Restauro Cupola della Basilica di San Pietro in Vaticano – Roma

Affidamento lavori alla ditta M.G. Restauri Srl del gruppo Di Stefano, di Basciano (TE). Il referente, Massimiliano Di Stefano: “è il lavoro della mia vita”.

ing. Vito Di Taranto

La Basilica di San Pietro in Vaticano, ufficialmente Papale Basilica Maggiore di S. Pietro in Vaticano, simbolo dello Stato Pontificio, sita nella monumentale Piazza San Pietro a Roma, è interessata da un restauro parziale avente ad oggetto la Cupola.

Questa alta più di 130 metri, con 41,5 metri di diametro interno, 58,9 di diametro massimo esterno e 551 scalini, emblema della intera città di Roma, e di tutta la cristianità, poggia su un alto Tamburo costruito direttamente sotto la direzione di Michelangelo.

Il restauro durerà quattro anni e interesserà sia gli aspetti funzionali che estetici.

Le modanature delle parti mancanti di travertino, materiale con cui è costruito il Tamburo, sotto la supervisione tecnica della “Fabbrica di San Pietro”, sono realizzate dalla ditta M.G. Restauri del gruppo Di Stefano, di Basciano, Teramo, che nel campo ha acquisito altissime e certificate competenze professionali che rappresentano il fiore all’occhiello della impresa teramana.

Le porzioni di travertino rovinate o disgregate sono state attentamente catalogate per ciascuno dei sedici settori in cui è suddiviso il Tamburo; ogni singola zona di intervento è stata numerata, fotografata ed inquadrata dimensionalmente.

Gli scalpellini della M.G. Restauri, in funzione della estensione del difetto, con grandissima maestria stanno lavorando sulle singole zone di interesse per scavare ed asportare il materiale che contiene la parte disgregata e nello stesso tempo sagomare la forma della apertura in modo da potervi inserire successivamente un tassello di travertino nuovo.

Il volume di tale apertura è caratterizzato nella maggior parte dei casi da una sezione rettangolare, orientata orizzontalmente per ripristinare e garantire continuità strutturale.

I tasselli di travertino sia nuovo che quelli di geometria più semplice vengono tagliati a banco da una sega radiale presente direttamente in cantiere, ai piedi del Tamburo.

Tali tasselli vengono legati con la struttura principale con delle specifiche resine e, lì dove si rende necessario, vengono anche imperniati.

Nonostante il lavoro altamente complesso su una struttura di grande rilievo storico, artistico e architettonico, gli operatori “scalpellini” della ditta M.G. Restauri ogni giorno con tranquillità e serenità apportano il loro prezioso contributo.

Nelle immagini si possono osservare alcune delle zone di intervento con evidenza delle codifiche di identificazione e delle tessere di travertino nuove, sagomate con le giuste tolleranze per essere inserite nelle asole e ripristinare la continuità estetica e strutturale dell’opera”.

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