Alcuni contenuti o funzionalità qui potrebbero non essere disponibili a causa delle tue preferenze sui cookie!

Ciò accade perché la funzionalità/contenuto contrassegnato come “Facebook Pixel [noscript]” utilizza cookie che hai scelto di disabilitare. Per visualizzare questo contenuto o utilizzare questa funzionalità, ti preghiamo di abilitare i cookie: clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Il Rapporto tra i beni materiali e i fini della Chiesa

⏱ Tempo di lettura: 3 minuti
AI
CHIESA IN CANTIERE
22 Ottobre 2026: Consiglio del giorno

Regola il calore

Regola tempi, setpoint e inerzia termica, evitando anticipi e temperature inutilmente elevate.

CHIESA OGGI 365
Dai, registrati o accedi.
Fidati di noi: con un profilo personale userai CHIESA OGGI molto meglio. Potrai salvare gli articoli, ritrovarli nella tua Dashboard365 e utilizzare progressivamente tutti i nuovi servizi personali.
Registrarsi è gratuito e ti permette di costruire la tua esperienza personale di lettura.

S.Ecc. Mons Giuseppe Baturi,
Arcivescovo di Cagliari

I lettori di questa Rivista conoscono bene il “movimento” di beni temporali necessari per assicurare alle comunità ecclesiali chiese belle e funzionali.

Il Concilio Vaticano II afferma chiaramente che «la Chiesa si serve di strumenti temporali nella misura in cui la propria missione lo richiede» (GS 76).

Tutta la dinamica relativa ai beni (acquisto, amministrazione, utilizzazione, rendicontazione) è strettamente connessa con la comunione dei credenti, la celebrazione eucaristica e la testimonianza della carità.

Nell’esperienza plurimillenaria della Chiesa, l’ordinamento degli edifici e degli arredi destinati al culto è sempre stato considerato uno dei fini propriamente ecclesiali di uso dei beni, insieme al sostentamento del clero, alla testimonianza della carità e l’azione pastorale.

Il rapporto tra i beni materiali e i fini della Chiesa ha trovato una elegante formulazione nelle parole di San Paolo VI: «La necessità dei “mezzi” economici e materiali, con le conseguenze ch’essa comporta: di cercarli, di richiederli, di amministrarli, non soverchi mai il concetto dei “fini”, a cui essi devono servire e di cui deve sentire il freno del limite, la generosità dell’impiego, la spiritualità del significato».

Un chiaro corollario del principio è che le offerte fatte dai fedeli per un determinato fine non possono essere impiegate che per quel fine.

Il rispetto della volontà dei donanti induce anche a sollecitarne i contributi dichiarandone uno scopo ben definito e rendicontandone poi con chiarezza l’uso.

Anche se il patrimonio ecclesiastico è parcellizzato in relazione alla molteplicità degli enti, deve sentirsi forte la responsabilità di esprimerne la fondamentale unità. La necessitas vel utilitas Ecclesiae richiederebbe, di conseguenza, una considerazione unitaria del patrimonio immobiliare.

Le norme della CEI per l’edilizia di culto, per tale ragione, non solo consentono ma incentivano la cooperazione tra diversi enti, e promuovono una opportuna programmazione diocesana, che può facilmente valorizzare il patrimonio esistente insieme agli interventi di nuova costruzione, in una linea di solidarietà e di perequazione tra gli enti e le comunità cristiane.

La questione dei beni temporali è davvero intimamente connessa all’ecclesiologia, ossia alla consapevolezza che la comunità dei credenti ha di sé e della propria missione nel mondo.

Potrebbero interessarti anche:

Condividi

Lascia un commento

Vuoi partecipare alla vita di CHIESA OGGI?

La lettura e il confronto sono aperti a tutti, ma la possibilità di intervenire con i propri commenti è riservata agli abbonati biennali a CHIESA OGGI 365 .

Chi sceglie di accompagnare CHIESA OGGI per due anni entra più direttamente nella vita della redazione e può contribuire al confronto con esperienze, osservazioni e competenze.

Il tuo contributo può così creare valore aggiunto per tutta la collettività dei lettori : architetti, progettisti, parroci, responsabili diocesani e operatori impegnati nella valorizzazione del patrimonio ecclesiastico.

Su questo sito web utilizziamo strumenti di prima o terza parte che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare rapporti sull’utilizzo della navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare i nostri servizi/prodotti in modo appropriato (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore.

Alcuni contenuti o funzionalità qui potrebbero non essere disponibili a causa delle tue preferenze sui cookie!

Ciò accade perché la funzionalità/contenuto contrassegnato come “%SERVICE_NAME%” utilizza cookie che hai scelto di disabilitare. Per visualizzare questo contenuto o utilizzare questa funzionalità, ti preghiamo di abilitare i cookie: clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.