Il nuovo progetto per l’ampliamento dell’oratorio della parrocchia di Montanara (MN)

Il nuovo Oratorio di Montanara è il sogno di una Chiesa che si fa Comunità, che apre le porte a coloro che abitano nel territorio di Curtatone, in dialogo con tutti, credenti e non credenti affinché come scrive San Giovanni Paolo II: l’Oratorio sia un ponte tra la strada e la chiesa”. Con queste parole don Cristian Grandelli, parroco delle quattro parrocchie di Curtatone, Comune diffuso di quasi 15.000 abitanti alle porte della città di Mantova, ha inteso sintetizzare il percorso progettuale e costruttivo dei nuovi locali di ministero pastorale. Con il determinante contributo della Conferenza Episcopale Italiana, fondi 8×1000 per la Nuova Edilizia di Culto, gli spazi sono la risposta profetica di comunità che nonostante i tempi complessi e i cambiamenti in atto, non intendono rinunciare a promuovere l’accoglienza e la crescita delle nuove generazioni.
Il nuovo oratorio, nei pressi della chiesa, si configura come l’ampliamento di una costruzione esistente, realizzata nel 2001.
Era davvero necessario realizzare una nuova struttura? Riunioni e incontri delle diverse componenti delle comunità, un’attenta analisi delle attività pastorali – confluita nel Documento Preliminare di Progetto – e l’istituzione di una Unità Pastorale formata da ben quattro parrocchie (Montanara, San Silvestro, Levata e Buscoldo), hanno portato a chiarire l’esigenza di uno spazio più ampio, una struttura versatile e flessibile, adattabile alle diverse necessità. Al posto di “aule” caratterizzate da rigidità spaziale, è stato realizzato un grande ambiente principale, dotato di pareti divisorie mobili, che permettono di modificare l’assetto dello spazio secondo le molteplici esigenze, senza complicare le geometrie di una struttura che doveva rimanere semplice e riconoscibile, evocativa delle grandi sale del passato, ma attenta al risparmio energetico e frutto di una oculata scelta dei materiali.
“Una struttura che ha bisogno di molta cura” ha sottolineato l’architetto Vittorio Longheu che, insieme all’ingegner Paolo Freddi, ha predisposto il progetto e seguito il cantiere. I tecnici hanno accolto le esigenze della comunità e hanno trovato risposte equilibrate e flessibili, soprattutto per ospitare le attività di catechesi secondo nuove modalità, che coinvolgono ragazzi, genitori e famiglie.
La realizzazione è stata sostenuta anche grazie a risorse messe a disposizione dalla Diocesi di Mantova, dalla Fondazione Comunità Mantovana, e alle donazioni dei fedeli. L’inaugurazione è arrivata dopo un anno di lavori.

Era necessario che ci fosse un nuovo “ponte” tra la strada e la chiesa, per accogliere, far entrare e uscire tutti dalla bella realtà che è la comunità cristiana. Un ponte capace di connettere diverse esigenze ma anche evocativo della storia passata e presente (i mattoni con cui il nuovo oratorio è costruito sono quelli degli edifici preesistenti in questo luogo) e anche epoche differenti: quella di don Giovanni Bosco, cui è intitolato l’oratorio del 2001, appassionato educatore che nell’Ottocento si prese cura dei giovani nelle periferie della Torino industriale, e la nostra, rappresentata da Carlo Acutis, nato nella Milano del 1991 e morto a 15 anni, con il suo carattere travolgente e la comunicazione attraverso i social media per raggiungere coetanei e amici; un bassorilievo in terracotta realizzato dall’artista mantovano Andrea Jori, all’ingresso del nuovo oratorio, raffigura i due santi che quasi abbracciano tre giovani, ad esprimere l’attenzione, la passione e la cura che questa delicata fascia d’età richiede.
Proprio a Carlo Acutis il vescovo Marco Busca ha intitolato il nuovo oratorio l’8 dicembre 2024, nella solennità dell’Immacolata Concezione della B. V. Maria, titolare della Parrocchia di Montanara.
Ora è aperta la sfida per riempire i nuovi spazi con persone, progetti e proposte che concretizzino il desiderio di incontri, scambi e dialoghi. “I grandi progetti non nascono senza amore” dice papa Francesco.
Arch. don Stefano Savoia – Ufficio Diocesano per i Beni Culturali
e la Nuova Edilizia di Culto – Diocesi di Mantova

Il progetto per la sistemazione e l’ampliamento dell’oratorio della parrocchia di Montanara ha come obiettivo quello di rispondere in modo concreto e flessibile alle esigenze pastorali. La proposta prevede la costruzione di un nuovo oratorio parrocchiale con una soluzione architettonica semplice e chiara, capace di integrarsi con i valori storici e ambientali del contesto.
L’intervento vuole essere un’aggiunta di valore, attraverso la riorganizzazione del salone esistente, la creazione di un nuovo ingresso che ne evidenzi anche la funzione religiosa e la definizione di spazi esterni con caratteri formali distinti, pensati per le diverse attività pastorali all’aperto. L’insieme è concepito come una struttura realizzabile in tempi rapidi, grazie a tecnologie moderne e materiali ecosostenibili.


