La casa di una comunità viva

S.Ecc. Mons Gianrico Ruzza, Vescovo di Civitavecchia – Tarquinia

Questo numero della vostra prestigiosa rivista presenta un bel servizio sulla chiesa parrocchiale dedicata a S. Liborio e S. Vincenzo M. Strambi nella città di Civitavecchia. Ho avuto la grande gioia di presiedere la celebrazione di consacrazione di questa chiesa nel popoloso rione edificato a nord-est del centro urbano lo scorso 11 ottobre.

Debbo dire che la bellezza architettonica dell’edificio (realizzato con molta fatica, in tempi dilatati oltre le normali aspettative, a prezzo di grandi sacrifici soprattutto da parte dei fedeli) e ancor di più la gioia viva dei fedeli e dei sacerdoti della Comunità parrocchiale hanno reso questo momento molto intenso, carico di un’emozione speciale che ha coinvolto l’intera città, a cominciare dalle autorità civili presenti alla dedicazione.

Il mio pensiero è andato subito al mio predecessore, S.E. Mons. Luigi Marrucci, che ha promosso la costruzione della chiesa nei sette anni trascorsi dalla collocazione della prima pietra. La prima pietra, però, fu posta da un grande amico e collaboratore di CHIESA OGGI: il compianto Vescovo Carlo Chenis, amatissimo in questa bella Diocesi, che ha potuto servire solamente per tre anni, a causa di una malattia che lo ha condotto alla gioia del Cielo in giovane età nel 2010.

Il dialogo intenso e continuo con i primi progettisti, di cui rimane traccia nella memoria del parroco don Federico e nel giovane archivio parrocchiale che conserva la pergamena del rito della benedizione della prima pietra della chiesa, poi collocata nel 2013, testimonia quanto per don Carlo l’edificio sacro avesse un’importanza capitale in un progetto di evangelizzazione e di servizio rivolto ad una popolazione “assetata” di verità e di bellezza.

Nel caso specifico di questa comunità parrocchiale la Diocesi di Civitavecchia – Tarquinia ha consegnato finalmente ai settemila abitanti del rione – e si tratta per lo più di giovani famiglie – una presenza forte e riconoscibile nel contesto urbano sorto tumultuosamente negli ultimi decenni.

S. Liborio è davvero un luogo dell’accoglienza (considerando anche le nuove strutture che si aggiungeranno all’edificio della chiesa) e un punto d’incontro che si propone a tutte le generazioni che verranno.

Oggi, che l’opera è per la maggior parte compiuta, è doveroso il grazie a Mons. Chenis, che è rimasto nel cuore dei fedeli di questa Chiesa locale per la sua simpatia, la sua presenza costante e per la gioiosità che ha portato in una terra fertile e vivace. Sono parole profetiche quelle che pronunciò nell’omelia del 31 dicembre 2009 (una delle ultime offerte alla sua Diocesi) in occasione del Te Deum di ringraziamento: “L’uomo è artefice della sua storia, per cui l’itinerario come ogni strada, ha bisogno di pietre miliari per verificare il posto in cui egli si trova e per riuscire a paragonare, di pietra in pietra, lo scorrere del suo percorso”.

Ecco: la chiesa di S. Liborio, che domina la collina sovrastante il centro di Civitavecchia, fa memoria delle tante pietre che costituiscono il percorso di fede costruito negli anni trascorsi, a cominciare da quella prima pietra benedetta da don Carlo. E tante altre pietre si aggiungeranno: non più all’edificio, ma al corpo vivo di una Chiesa locale che lotterà e si impegnerà per annunciare la presenza viva del Risorto.

Chiesa di San Liborio – Civitavecchia (RM)

Committente:
Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia
Vescovo Gianrico Ruzza Parrocchia di San Liborio
Parroco Don Federico Boccacci
Prima stesura progetto (1999): geom. C. Var- lese-arch. N. Crostella

Seconda stesura progetto e direzione lavori (2010): arch. Enza Evangelista, ing. Giovanni Evangelista, ing. Eugenia Evangelista
Collaboratori Studio Evangelista: Arch. Alessandra Perluigi, Geom. Luigi De Paolis, Arch. Francesca D’alatri, Geom. Monica Giacomini
Progettazione fuochi liturgici: arch. Enza Evangelista
Crocifisso: Piero Casentini
foto di: Filippo Vinardi e Andrea Di Biagio

“L’opera è iniziata nel 2013 con la posa della Prima Pietra benedetta da S. Ecc. Mons. Carlo Chenis Vescovo di Civitavecchia-Tarquinia (2007-2010)”

Un ringraziamento per la collaborazione e per il supporto al servizio a Giovanni Insolera, direttore ufficio Beni Culturali Diocesi di Civitavecchia.
Credits:
Strutture e Finiture: Editer Srl
Materiali per isolamento: Stiferite
Campane: Marinelli

Condividi