Comunicare in tempo di pandemia

arch. Giuseppe Maria Jonghi Lavarini
Direttore Responsabile CHIESA OGGI

In questo periodo difficile di pandemia c’è spazio per guardare con ottimismo il futuro che abbiamo davanti. Figli della nostra civiltà cristiana, possiamo aprire le nostre attenzioni professionali su quante iniziative propone la nostra Chiesa Cattolica.
Iniziative fertili che seguono le tante proposte di nuovi bandi di concorso per l’adeguamento liturgico e per i progetti dei nuovi centri parrocchiali che le aree di nuova espansione urbana attendono.

Le nostre edizioni sono occasione di aggiornamento, di confronto, di attualità su questi temi, da poter approfondire tra le nostre pagine e negli incontri (webinar work) che organizziamo sempre con più frequenza e che testimoniano quanto bene si può fare, quanto la professionalità dell’architetto e dell’ingegnere si riconosce nel suo ruolo di progettista di qualità.

Competenze certo tecniche, ma non scevre di cultura, di storia, di arti, di tradizioni coerenti al territorio e alla comunità.

Competenze anche innovative per un patrimonio architettonico religioso. Competenze sempre più necessarie perché possono offrire anche visioni nuove per il riuso del patrimonio dismesso o sottoutilizzato: tema che la Committenza religiosa si troverà ad affrontare con più frequenza nei prossimi anni.

Questa è la missione del professionista, che deve saper guardare con occhi nuovi e saper anche ben comunicare quel bene architettonico nella sua anima primigenia.

Questa è la nostra missione di presentare i professionisti che attraverso le loro ricerche e le loro proposte riescono a proporre modelli e processi nuovi. Questa è la nostra missione di cercare quanto offre il mercato dell’industria e dell’artigianato per attivare con la loro testimonianza la partecipazione attiva del professionista.

Comunicare è anche presentare quel bene architettonico come sorgente per una economia, di nuove occasioni di lavoro, di rinascita virtuosa, sana, dove tutta la comunità può ritrovare nuovi stimoli di crescita e operosità.

Questa è una lettera aperta a tutti i colleghi architetti, ingegneri, operatori del settore tecnico/costruttivo, ricercatori di innovazioni, restauratori e a tutti coloro che con il loro impegno e con grande qualità proseguono nella strada indicata dall’Enciclica “Laudato Si” di Papa Francesco.

La nostra Italia, ha una meravigliosa ricchezza di ingegni al servizio del bello, della tradizione e dell’innovazione, che certo devono essere promossi, riconosciuti e testimoniati.

Ai colleghi rivolgiamo anche un invito a comunicare le realtà del loro territorio, perché possano essere – attraverso le nostre edizioni – esempi virtuosi da valorizzare, creando sinergie attive anche tra realtà diverse.

Progetti e iniziative che producono una sana economia; economia circolare foriera di un benessere per la propria generazione e per le generazioni che verranno.

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