Editoriale

Architettura a servizio della comunità

arch. Giuseppe Maria Jonghi Lavarini
Direttore Responsabile CHIESA OGGI

Nelle pagine delle edizioni di CHIESA OGGI Architettura e Comunicazione, presentando i bandi di concorso di nuove chiese o adeguamento liturgico, vogliamo sottolineare la prevalenza nella scelta dell’architetto capogruppo in empatia attiva, concreta, operativa con il liturgista e l’artista.

All’architetto la responsabilità della creatività e la professionalità tecnica. Al liturgista la responsabilità di suggerire le motivazioni del correlarsi degli spazi volumi sia interni che esterni per un raggiungimento coerente di servizio e di devozione. All’artista la responsabilità sia della scultura e delle opere d’arte più in generale, che sono parte stessa viva dell’architettura e non decoro complementare.

Condividiamo per le scelte non facili ma attente, rigorose, virtuose Don Valerio Pennasso, direttore Ufficio BCE della CEI, che nel suo impegno continuativo ha saputo dare alla Committenza una voce unica a rappresentanza delle istanze di ogni singola comunità e sempre alla ricerca della qualità architettonica dei progetti di nuove chiese a concorso.

Cito a proposito volentieri Teolfilo Gallacini (Siena 1564- 1641) filosofo, medico, architetto, scrittore, trattatista, perché in questi giorni di lockdown forzato, con il rallentamento di tutte le attività di incontri professionali, ho ritrovato tra i miei libri una compagnia feconda di riflessioni.

Teolfilo Gallacini “Della nobiltà dell’architettura” definisce l’architettura sovrana di tutte le altre discipline.
Scorrendo l’ampia bibliografia, apprendo che egli nel 1610, compì un tour attraverso la Toscana, l’Umbria e le Marche. Del suo viaggio si conserva il suo taccuino sotto il titolo “Itinerario… per diverse città d’Italia”.

Il testo si svolge secondo la formula degli appunti di viaggio, infatti Teolfilo Gallacini arricchì il taccuino con piante e alzati delle chiese.
I disegni, sebbene non troppo accurati, rivelano la capacità dell’autore di cogliere i caratteri essenziali delle architetture. Le motivazioni, il riconoscimento della coerenza dei luoghi con la materia stessa delle sue architetture sono riflessioni pubblicate nel suo trattato “Degli errori degli architetti”. Questo insegnamento è attuale nel giudicare, scegliere, constatare, le proposte di architettura oggi. La chiesa, il complesso parrocchiale, gli edifici annessi, il suo sagrato, gli spazi oratoriali devono chiaramente riconoscersi nell’ architettura a servizio della comunità, devono riconoscere l’attualità dei tempi delle innovazioni, dei cambiamenti sociali.

Non è la creatività sovrana che vuol stupire, ma è l’ascolto partecipato delle componenti del gruppo che attiva la progettazione.
Affrontando il dibattito degli architetti oggi che seguono la progettazione, è giusta l’attenzione di un ascolto virtuoso compartecipe.

Le nostre pagine infatti coerentemente, non vogliono essere semplice documentazione dell’architettura sacra oggi, ma devono essere testimonianze di un percorso, un metodo.
Questo è l’invito ai nostri lettori a condividere queste riflessioni .

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