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Edificio di culto: tramite tra Dio e l’uomo

Le chiese vanno progettate in base alla liturgia perché sono il luogo per eccellenza dell’incontro tra Dio e l’uomo

Arch. Angelo Santitoro, Direttore Ufficio Beni Culturali e Edilizia Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno

Un edificio di culto è il luogo per eccellenza dove attraverso la liturgia avviene l’incontro tra Dio e l’uomo, cioè un’azione ordinata e regolata di carattere rituale verso Dio da parte del popolo. Le nostre chiese non hanno solo il compito di «riunire dei fedeli, ma di creare per essi un ambiente che permetta alla Grazia di manifestarsi meglio» (J. Hani, Il simbolismo del tempio cristiano, 1962). Le chiese vanno progettate in base alla liturgia. È impossibile pensarle separate dalla liturgia.

Esternamente devono dare un messaggio alla città e devono esprimere la loro sublime bellezza in termini architettonici-artistici, ma internamente ciò che “comanda” è la liturgia. Tutto va realizzato per essa, rispettando e curando un’ordinata bellezza della casa di Dio, evitando superfetazioni di immagini e statue senza stile né coerenza con l’architettura che l’accoglie.

I nostri edifici di culto (chiese, santuari, confraternite, cappelle, ecc.) devono essere spazi dove ogni uomo riesce a percepire, tramite il rito, il contatto con Dio coinvolgendo tutti i cinque sensi: vedere un gesto rituale; ascoltare e accogliere la Parola di Dio; essere toccati nel profondo dall’amore di Dio con la sua benedizione; odorare i profumi di incenso; gustare il corpo e il sangue di Cristo nell’Eucarestia. La liturgia non è spettacolarizzazione.

Le nostre chiese devono rispecchiare tutto questo, facendo vivere questa dimensione mistica ad ogni uomo tramite una liturgia sobria e rispettando una bellezza autentica dei vari luoghi liturgici e delle opere d’arte che hanno il compito di supportare questo fine.

Il Vescovo di Nocera Inferiore-Sarno Mons. Giuseppe Giudice mentre incensa l’altare durante la celebrazione di fine Visita Pastorale del 26 novembre 2020
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