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L’esperienza celebrativa

A cura dell’arch. Luca Zen

L’occasione della celebrazione del trentesimo anno dalla fondazione della chiesa di San Paolo a Rho (Milano), ci permette di parlare di un’opera abbastanza straordinaria, in quanto è davvero raro trovare una chiesa contemporanea ove si preghi così bene.

Il panorama che mi circonda, è davvero una laude a Dio francescanamente parlando.

Il giardino è tutt’uno con la chiesa e l’oratorio, tutto ci parla di pace, questo sembra essere un criterio particolarmente amato dall’autore del progetto, Padre Fra Costantino Ruggeri, almeno quanto un monaco ama il silenzio, qui quest’ultimo è preservato e osservato, canta unicamente la natura con le sue note.

Questo senso di rispetto francescano si avverte all’interno della chiesa ove il pavimento discendente verso l’altare è tutt’uno con il soffitto ascendente creando una prospettiva perfetta come in piazza San Marco a Venezia o in altre prospettive di rara caratura estetica.

La voce di Dio è esaltata all’interno della chiesa da questa pace dilagante, sono i simboli a parlare e, come sostiene Romano Guardini, non in senso allegorico, ma con un’incarnazione negli elementi architettonici.

Il Tabernacolo è al centro del ventre della Madonna, collocato in una bellissima scultura nella cappella feriale, visibile attraverso una vetrata dalla chiesa.

A sinistra dell’altare è posta una vetrata ricca di fi- gure e colori esempio del magistrale uso degli elementi architettonici di Fra Costantino Ruggeri, da questa, il sole nelle ore diurne offre quadri di riflessi sul pavimento e sugli interni davvero di inestimabile senso religioso e di bellezza.

L’assemblea circonda e asseconda lo spazio celebrativo evidenziando l’identità liturgica dei due luoghi.

Gli sviluppi in pianta e in verticale non smettono mai di stupire ed emozionare con le loro forme morbide e con geometrie diverse ma mai disarmoniche.

I materiali, partecipano di questo canto e controcanto tra le parti, il crocefisso realizzato a specchio con parti dorate, riflette la luce come i portali tutti a specchio, davvero bellissimi, l’ambiente è incorniciato da questo intonaco bianco in cui la luce fluttua morbida.

Davvero un’esperienza da assaporare.

Questo è anche l’invito a raccontarci l’esperienza celebrativa nella chiesa di San Paolo di Rho a Don Fabio Verga attuale parroco che ci offre la sua testimonianza:

Una “categoria” che racchiude il mio pensiero su questa Chiesa di San Paolo è quella della bellezza. Una bellezza che prende la forma di un abbraccio: “celebrare in questa Chiesa è come ritrovarti dentro a un abbraccio / sentirsi abbracciati – presi dentro a un vortice …”

La disposizione dell’Assemblea e del presbiterio vanno a creare l’immagine di questo immenso abbraccio. Ed è davvero particolare vivere ogni celebrazione dentro a questa immagine che evoca in modo trasparente il volto di una Comunità …

Celebrando percepisco in modo davvero importante la vicinanza dell’assemblea al Mistero che si celebra sull’altare. Quasi fosse un tutt’uno – una linea continua – tra il presbiterio e l’assemblea.

Un secondo elemento che mi colpisce nel vivere questo spazio è la sobrietà – l’essenzialità delle linee e delle forme. Penso in modo particolare agli arredi del Presbiterio (mensa – ambone – altare – e la Croce). C’è un “ordine” che ti “costringe” a vivere la centralità del Mistero. Un ordine che non ti distrae dall’Incontro con Dio, anzi, lo suscita, lo alimenta, lo sostiene, lo custodisce.

Mi colpisce molto, questo.

Un terzo e ultimo elemento – forse quello più caratteristico – è legato alla creatività e al binomio luce – colore.

Le vetrate sono un patrimonio di riflessi che creano un’atmosfera davvero unica e singolare. Ci sono colori e sfumature che si riflettono a specchio su pareti, soffitto, pavimento, arredi. Quasi a creare un effetto – mosaico.

La luce e i colori delle vetrate sono “elementi” che entrano a far parte della liturgia, gli danno tonalità diverse, la riempiono di calore, di Infinito, di emozione, di vitalità, di prospettive diverse.

Un giorno, nel pomeriggio, celebrando un funerale, ad un certo momento il grande sole che domina la vetrata dell’altare si è proiettato sul feretro.

Ho pensato: ecco, la Luce della Pasqua!

E’ davvero un Dono celebrare e pregare in questa Chiesa.

– Don Fabio Verga

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