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Un luogo pubblico e per la comunità: nuovo centro parrocchiale Santa Maria Assunta in Carbonera (TV) 

⏱ Tempo di lettura: 6 minuti

L’obiettivo assunto dal progetto è quello di fare sistema con le funzioni pubbliche esistenti : il centro parrocchiale nasce come un ambiente di vita, di incontro e relazione dove poter realizzare le tante attività che contribuiscono ad edificare la Casa della Comunità. Si è cercato di realizzare così un sistema di luoghi che sia collettivo e pubblico allo stesso tempo.

Poco più di cento anni fa la comunità di Carbonera diede vita ad un progetto importante e ambizioso con la costruzione di una nuova chiesa parrocchiale in sostituzione di un edificio del XVII secolo. 

L’edificio venne completato nel 1908 su progetto dell’ingegnere Pietro Saccardo (1830 – 1903), proto della Basilica di san Marco a Venezia, rispettando la torre campanaria del 1842 posta isolata davanti alla nuova facciata. La chiesa venne realizzata sopra un terrapieno portando la quota di imposta dell’edificio a 100 cm sopra il livello di campagna. 

L’attuale nuovo intervento si pone in continuità con quell’ambizioso progetto di inizio novecento prevedendo la costruzione della Canonica, di un salone polifunzionale, di alcune aule per la catechesi e di una Cappella feriale, elevando i nuovi volumi alla stessa quota di imposta della chiesa, formando così una platea continua sopraelevata. 

La cittadina di Carbonera con i suoi attuali 11.000 abitanti è uno dei centri urbani più importanti posti a corona della città di Treviso. Il centro parrocchiale, dedicato a santa Maria Assunta, assieme con alcuni istituti scolastici, la biblioteca, un centro civico e la sede municipale costituiscono il nucleo funzionale pubblico più rilevante del sistema urbano esistente, il quale però si colloca isolato al margine meridionale della cittadina. 

L’obiettivo assunto dal progetto è quello di fare sistema con le funzioni pubbliche esistenti interagendo con loro attraverso una rete di percorsi ciclopedonali e luoghi di interscambio

Il nuovo nucleo parrocchiale non va inteso semplicemente come un luogo funzionale ma come un ambiente di vita, di incontro e relazione dove poter realizzare le tante attività che contribuiscono ad edificare la Casa della Comunità. In sintesi si è cercato di realizzare un sistema di luoghi che sia collettivo e pubblico ad un tempo

Con il progetto si sono resi concreti alcuni significati: 

senso di aggregazione: i volumi del nuovo complesso si articolano attorno ad uno spazio vuoto, una corte, agganciata alla chiesa parrocchiale tramite l’alto volume semicircolare dell’abside; 

senso di appartenenza: ogni ambiente si pone in continuità attraverso ampie aperture con la corte trattata a prato, uno spazio di riferimento per tutto il nuovo sistema; 

senso di prossimità: il nuovo complesso parrocchiale costituito dai nuovi edifici e da quelli esistenti, si pone in stretta relazione con la realtà urbana di Carbonera evitando di costruire cesure e barriere; 

senso di una tradizione che si rinnova: Il progetto si rifà alla tradizionale edilizia “anonima” o spontanea frutto di un’essenziale prassi costruttiva. Un’architettura apparentemente senza tempo che ha sempre caratterizzato il paesaggio di questo lembo di pianura veneta, con la precisa volontà di riannodare i fili con i caratteri del luogo e di radicarsi in esso. 

Si è deciso di impostare il progetto secondo una serie di volumi, identificativi per ogni funzione, posti a corona del cortile porticato. 

Uno spazio quadrato di 30 metri di lato trattato a prato, disponibile a mille attività la dominato dalla presenza del volume estradossato dell’abside semicircolare della Chiesa parrocchiale. 

Si determina perciò una contraddizione perché il volto della chiesa su trova diametralmente opposto ai nuovi locali di ministero pastorale, verso ovest. 

Per ovviare a questa situazione gli spazi posti a ridosso dei lati lunghi dell’aula liturgica, a nord e a sud, sono stati ripensati in modo da favorire una loro identità: essi assumono il compito di cerniera tra la facciata principale, davanti alla quale svetta il campanile ottocentesco in mattoni, e lo spazio vuoto della corte. 

