riconoscersi confrontando l’incontro virtuoso e aspettative tra generazioni diverse.

Ho colto un frammento della proposta per avviare il cammino sinoidale del card Gualtiero Bassetti in udienza con Papa Francesco che mi piace riproporre:

“Bisogna tenere conto purtroppo della situazione in cui viviamo e questa pandemia che ha messo davvero in ginocchio le comunità cristiane sia a livello di diocesi che di parrocchie. Quindi bisogna veramente ancora di più che in tempi normali mettersi in ascolto della vita delle persone per disegnare delle proposte che tengano conto anche delle difformità che si stanno verificando nei vari territori che compongono il Paese. Se l’Italia è sempre stato un Paese diversificato, la pandemia ha accentuato ancora di più queste diversità. E allora è necessario tener conto – secondo me – di tre elementi. Il primo è rifarsi all’Evangelii Gaudium laddove il Papa parla di una conversione pastorale. Poi il Papa parla di fraternità solidale, che naturalmente si esprima nei fatti. Questa fraternità, questa prossimità, che devono vivere i cristiani. E naturalmente tutto questo comporta un’accentuata formazione ecclesiale. Questo mi sembra che sia il terreno su cui si debba muovere, le aree principali di questo impegno sinodale”.

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