Alcuni contenuti o funzionalità qui potrebbero non essere disponibili a causa delle tue preferenze sui cookie!

Ciò accade perché la funzionalità/contenuto contrassegnato come “Facebook Pixel [noscript]” utilizza cookie che hai scelto di disabilitare. Per visualizzare questo contenuto o utilizzare questa funzionalità, ti preghiamo di abilitare i cookie: clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

CHIESA, CANONICA, ORATORIO – Cavernago e Malpaga (BG)

NUOVO CENTRO PASTORALE DELLE PARROCCHIE DI CAVERNAGO E MALPAGA (BERGAMO)

Il Nuovo Complesso Parrocchiale è stato affidato a seguito di concorso ad inviti bandito dalla Parrocchia con il supporto dell’Ufficio beni Culturali della Diocesi di Bergamo su indicazione della Conferenza episcopale Italiana che ha parzialmente finanziato l’opera

Il nuovo complesso è costruito nel cuore di un tessuto urbano due storici castelli nelle immediate vicinanze della città di Bergamo dove le colline lasciano spazio alle grandi distese agricole.

Il tema del recinto permette di cucire funzioni molto distinte in un unicum architettonico riconoscibile nel territorio. Edifici massivi, semplici ma forti ed essenziali si presentano distesi ed integrati nel paesaggio.

La nuova chiesa

L’asse della nuova chiesa è disposto est ovest ed è parallelo a quello delle due chiese di Malpaga e Cavernago trovando un forte legame che, seppur strettamente concettuale costituisce un importante elemento simbolico per sottolineare l’appartenenza delle tre chiese ad un’unica comunità.

Il Progetto rivendica il ruolo dello spazio sacro come luogo di permanenza,un punto di riferimento,solido e vero. Per il progettista un luogo sacro non deve temere il tempo. Il lavoro si concentra sulla materia, sull’ossatura e sulla solidità, in contrasto ad un contesto che ci immerge nell’effimero, nel temporaneo, nell’usa e getta, nel riciclabile che alla fine riciclabile non è.

Un materiale per tre funzioni

Un’unica materia e un unico colore caratterizzano un’architettura essenziale che declina il senso di preziosità e ricchezza nelle differenze delle superfici e della loro diversa reazione alla luce. L’intero complesso è realizzato con cemento armato a vista opportunamente texturizzato, il colore è quello della terra arata asciugata dai raggi del sole.

L’obiettivo è stato quello di risolvere con un unico materiale le tre funzioni principali: struttura, isolamento, finitura. Il “carattere” delle murature sia esterne che interne è quello di compattezza ed uniformità. Il riferimento principale è quello della tradizione romanica e gotica nella quale le chiese erano di fatto manufatti edilizi nei quali c’era assoluta continuità di materiale unico, monolitico, in continuità tra interno ed esterno, edifici massivi, semplici ma forti proprio perché essenziali.

L’inserimento nel territorio circostante

Nella parete della facciata e dell’ingresso sono stati inglobati “reperti” provenienti dal territorio circostante a richiamare l’origine agricola di questo luogo e inserti in marmo bianchi e neri a sottolineare la presenza delle due parrocchie che si fondono in un’unica chiesa.

“L’abbraccio” è riferimento che definisce la struttura elementare dello spazio e il ruolo del nuovo centro pastorale, quale luogo di aggregazione, di inclusione, aperto a tutti e coniuga la volontà di apertura e dialogo verso l’esterno con l’esigenza di controllo dello spazio e di restituzione di una scala territoriale.

Un linguaggio contemporaneo

L’Architettura della chiesa si esprime attraverso un linguaggio “contemporaneo”, ma individua le ragioni del proprio principio compositivo in riferimenti che si inseriscono in modo chiaro e diretto con la tradizione costruttiva delle chiese campestri del romanico dove l’uso di un’unica materia propone continuità tra interno ed esterno, tra pareti e pavimento.

L’orizzontalità

L’elemento caratterizzante l’architettura esterna della Chiesa è rappresentato dall’innalzamento della facciata sud con un volume inclinato che coniuga la necessità di introdurre un segno che identifichi la propria presenza nel territorio e la volontà di lavorare con uno sviluppo prevalentemente orizzontale rinunciando alla presenza del campanile. Un grande occhio aperto verso l’alto e verso ovest che rappresenta un elemento di proiezione simbolica verso il cielo permettendo un abbondante ingresso di luce molto concentrata. Il prospetto nord, è caratterizzato da una leggera inflessione della facciata che indica il portale di ingresso alla chiesa e crea una zona porticata di sosta e incontro. Le altre funzioni sono ospitate in volumi molto semplici ed orizzontali con una struttura molto compatta e con poche aperture verso l’esterno ma più aperti e permeabili verso l’interno.

