Architettura

La Chiesa che raccoglie la comunità

NUOVO COMPLESSO PARROCCHIALE DELLA DIOCESI DI LODI A DRESANO, MILANO

Impianto e composizione architettonica sono il tema centrale nella costruzione di un edificio simbolico e rappresentativo, testimone di una comunità che si raccoglie su precisi valori e significati. La definizione volumetrica dello spazio, e la composizione delle forme, animano il tema dell’architettura, della luce, delle funzioni, dei rituali, assegnando a ogni parte un ruolo preciso e riconoscibile.

L’architettura del tempio deve esprimere il movimento dell’individuo “chiamato”, di questo concentrarsi in uno del molteplice. Per questo la chiesa deve apparire da lontano, “richiamare”, elevarsi e distaccarsi dal contesto, dall’accidentale.

Solennità, sacralità e simbolo di “chiamata”

La posizione prospettica al termine del lungo sagrato aperto su via Pavia, simbolo del pellegrinaggio verso la salvezza, e la proporzione instaurata tra il basamento dei locali di ministero pastorale e il tamburo dell’aula liturgica, contribuiscono a conferire all’edificio la necessaria solennità.

La grande scultura in bronzo raffigurante la Croce, posta sull’edificio, segna l’ingresso al luogo di culto, suggellandone la sacralità e ponendosi come inequivocabile simbolo della “chiamata” per il venire a raccolta della comunità.

Due geometrie: il cerchio e il rettangolo

L’articolazione architettonica del complesso parrocchiale scaturisce dalla composizione di due geometrie, il cerchio, forma pura per eccellenza, su cui si eleva l’edificio ecclesiastico, sede dell’”Eucarestia celebrata”, ed il volume a pianta rettangolare del corpo basamentale, caratterizzato dal chiostro centrale di tipologia conventuale, lungo il quale sono disposti tutti i locali di ministero pastorale, sede dell’ ”Eucaristia vissuta”.

Il volume della Chiesa, caratterizzato da una doppia altezza, si pone al centro dell’intera composizione, definendo il lungo sagrato pavimentato in pietra.

Un simbolico abbraccio

Il corpo basamentale misura l’intero lotto in direzione est ovest, si sviluppa su un unico livello, ed è caratterizzato da una tessitura di losanghe in calcestruzzo pigmentato all’ossido di ferro che conferisce il caratteristico colore del laterizio, filtrando la luce dall’esterno e cingendo la chiesa in un simbolico abbraccio.

I due volumi si intersecano in corrispondenza del sagrato, dando origine ad un adeguato pronao, che accoglie i fedeli in cammino verso il luogo sacro della Celebrazione.

Due cerchi concentrici

L’impianto della Chiesa è costituto da due cerchi concentrici, simbolo dell’abbraccio della Madonna delle Grazie alla comunità.

Il cerchio interno accoglie l’aula. La disposizione convergente delle panche verso il presbiterio, oltre ad assecondare la partecipazione dell’assemblea alle azioni liturgiche della Parola e della Eucaristia, assume l’immagine simbolica del costato aperto di Cristo, dal quale sgorgarono Acqua, simbolo del Battesimo, e Sangue, simbolo dell’Eucaristia.

L’aula è illuminata dalla luce naturale proveniente dal volume circolare esterno, che disegna un deambulatorio che avvolge l’intera assemblea.

L’Aula Liturgica

L’Aula è fondata su un impianto costituito da due cerchi concentrici. Il cerchio interno accoglie l’Assemblea, definita dalla disposizione convergente delle panche verso il presbiterio.
L’Aula Liturgica è illuminata dalla luce naturale proveniente dal volume circolare esterno, che disegna un deambulatorio che avvolge l’intera Assemblea. Questo spazio ospita i luoghi liturgici: presbiterio, custodia eucaristica, fonte battesimale, penitenzieria. La posizione del presbiterio, posto al termine della sequenza prospettica, Sagrato_Porta_Aula_Abside, aggiunge alla centralità dell’impianto circolare un altro fondamentale elemento simbolico: l’assialità dello spazio, che culmina con la grande statua del Crocifisso scolpita da Nino Longobardi.

Uno spazio anulare

Gli elementi strutturali si staccano dal muro perimetrale simulando la presenza di uno spazio anulare, così qui il “vero” anello del deambulatorio cinge l’aula e si eleva ben oltre il profilo lenticolare della sua copertura, facendo apparire il deambulatorio come “scavato” nello spessore del muro perimetrale, producendo spazio, percorso e luce.

