Un restauro a regola d’arte

Un intervento di restauro degli esterni riporta al suo antico splendore il Santuario della Madonna di Lourdes a Palazzolo sull’Oglio (BS)

É tornato al suo originario splendore il Santuario della Madonna di Lourdes di Palazzolo sull’Oglio (Brescia) grazie ad un articolato intervento di restauro degli esterni.

La chiesa, più comunemente denominata “Madonnina” in virtù del culto mariano particolarmente sentito nella comunità locale, era da tempo bisognosa di lavori per arginare il degrado dell’incuria del tempo.

In particolar modo coperture e facciate necessitavano ormai di un intervento urgente per non compromettere ulteriormente l’apparato pittorico e gli elementi architettonici interni.

Così dopo un primo intervento di messa in sicurezza dei tetti posto in essere dall’impresa Fratelli Ranghetti nel 2019, la Parrocchia di Santa Maria Assunta, proprietaria dell’edificio, sulla scorta del progetto dell’architetto Fabrizio Viola, ha indetto un bando di gara per l’individuazione dell’impresa.

La Commissione tecnica, istituita in seno al Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici, ed il parroco pro tempore don Paolo Salvadori hanno ritenuto di affidare all’impresa Ranghetti di Palazzolo sull’Oglio il lavoro anche sulla scorta dell’esperienza decennale di questa azienda maturata nel settore del restauro degli edifici storici vincolati.

Il restauro degli esterni del Santuario necessitava infatti di un approccio esecutivo che potesse rispondere da una parte alle indicazioni e prescrizioni tecniche della Soprintendenza, dall’altro alle esigenze della Parrocchia di razionalizzare economicamente l’intervento e di poter riaprire il prima possibile l’edificio di culto, particolarmente caro ai palazzolesi.

L’edificazione del Santuario è infatti collegato all’istituzione in Palazzolo dell’orfanotrofio femminile (1856) in quanto la chiesa fu concepita come un completamento degli edifici dell’istituto assistenziale stesso e del primo ricovero per anziani.

I lavori iniziati nel 1885 terminarono quattro anni dopo su un terreno acquistato dai nobili Muzio. L’allora arciprete don Ferdinando Cremona lo volle nella forma e nello stile simile a quella della basilica di Nostra Signora di Lourdes.

Nel 1902 venne ampliato con le due navate laterali ed il coro, un piccolo sagrato sul lato libero della chiesa e la grotta della Madonna. Nel 1954 l’arciprete don Zeno Piccinelli, nell’anno santo mariano, provvide ad un restauro e in quell’occasione lo arricchì con dorature, mosaici e decorazioni, oggi salvati dalle infiltrazioni d’acqua dalle coperture grazie a questo intervento edilizio.

L’attenzione progettuale ed esecutiva si è quindi posta sulle coperture (particolarmente degradate e pericolanti quelle delle due navate laterali) e sui prospetti.

Dopo lo smaltimento dei manufatti obsoleti e la rimozione dei travetti lignei marcescenti, l’impresa Ranghetti ha realizzato la nuova struttura in legno ancorata alla muratura con assito in larice con sovrapposto un strato di tessuto non tessuto traspirante, seguito dalla installazione di bandelle metalliche antisismiche (con posa trasversale) e della lattoneria, costituita da canali di gronda e scossaline in rame.

La stratigrafia del tetto si è completata con la posa del pacchetto ventilato ed il manto di copertura in coppi in cotto antichizzati.

Particolare cura e impegno hanno richiesto gli interventi sulle facciata: dopo aver rimosso gli intonaci ammalorati e pulito sino al vivo della muratura strutturale, si è proceduto al rifacimento dell’intonaco con malta di calce idraulica naturale NHL 3.5 con arricciatura di stabilitura di calce, con effetto traspirante.

Ancor più complicato e certosino il ripristino della particolarità della facciata, ossia la rigatura di finto mattoni a vista di fatto ricostruito con la stessa tecnica con cui sono stati realizzati all’origine, così come tutte le riseghe, cornici e cornicioni.

In ultimo, non senza aver rispettato i protocolli ed i cicli di posa (comprese le naturali tempistiche di asciugatura), l’opera di tinteggiatura delle facciate con pittura ai silicati.

Al fine di diminuire l’umidità naturale di risalita sui medesimi prospetti è stato realizzato un cunicolo areato al piede della muratura ed eseguita l’impermeabilizzazione del marciapiede con successiva sistemazione del pavimento in ciottoli di fiume del sagrato (che si apre sul lato della chiesa e non frontalmente).

I lavori si sono concentrati anche sul campanile, sia nella cella campanaria, sia sulla guglia metallica di copertura del campanile dove l’impresa è riuscita a conciliare il restauro conservativo con adeguamenti e rinforzi strutturali soprattutto sull’orditura lignea di sostegno della guglia.

Esperienza e ricerca dei materiali idonei sono stati sicuramente i punti di forza di un lavoro non semplice ma dai risultati ottimali.

L’ultimo sforzo è stato compiuto nel restauro del portone d’ingresso principale, su via Santissima Trinità, con pulitura delle vecchie pitture e tinteggiatura con vernice protettiva trasparente.

Il Santuario della Madonna di Lourdes di Palazzolo è stato riconsegnato alla comunità nel mese mariano di maggio, in modo non casuale, dopo circa 7 mesi di lavoro. Alla cerimonia di riapertura ha presenziato il Vescovo di Brescia, Pierantonio Tremolada.

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