La “Chiesa in cantiere” – La Chiesa è viva

arch. Giuseppe Maria Jonghi Lavarini
Direttore Responsabile CHIESA OGGI

In un mondo in continua evoluzione, in un tempo che insegue sempre più affannosamente un futuro quanto mai incerto, ci ritroviamo con un patrimonio culturale da dover “amministrare” al meglio, perché possa essere “traccia viva” del nostro passato ma anche luogo sicuro per il nostro presente.

Mettere in sicurezza i nostri beni, poterli valorizzare al meglio, renderli fruibili e facilmente accessibili per promuoverne la conoscenza, deve essere un obbiettivo da condividere responsabilmente tutti insieme.

E’ indubbio che la Chiesa in questi anni si è impegnata tanto sulla tutela e sulla valorizzazione del proprio patrimonio, ma è ancora più importante segnalare quanto la comunità tutta debba impegnarsi perché gli interventi necessari possano essere portati avanti.

Si moltiplicano le campagne di crowdfunding a sostegno di interventi di restauro o di lavori sulle nostre chiese, diffondendosi ormai in modo capillare sul territorio nazionale.

Questo ci fa capire quanto sia forte il legame tra le comunità, che questi beni li vivono quotidianamente, e chi ha la responsabilità di amministrare questo patrimonio.

Sicuramente la politica dei bonus fiscali ha aiutato molto in questi ultimi anni nell’avviare tanti cantieri e nel recuperare finanziamenti oltre a quanti già erogati dall’8×1000 della Chiesa Cattolica italiana.

Se osserviamo bene possiamo notare quante impalcature avvolgono le nostre chiese, e quanta attenzione e quanto impegno ci sia nel riportarle al loro splendore.

Ghirlandina della Cattedrale di Modena

L’impalcature del ponteggio è un messaggio di forte Comunicazione: la CHIESA è “Viva”, la “casa vicina” nella sua etimologia “para-Oikos“ dal greco “parrocchia“ è viva: vive forte il presente per ottimizzare sempre il futuro.

Già nel 2007 avevamo dedicato una copertina della testata CHIESA OGGI alla Ghirlandina della Cattedrale di Modena, che risultava ricoperta da un ponteggio rivestito da un grande telo di quasi 90 metri impreziosito con originali disegni colorati, simbolo di Modena e dello steso monumento tutelato dall’Unesco come patrimonio dell’umanità.

Il progetto, realizzato dall’artista Mimmo Paladino, uno dei principali esponenti della Transavanguardia, è stato commissionato dal Comune di Modena in occasione dei restauri della torre, che iniziarono nello stesso anno.

Un messaggio d’orgoglio rivolto a tutti, espresso anche attraverso l’arte contemporanea, così come la Chiesa ha sempre saputo fare. Una Chiesa aperta; Una chiesa viva!

[Le foto sono tratte da www.google.com/immagini]

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