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L’adeguamento delle cattedrali: il complesso dialogo tra l’oggi e la storia


Don Luca Franceschini direttore Ufficio Nazionale per i
Beni Culturali e l’Edilizia di Culto della CEI 

Sono trascorsi sessant’anni da quando il Concilio Vaticano II ha promulgato il primo dei suoi documenti, la Costituzione sulla Sacra Liturgia: Sacrosanctum Concilium

In questi sei decenni nella Chiesa si sono vissute importanti esperienze, volte a favorire una sempre più piena, consapevole e attiva partecipazione di tutti i fedeli alla Liturgia: sono stati rivisti tutti i libri liturgici, in particolare il Messale Romano, si sono apportati “adeguamenti” all’assetto liturgico delle chiese, si è composta nuova musica e nuovi canti in lingua italiana, si sono sperimentate nell’architettura e nell’arte nuove vie per la costruzione di edifici di culto rispondenti agli insegnamenti e allo spirito del Concilio.

A questo scopo la Conferenza Episcopale Italiana, attraverso due note pastorali della Commissione episcopale per la Liturgia, ha contribuito ad offrire linee e indirizzi sia per la costruzione delle nuove chiese (1993) sia per l’adeguamento delle chiese esistenti (1996)

Nonostante questo impegno il cammino è ancora lungo e molto lavoro resta da fare. Alcuni adeguamenti, infatti, hanno ancora la caratteristica della provvisorietà.

In alcuni casi l’altare richiama gli stereotipi di un semplice tavolo, in altri casi l’ambone è un semplice leggio, la sede non ha trovato una collocazione stabile ma, soprattutto, manca un “pensiero” e una produzione artistica che caratterizzi in modo armonico i vari poli liturgici dando loro quella nobiltà e bellezza che, pur nella sobrietà, esprima il profondo significato simbolico, sacramentale e spirituale del “mistero” che viene celebrato. 

L’intervento di Adeguamento liturgico della Cattedrale di Cremona, progetto di arch. Massimiliano Valdinoci, opere d’arte di Gianmaria Potenza 

L’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI ha sicuramente contribuito a questo cammino di rinnovamento sostenendo i progetti delle diocesi, pubblicando diversi volumi sull’adeguamento delle Cattedrali delle regioni italiane, promuovendo concorsi proprio per le Cattedrali che, in ogni Chiesa locale rappresentano spesso i migliori esempi di storia, arte e architettura delle diverse epoche e degli stili che si sono succeduti, ma soprattutto il fulcro ecclesiale e liturgico della diocesi. 

“La cattedrale, infatti, – come recita la nota per l’adeguamento liturgico delle chiese al n° 50si può considerare la chiesa madre di tutte le altre chiese in quanto sede della cattedra del magistero episcopale. Essa è anche il loro modello in quanto centro principale di culto della diocesi. E’ luogo ordinario per la celebrazione delle ordinazioni. La liturgia delle Ore e il servizio corale, che vi celebra il capitolo dei canonici, mettono in evidenza la realtà della Ecclesia orans. In alcuni casi nella cattedrale vengono sepolti i vescovi e si conservano le memorie e le tradizioni storiche della Chiesa locale. Per questo complesso di ragioni il progetto di adeguamento liturgico della chiesa cattedrale è necessario e in qualche modo prioritario per l’intera diocesi, dovendo servire come esempio per gli altri casi di adeguamento.” 

Nel 2018, rivedendo il Regolamento applicativo delle Disposizioni concernenti la concessione di contributi finanziari per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto, la CEI ha dato indicazione affinché si possa contribuire (n° 8 §1) per la realizzazione di nuove opere d’arte (altare, ambone, sede, fonte battesimale, custodia eucaristica, ecc.) in occasione della costruzione di una nuova chiesa nonché (n° 8 §2) per l’adeguamento liturgico della Cattedrale, all’interno di un Bando Nazionale, per cui, periodicamente, l’Ufficio provvederà, in collaborazione con l’Ufficio Liturgico Nazionale, a redigere un bando per progetti a favore delle diocesi

Grazie ai bandi proposti e ai contributi erogati, anche grazie ai fondi dell’8xmille, è stato realizzato l’adeguamento della Cattedrale di Cremona e sono stati portati a completamento i concorsi per le cattedrali di Asti, Sessa Aurunca e Belluno-Feltre; a fine dicembre verranno pubblicati gli esiti del concorso della cattedrale di Acireale. Stanno per partire, inoltre, i bandi per le cattedrali delle diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca in Puglia e Montepulciano-Chiusi-Pienza in Toscana

Si tratta di un’esperienza preziosa, di coinvolgimento dell’intera comunità diocesana, di approfondimento, storico, artistico e liturgico della Cattedrale, di formazione ecclesiologica e liturgica per l’intera diocesi.

Il concorso, pur con i limiti che può incontrare nella partecipazione degli artisti e nel difficile compito della giuria, è percorso fruttuoso di confronto tra discipline diverse: la storia – della Chiesa, dell’architettura e dell’espressione artistica – la scienza liturgica, l’uso dei materiali e delle tecniche artistiche tipiche locali.

Altri dialoghi poi si pongono in particolare tra gli usi degli arredi esistenti e stratificati nei secoli, la loro funzione nella prassi rituale attuale e le possibili attività e interventi artistici volti alla loro valorizzazione secondo il genio artistico necessariamente contemporaneo.

Difatti è doveroso e complesso in un progetto di adeguamento liturgico il rispetto dell’esistente ma, al contempo, l’ideazione di nuovi poli che non dovranno nascondersi per non turbare la bellezza di quanto già realizzato nel passato, bensì proporsi come centro del mistero che si celebra e quali opera artistica contemporanea che, come in ogni tempo è accaduto, si propone quale segno del cammino culturale, ecclesiale e liturgico della comunità che in quella chiesa vive e celebra. 

Il progetto è ancora in itinere per cui, già nel 2024 un altro bando nazionale aprirà la possibilità di ulteriori progetti e riflessioni sulle cattedrali delle diocesi italiane

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