Lo spazio interno

Lo spazio interno della chiesa coniuga l’impostazione assiale tradizionale con una spazialità più “centrale”. L’ingresso laterale, annullando effetti di retorica monumentalità, obbliga ad un movimento di rotazione dello sguardo in un crescendo di prospettive e fino al fondale che lascia intravvedere il “chiostro” che caratterizza il fondo visivo del presbiterio. Lo spazio interno è organizzato lungo un ideale spazio ellittico che accompagna i fedeli dal sagrato all’interno della chiesa.

Altare, fonte battesimale e ambone

L’altare è un parallelepipedo “radicato” direttamente nel terreno. Attorno all’altare è cresciuto il nuovo edificio. La parte emergente è a base quadrata di dimensioni 120×120 ad enfatizzare la sua centralità.

Il fonte battesimale si trova in prossimità dell’ingresso ma, grazie ad un avanzamento di quest’ultimo, si trova in una posizione relativamente baricentrica per favorire la necessaria partecipazione durante la celebrazione di questo sacramento.

Se l’altare è radicato nel terreno e il fonte battesimale cerca una relazione tra terra e cielo, l’ambone, il luogo della parola, è concettualmente e fisicamente relazionato con il cielo, con l’alto, non tocca il suolo ma è sospeso ed è illuminato da un importante lucernario che capta la luce naturale.

In sequenza lineare con l’area del battistero è collocata una zona di sedute per i fedeli e lo spazio per il coro e l’organo.

L’aula presbiteriale

L’aula presbiteriale ospita ambone, altare, sede e tabernacolo ed è caratterizzata da uno spazio che si compone di piani orizzontali e verticali. Ogni singolo elemento assume la scala dimensionale dell’intero presbiterio senza perdere la propria autonomia funzionale e liturgica. Il fondale di questo luogo che si solleva da terra di un solo gradino è costituito da una parete che termina a metà altezza lasciando intravvedere al suo retro la presenza della vetrata di tamponamento della chiesa, che conferisce profondità visiva, prospettica e di intensità di luce all’intero presbiterio. Inoltre apre lo sguardo verso un giardino intercluso che rappresenta un luogo contemplativo. In corrispondenza del fondale è presente una nicchia intagliata direttamente nella parete ad ospitare il tabernacolo. In questo modo si mettono in relazione il corpo e la croce di luce collocata in facciata al termine della via Crucis e non visibile dall’assemblea.

La penitenzeria è collocata sul fondo della chiesa nella zona prossima all’ingresso principale, orientata verso ovest ed in posizione defilata rispetto al luogo della celebrazione. Adiacente alla penitenzeria è ricavato uno spazio che ospita una raffigurazione della Madonna che, in asse con l’ingresso, assume il significato della Madre che accoglie e che si congeda dall’Assemblea. In prossimità è stata realizzata la via Crucis.

La luce naturale penetra lo spazio in pochi e misurati momenti.

Alcuni dettagli tecnici

Pavimento, pareti e soffitto, compresi i luoghi liturgici, sono interamente realizzati in calcestruzzo cromatizzato. Gli elementi di arredo sono realizzati in massello di frassino con inserti in ottone trattato con cera microcristallina. Il fondale presbiteriale si apre verso un giardino intercluso.
La via Crucis è illuminata dalla grande vetrata quadripartita della facciata.
Le stazioni riproducono su una garza retroilluminata la figura del Cristo sovrapposta al tratto di persone comuni.

L’architetto

Paolo Belloni Laureato al Politecnico di Milano. Dottorando alla ETSAB di Barcellona. Docente al Politecnico di Milano dal 2004 al 2017 in progettazione Architettonica e del Paesaggio. Fondatore dello studio PBeB Architetti.

 

 

 

Dati tecnici

Committente: Parrocchia di Cavernago e Malpaga – don Enrico Mangili
Progetto architettonico e direzione artistica: arch. Paolo Belloni, arch. Stefano Rolla – PBEB Architetti. Bergamo
Artista: Gianriccardo Piccoli
Liturgista: don Giuliano Zanchi
Progetto strutture: ing. Gianangelo Bramati
Fotografie: Filippo Romano, Stefano Rolla, Paolo Belloni
Impresa esecutrice: Ars Aedificandi s.p.a.
Casseri per calcestruzzo: Doka Italia

Condividi

Lascia un commento

Su questo sito web utilizziamo strumenti di prima o terza parte che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare rapporti sull’utilizzo della navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare i nostri servizi/prodotti in modo appropriato (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore.

Alcuni contenuti o funzionalità qui potrebbero non essere disponibili a causa delle tue preferenze sui cookie!

Ciò accade perché la funzionalità/contenuto contrassegnato come “%SERVICE_NAME%” utilizza cookie che hai scelto di disabilitare. Per visualizzare questo contenuto o utilizzare questa funzionalità, ti preghiamo di abilitare i cookie: clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.