La fruibilità dello spazio celebrativo

Progetto di Adeguamento Liturgico della Chiesa Santa Maria del Perpetuo Soccorso, ROMA

Arch. Giuseppe Cosmo

“Per noi esseri umani la vita di fede e il rapporto con Dio non possono che passare attraverso lo spazio e il tempo, entità che siamo tutti chiamati a santificare riempiendole della presenza del Signore” con queste parole, pronunciate dal card. Vicario della Diocesi di Roma Angelo De Donatis durante la celebrazione di dedicazione dell’altare, si confronta il progetto di Adeguamento Liturgico della Chiesa Santa Maria del Perpetuo Soccorso, sita nel complesso dell’Istituto Teologico Don Orione in via Dei Massimi, Roma.

L’edificio presentava diversi problemi di infiltrazioni di umidità che ne impedivano l’utilizzo, oltre che alterarne l’aspetto. L’intervento ha previsto il ripristino delle superfici esterne, il rifacimento degli interni e l’adeguamento liturgico, con una nuova disposizione dei Poli liturgici e della Sede.

Il nuovo spazio si configura come un luogo di contemplazione, in cui l’assenza di elementi decorativi mette in risalto il crocifisso in legno che sovrasta l’altare e l’icona della Madonna a cui è dedicata la chiesa. Il materiale scelto è il travertino, prevalentemente di tipo Michelangelo, alternato al noce nelle decorazioni.

La riorganizzazione del presbiterio e dei poli liturgici è stata volta a conferire una migliore fruibilità dello spazio celebrativo: la demolizione parziale del bèma, mantenuto solo in corrispondenza di Altare e Ambone, ha modificato lo stato di fatto del presbiterio, ponendolo sullo stesso piano dell’aula e accentuando i Poli in maniera puntuale.

L’impianto illuminotecnico è stato adattato per accompagnare le esigenze liturgiche e comunitarie della chiesa, consentendo di illuminare l’aula, l’altare e l’ambone autonomamente e con intensità variabile, a servizio dei diversi momenti di preghiera e celebrazione.

La nuova Pavimentazione si relaziona con lo spazio omogeneo a unica navata. La composizione si articola in un percorso che, mediante la policromia del travertino allineato in moduli di profondità variabile, si configura come un tappeto – simbolo della regalità di Cristo – che conduce il fedele dal sagrato verso l’Altare.

Un percorso speculare collega quest’ultimo all’altare maggiore, in riferimento alla continuità tra la liturgia pre e post ConcilioVaticano II.

In sostituzione al piano rialzato, ancora una volta la decorazione pavimentale orienta il fedele al Luogo del Sacrificio, sottolineandone la centralità.

Considerando lo specifico utilizzo della chiesa, esclusivo alla comunità dell’Istituto Teologico, l’Ambone e la Sede sono stati posizionati dietro l’altare, al fine di garantire all’assemblea maggiore spazio durante i momenti di preghiera comunitaria e le celebrazioni eucaristiche.

L’Altare, fulcro della progettazione, è stato posto in asse con il centro della cupola e allineato all’altare maggiore.
L’intervento ha voluto, oltre alla restituzione del tabernacolo originario, il ripristino della vecchia predella in legno ai piedi dell’Altare Maggiore, dove San Luigi Orione passava le notti in preghiera.


Committenza: Piccola Opera della Divina Provvidenza Don Orione
Progettista e Direttore dei lavori: Arch. Giuseppe Cosmo
Liturgista: Don Francesco Mazzitelli
Coordinatore per la sicurezza: Ing. Gianluca Sicari
Impresa esecutrice: Immobiliare2C


Arch. Giuseppe Cosmo Laureato in Architettura ed ingegneria edile, alla Mediterranea di Reggio Calabria si trasferisce a Roma dove frequenta il Master in Arch. e Arti. per la Liturgia presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo ha collaborato con l’università la Sapienza di Roma. Svolge attività di Progettazione e Interior Design oltre che progetti di Adeguamenti Liturgici.

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