Si formano così prospettive lunghe o campi visivi profondi abbinati a campi visivi brevi o prospettive corte in un’equilibrata sequenza. A nord domina il campanile e la facciata della nuova canonica, a sud emerge la facciata della Cappella feriale. 

Tutt’attorno alla corte corre un portico/pensilina lungo il quale si aprono dei passaggi, delle soglie che possono efficacemente essere utilizzate per attività libere all’aperto ma protette dalla pioggia. 

Al fine di indicare una possibile sintesi si potrebbe affermare che lo schema conventuale è stato manipolato disaggregando le parti e lasciando tra queste molti spazi vuoti in modo da istituire continue relazioni tra interno ed esterno. 

La ricerca sul vuoto è stata prevalente in ogni fase di elaborazione del progetto. 

Il ruolo primario dell’abside all’interno della corte trattata a prato richiama certi casi emblematici come l’abside della chiesa romanica di sant’Agata a Spoleto, protagonista della scena all’interno dei resti del teatro romano, oppure alle tre absidi della chiesa di san Giacomo dell’Orio a Venezia, impostata sull’antico schema a quinqux bizantino, le cui absidi semicircolari definiscono e dominano lo spazio del campo antistante. Retri che diventano protagonisti. 

La costruzione del nuovo complesso parrocchiale è stata resa possibile grazie al contributo dell’otto per mille della Chiesa Cattolica Italiana. Il nuovo oratorio è stato inaugurato il 26 giugno 2021, allo stato attuale manca il completamento della sola cappella feriale.

Sandro Pittini 


Nuovo centro parrocchiale Santa Maria Assunta in Carbonera (TV) 

Committente: don Luca Vialetto, parroco della Parrocchia di Santa Maria Assunta a Carbonera (TV) 

Progettista e Direttore Lavori opere architettoniche: Arch. Sandro Pittini 

Collaboratori: arch. Jonathan Sanna, arch. Sara Bortolato, arch. Giuseppe Anastasi, arch. Andrea Anastasi 

Coordinatore del progetto e project manager: Ing. Diego Malosso – Concordia s.a.s. con arch. MariaElena Antonucci 

Progettista e Direttore Lavori opere strutturali: Ing. Simone Carraro – SOGEN s.r.l. con ing. Francesco Volpe 

Progettista impianti: SIMAX Studio Associato 

Coordinatore Sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione: Ing. Dario Gambarotto – DFG Ingegneria s.r.l. 

Appaltatore dei lavori: Costruzioni Bordignon s.r.l. 

Fornitura laterizi: Fornace Sant’Anselmo 

Infissi in alluminio: Vettoretti srl 

Impianti: Filippetto srl termoidraulici 

Progetto 2017 – 2019 

Realizzazione 2019 – 2021 

Manca il completamento della cappella feriale 

Fotografie e immagini: Foto di Sandro Pittini libere da diritti 

Altre immagini: Archivio architetto Sandro Pittini 

Costo dell’intervento 1.500.000 euro 

Intervento edilizio realizzato con il contributo 8xmille alla Chiesa Cattolica Italiana 


Sandro Pittini (Udine 1964) 

Laureato in architettura presso lo IUAV di Venezia nel 1989, dottore di Ricerca in Composizione Architettonica nel 1998. Attualmente è professore a contratto in Architettura degli Interni e Museografia presso l’Università di Bologna, l’Università degli Studi di Udine e di Trieste. 

Ha tenuto corsi e seminari intensivi presso lo IUAV di Venezia, lezioni e conferenze presso diverse Scuole di Architettura italiane ed europee. 

Ha vinto vari concorsi di architettura, suoi lavori sono stati pubblicati in riviste e libri di settore e sono stati oggetto di segnalazioni e mostre, tra le quali è stato chiamato ad esporre alla 14^ Biennale di Architettura di Venezia, edizione 2014 e alla 19^ Biennale, edizione 2025. Nel 2023 ha ricevuto il premio INARCH Friuli-Venezia Giulia per Interventi di Riqualificazione Edilizia /Rigenerazione. Nel 2025 ha ricevuto la menzione al Premio internazionale “Matita d’Oro del Mediterraneo” 

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