Testimonianze

Progetto “chiese a porte aperte”

Una APP come CHIAVE: apertura e narrazione automatizzate dei Beni Culturali Ecclesiali

Roberto Canu, Psicologo del lavoro e delle organizzazioni e gestore di progetti sul Cultural Heritage

Il progetto Chiese a porte aperte è nato con l’obiettivo di aumentare la fruizione dei beni di arte sacra sparsi sul territorio del Piemonte e della Valle d’Aosta utilizzando, per la prima volta in Italia, un sistema di apertura e di narrazione automatizzata, tramite smartphone. Si tratta di una App scaricabile gratuitamente che prenota e permette l’ingresso nel sito, aprendo la porta attraverso un QR Code e dando accesso ad un sistema di guida della chiesa composto da musica, luci e narrazione in tre lingue.

Scaricata l’applicazione Chiese a porte aperte per iOS ed Android sul proprio smartphone/tablet, l’utente deve effettuare la registrazione, lasciando per motivi di sicurezza i propri dati identificativi; terminata l’operazione è possibile visualizzare l’elenco dei beni visitabili e prenotare una visita selezionando data e fascia oraria. Il sistema produce un biglietto virtuale, gratuito, che il visitatore arrivato davanti all’edificio deve validare inquadrando con la propria fotocamera un codice QR disposto in prossimitàdell’ingresso principale. La porta si apre entro pochi secondi.

Accedendo all’interno della chiesa, il visitatore può avviare un sistema narrativo multimediale. Il racconto, che fornisce le informazioni storico-artistico e devozionali del bene culturale ecclesiastico, è valorizzata, oltre che dalla voce narrante, da musiche diffuse e da una regia di luci
direzionali.

Tredici sono ad oggi i luoghi visitabili autonomamente con la Applicazione Chiese a porte aperte, organizzati in tre itinerari di visita che consentono di esplorare alcuni tra i più interessanti cicli affrescati tardo Quattrocenteschi del territorio piemontese.

Il progetto Chiese a porte aperte è stato ideato dalla Consulta per i beni culturali ecclesiastici del Piemonte e Valle d’Aosta e dalla Fondazione CRT– Cassa di Risparmio di Torino e realizzato con il sostegno della Regione Piemonte, con il cofinanziamento dei proprietari dei beni (parrocchie e comuni), e sotto l’alta sorveglianza delle Soprintendenze competenti per territorio.

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