È infatti soprattutto questo tamburo anulare, più alto e con un profilo convergente verso il centro dell’aula che cattura la luce e la fa filtrare all’interno attraverso un nastro di elementi in calcestruzzo armato a “X” che è, a un tempo, diaframma esterno/interno, motivo di connotazione espressiva, texture di connessione tra chiesa e chiostro.

I luoghi liturgici

Questo spazio ospita i luoghi liturgici: presbiterio, custodia eucaristica, fonte battesimale, penitenzieria.

La posizione del presbiterio, posto al termine della sequenza prospettica:
Sagrato_Porta_Aula_Abside, aggiunge alla centralità dell’impianto circolare un altro fondamentale elemento simbolico: l’assialità, che culmina con la grande statua in bronzo del Crocifisso.

Sul lato sinistro dell’aula, in prossimità della porta d’ingresso trova posto il fonte battesimale, a testimoniare la riconciliazione prima della celebrazione del sacramento dell’Eucaristia. Sul lato destro lo spazio accoglie la storica statua lignea della Madonna delle Grazie, la penitenzieria e, adiacente all’abside, la cappella feriale che ospita la Custodia Eucaristica posizionata in maniera da essere visibile dall’assemblea.

L’iconografia

Le opere d’arte, realizzate da Nino Longobardi, vogliono testimoniare, attraverso la interpretazione che l’artista propone, l’ancillare rapporto che esiste tra l’arte e l’architettura e la futura appartenenza delle opere ai fedeli, alla comunità.

L’iconografia classica viene contaminata dal segno dell’artista, che dà significato all’opera, la rende contemporanea, aumentandone il pathos.
Le sculture sono realizzate in fusione in bronzo, la croce, ed in alluminio il crocifisso, entrambe con l’antica tecnica a cera persa e con trattamento superficiale a base di resina bicomponente color piombo.

Il fonte battesimale, l’altare, l’ambone, la sede sono realizzate in pietra, inserite nella essenzialità delle forme dell’aula liturgica.

Gli architetti

Vincenzo Corvino (1965) e Giovanni Multari (1963) svolgono attività didattica e di ricerca presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Dipartimento di Architettura, Master di II livello in Progettazione di Eccellenza per la città storica.

Nel 1995 fondano lo studio corvino + multari con sede a Napoli e uffici a Milano, partecipano a diversi concorsi internazionali a seguito dei quali realizzano edifici per abitazioni, uffici pubblici e privati e riqualificazione di spazi pubblici aperti.
Nel 2000 con Piazza dei Bruzi e nel 2003 con la Sede degli Uffici della Azienda Ospedaliera di Cosenza sono segnalati con targa d’argento al Premio Europeo “Luigi Cosenza”, nel 2001 con il Recupero del Quartiere Militare Borbonico a Casagiove sono vincitori della III edizione del Premio Centocittà bandito dalla Compagnia di San Paolo.
Nel 2006 e nel 2012 partecipano alla 10ma e alla 13ma Biennale di Architettura di Venezia.
Nel 2013 con il progetto per il “Centro integrato per l’artigianato ed il commercio” a Pompei (Na), si aggiudicano il 2° premio alla nona edizione del Grand Prix Casalgrande Padana, per la tipologia “Centri Commerciali”.
Nel 2016 il progetto per Pompei ottiene la Menzione d’Onore nell’ambito dei The Plan Awards, nella categoria “Retail”.
Nel 2017 con il progetto per il Nuovo Centro Parrocchiale della Diocesi di Lodi a Dresano si aggiudicano il Premio Ceramica e Progetto.

Dati del progetto

Architettura: corvino+multari arch. Vincenzo Corvino, arch. Giovanni Multari
Strutture: studio salvatoni (ing. G. Salvatoni)
Impianti: ing. Luigi Sgobaro
Acustica: ing. Gianpiero Majandi
Direzione dei lavori: arch. Ivan Chiesa / arch. Mino Carella / Claudio Rotta
RUP: arch. Roberto Spagliardi
Opere d’arte: Nino Longobardi
Impresa realizzatrice: Eco Costruzioni srl
Fotografie: ©Studio F64 Paolo Cappelli & Maurizio Criscuolo Fotografi Associati, Napoli.

Cronologia:
2009 concorso
2010 – 2012 progetto
2013 – 2017 realizzazione

Committente: Conferenza Episcopale Italiana – Diocesi di Lodi – Parrocchia S. Giorgio Martire

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