La Nuova Chiesa di San Liborio a Civitavecchia: Un’Opera collettiva

La chiesa dedicata ai SS. Liborio e Vincenzo Maria Strambi costruita a Civitavecchia è un’opera collettiva.

Come spesso accade in queste tipologie di costruzioni che si realizzano nell’arco di anni, (sulla cattedrale di Civitavecchia si legge la scritta D-O-M- IN HONOREM S. FRANCISCI – CLEM-XIV-P-M- INCEPIT- PIUS VI -P-M- PERFECIT), diversi Vescovi sono intervenuti nella realizzazione dell’opera (Mons. Chenis con la benedizione della prima pietra, Mons. Luigi Marrucci che ha presieduto la prima parte della realizzazione e Mons. Gianrico Ruzza che l’ha consacrata l’11 ottobre 2020) come anche diversi ministri di culto (in particolare il parroco Don Federico Boccacci e l’economo Don Diego Pierucci) e diversi tecnici.

Hanno contribuito alla realizzazione dell’opera l’arch. Crostella ed il geometra Varlese che hanno redatto il progetto preliminare nel 1999; alcuni anni dopo io e mio padre l’ing. Giovanni Evangelista siamo stati chiamati a proseguire quest’opera redigendo un secondo progetto di variante generale, semplificando l’opera anche per ragioni economiche, ma mantenendo le scelte principali già fatte dai predecessori nell’impianto circolare della chiesa.

Ci siamo occupati dello studio degli interni, dei materiali di finitura con particolare attenzione al presbiterio, abside e fuochi liturgici.

Il progetto delle strutture è stato redatto in collaborazione dall’Ing. Eugenia Evangelista, mia sorella, e da mio padre che ha seguito insieme a noi la costruzione ma che purtroppo non ha potuto vederla finita essendo sopraggiunta la sua morte nel 2017.

L’edificio ecclesiastico, situato all’interno del quartiere omonimo S. Liborio a Nord-Est della città di Civitavecchia, è realizzato con elementi portanti in cemento armato gettati in opera e si presenta come un insieme di volumi intonacati di un bianco candido da cui svettano la scala elicoidale che smaterializza il campanile e la grande vetrata absidale in alabastro proveniente da Volterra.

L’impianto generale del complesso, che sarà completato con la realizzazione del centro parrocchiale, si inserisce a metà di una collina verde, sopraelevandosi rispetto alle quote stradali.

Si accede alla chiesa percorrendo una grande rampa inclinata che giunge nel sagrato, ampio spazio riservato, intimo, chiuso su tre lati dal centro parrocchiale (nord), dalla facciata della chiesa (est) e dalla collina verde (sud), adatto ad ospitare eventi e celebrazioni all’aperto e che si affaccia sul quartiere e sulla città di Civitavecchia.

La trama spaziale interna, impostata su una pianta circolare, risulta essere elaborata attraverso il concatenamento di volumi geometrici in addizione e sottrazione a definire un impianto a croce greca.

I fuochi liturgici sono realizzati in pietra onice proveniente dalla Turchia, selezionata con cura nella scelta delle venature.

L’altare, l’ambone, la sede e il battistero seguono le stesse linee architettoniche della chiesa, basate sulla semplicità dei volumi con base rastremata a 45 gradi.

Il battistero a pianta ottagonale è collocato al centro di un colonnato circolare formato dalle 8 colonne che costituiscono la base del campanile.

Il fonte battesimale è pensato anche per la celebrazione di riti ad immersione.

Particolare attenzione è stata data allo studio del presbiterio, distinto dalla navata da una pavimentazione in travertino giallo di Tivoli, caratterizzato dall’abside semicircolare realizzata in alabastro con una partitura delle lastre a scansione prevalentemente orizzontale.

La trama composta da moduli variabili si ripete nel disegno dei portoni e degli interni della chiesa.

La struttura in metallo che sorregge le lastre di alabastro ha un profilo di dimensioni maggiori nell’asse verticale che fa da fondo al Crocifisso sospeso, posto anteriormente, marcandone il senso ascensionale. L’opera in foglia oro è realizzata dallo scultore Piero Casentini.

L’altare è un parallelepipedo rettangolare con l’attacco a terra contraddistinto da una base con taglio a 45 gradi in continuità con il volume soprastante. Nella parte retrostante dell’altare una nicchia contiene le reliquie di Santi a cui è dedicata la Chiesa: SS Liborio e Vincenzo Maria Strambi.

L’ambone configura uno spazio destinato alla Parola di Dio, posizionato come cerniera tra il presbiterio e la navata, composto da blocchi di marmo onice posti i modo “avvolgente”, in cui si accede salendo un gradino.
La sede, in diretta comunicazione con l’assemblea, riprende anch’essa nelle forme architettoniche gli altri fuochi liturgici presenti nella chiesa.

Studio Evangelista
Arch. Enza Evangelista Architetto, ha perfezionato gli studi con master in “Urban design” (Oxford Brookes University), in “Restauro Architettonico, recupero Edilizio urbano ed Ambientale” (Università degli Studi di Roma Tre) e in “Progettazione di nuove chiese e adeguamento liturgico” (Roma, La Sapienza). Nel 2000 fonda uno studio di architettura che elabora progetti di riqualificazione urbana e valorizzazione del patrimonio storico attraverso interventi di architettura contemporanea.

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