Il progetto ha previsto la demolizione parziale di edifici degradati e l’inserimento del nuovo ampliamento lungo l’impronta dei fabbricati rimossi. Il nuovo volume si collega al salone esistente e genera una corte aperta, più ampia rispetto all’attuale, concepita come spazio raccolto e protetto. La corte, tipico “hortus conclusus” dell’architettura religiosa, è reinterpretata tramite un pergolato che funge da elemento di transizione e relazione tra interno ed esterno.
Il pergolato, semplice e austero, è costituito da una sequenza di pilastri metallici. Esso integra e ridimensiona il volume del salone esistente, creando continuità con il nuovo edificio e rafforzando il legame con lo spazio esterno.
La corte è articolata in due aree distinte, caratterizzate da usi e materiali differenti.
La prima area è uno spazio verde con percorsi pedonali e marciapiedi, collocato accanto alla canonica, al teatro e all’abside della chiesa. In parte è delimitata dal rifacimento del muro preesistente, in continuità con l’allineamento degli edifici demoliti.
È pensata per attività educative e ludiche all’aperto, soprattutto nei mesi primaverili ed estivi. Panche disposte ad “L” definiscono, insieme ai volumi di progetto, un’agorà raccolta, ideale per lavori di gruppo, incontri o momenti di condivisione all’ombra del ciliegio esistente, che viene mantenuto.

La seconda area, più formale, ospita il nuovo ingresso al salone. Si configura come una piccola piazza pedonale che funge da punto di accesso sia al salone sia al teatro al primo piano, con bar al piano terra. Questo spazio sarà utilizzabile anche in occasione delle funzioni religiose e per eventi legati al salone. Il nuovo ingresso, un volume verticale che bilancia l’orizzontalità del complesso, affronta con chiarezza il tema dell’accesso a uno spazio pubblico e il valore simbolico della funzione che vi si svolge. Pur caratterizzato dalla verticalità, mantiene un linguaggio sobrio ed essenziale.
Il volume, di pianta rettangolare e dimensionato per ospitare le aule, è coperto da un tetto a capanna. L’immagine architettonica, volutamente semplificata, trova qualità nelle proporzioni e nei dettagli: la muratura in mattoni di recupero trattati e la copertura in rame ossidato a doppia graffatura. La struttura in cemento armato si integra con capriate metalliche poste in corrispondenza delle pareti divisorie delle stanze. Gli ambienti interni, luminosi e accoglienti, beneficiano di ampie aperture rivolte sia verso la corte, protetta dal pergolato, sia verso i campi da gioco.
Gli spazi pastorali sono progettati per essere estremamente flessibili e adattabili. Le aule possono essere unite o separate tramite pareti mobili, consentendo sia la creazione di ambienti raccolti per piccoli gruppi, sia l’organizzazione di attività comunitarie di più ampia portata.
Infine, l’area a verde sportivo completa il complesso con la presenza di una zona parcheggio pavimentata in ghiaia, in grado di rispondere alle necessità funzionali della parrocchia.


Ampliamento dell’oratorio di Montanara (MN)
Progetto e D.L. Vittorio Longheu
Collaboratori: Roberta Tognoli, Shane Ethan Karkheck, Aleksandra Zhuikova
Studio Longheu
via Chiassi, 71, 46100 Mantova MN
info@vittoriolongheu.it
0376355924
Strutture:
Paolo Freddi, Andrea Sproccati, Antonio Spoccati, Mantova
Impianti:
Federico Brutti, Lorenzo Simeoni
Fotografie:
Andrea Pirisi
Impresa:
GEMMA IMPRESA EDILE S.N.C.
di Gemma Giuliano, Giordano e Cesare
Progetto realizzato con il contributo della Conferenza Episcopale Italiana, fondi 8×1000 per la Nuova Edilizia di Culto.

VITTORIO LONGHEU
Laureato in Architettura presso lo IUAV di Venezia nel 1988. Inizia la sua attività professionale nel 1989 avvicinandosi, negli anni, alla progettazione di molteplici temi che spaziano dalla residenza agli edifici e spazi pubblici. Ha sempre affiancato alla professione la ricerca e l’insegnamento in varie università tra cui lo IUAV di Venezia, il Politecnico di Milano, l’università di Ferrara. Partecipa a convegni in Italia e all’estero ed è stato invitato ad esporre in numerose mostre tra cui la Biennale di Venezia. Ha vinto vari premi di architettura tra cui il “Premio Luigi Cosenza” e il “DesignPlus” di Francoforte. I suoi lavori sono pubblicati in riviste nazionali e internazionali.

