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Dobbiamo alla passione e alla competenza archeologica del- l’Arch. Antonella Ranaldi, Soprintendente in Milano, la ferma volontà di individuare con precisione il sito della quarta Basilica ambrosiana, intitolata a S. Dionigi, la cui memoria si era quasi persa nella notte dei tempi, pur rimanendo segnalata nei documenti d’archivio.
Fu volontà di Ambrogio, patrono insigne di Milano, segnare a modo di croce i quattro punti cardinali della città con la costruzione di quattro Basiche. S.
Dionigi sorge esattamente a est.
L’oriente rimanda alla luce che sorge, secondo il detto antico, ex oriente lux. Questa luce, per la fede cristiana, è Cristo stesso, il Sol oriens ex alto, celebrato in un inno di sant’Ambrosio come lo “Splendore della gloria del Padre” (Splendor paternae gloriae).
Le quattro costruzioni sacre, poste ai quattro punti estremi della croce, intendevano, nella mente di Ambrogio, consacrare a Cristo l’intero territorio della città, affinché i suoi abitanti fossero contenuti e avvolti dal mistero della Croce.
La scoperta dei resti di S. Dionigi conferma e mette in evidenza il forte valore simbolico ed espressivo del tempio cristiano nella globale concezione urbanistica del vescovo Ambrogio.
L’edificio della chiesa, riconoscibile come tale, segna il territorio.
Ne sono artefici i committenti insieme agli architetti, i quali con il loro linguaggio fatto di segni (dalle linee geometriche dell’edificio alle forme degli elementi ornamentali) esprimono incessantemente nei se- coli l’inesauribile contenuto del mistero cristiano: un Dio che si fa uomo e muore crocifisso, per aggregare l’umanità in una vita comunitaria che “faccia memoria di lui”, per il bene vero di tutti, nel tempo e nell’eternità.
Anche oggi, con nuovi materiali, talvolta più adatti alle nuove esigenze, gli architetti, con la loro bravura tecnica e le loro specializzazioni, sono chiamati a esprimere in opere belle e senza soverchia timidezza, quella fede che ha reso possibile duemila anni di arte.
Nelle e dalle loro realizzazioni terse e luminose traspaia anche oggi la loro grande sapienza cristiana
Mons. Franco Buzzi Biblioteca Ambrosiana
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