V FORUM CHIESA IN CANTIERE, Milano 20 maggio 2026
Umidità, caso studio di San Lorenzo Maggiore
Intervento di Alessandro Giacomello – Ecodry Italia
Umidità storica: tecnologia non invasiva per conservare
La conservazione degli edifici storici richiede oggi strumenti capaci di rispettare la materia antica e, allo stesso tempo, garantire risultati misurabili. L’intervento di Alessandro Giacomello, Direttore Generale e Amministratore di Ecody Italia, al Quinto Forum Chiesa in Cantiere, affronta il tema dell’umidità di risalita capillare e delle tecnologie non invasive per contrastarla. Un argomento nato nel contesto del patrimonio ecclesiastico, ma pienamente trasferibile ad architetti, progettisti, restauratori, tecnici pubblici e professionisti impegnati nella tutela e nella rigenerazione del costruito storico.
Capire l’umidità prima di intervenire
Ogni progetto di recupero parte dalla conoscenza delle cause del degrado. Nel caso dell’umidità di risalita capillare, Giacomello evidenzia come il fenomeno non dipenda da una sola forza, ma da tre dinamiche compresenti: richiamo capillare, richiamo osmotico e richiamo elettrico. L’acqua, a contatto con le murature storiche prive di isolamento dal terreno, diventa il vettore che trasporta i sali all’interno delle superfici. Sono proprio i sali, più dell’acqua in sé, a provocare distacchi, efflorescenze, sfogliamenti e ammaloramenti. Per architetti e progettisti, questo significa che ogni soluzione deve nascere da una diagnosi completa, non da un intervento standardizzato.
Una tecnologia a interazione molecolare diretta
La tecnologia Ecodry Italia viene presentata come sistema non invasivo basato sulla diretta interazione molecolare. Il dispositivo, di dimensioni ridotte e paragonabile a un tablet, viene installato nell’edificio senza opere distruttive e trasmette frequenze elettromagnetiche molto basse, nell’ordine degli Hz. L’obiettivo non è “spingere” l’acqua verso il basso, ma indebolire i legami deboli tra le molecole d’acqua e tra acqua e sali, riducendo le condizioni che alimentano la risalita. In questo modo la gravità torna progressivamente a prevalere e l’umidità può ridiscendere verso il terreno. L’evoluzione più recente prevede cicli fino a quattro frequenze, utili per adattarsi alla disomogeneità delle murature storiche.

San Lorenzo Maggiore come caso applicativo
Il caso della Basilica di San Lorenzo Maggiore a Milano mostra come una tecnologia non invasiva possa integrarsi in un percorso di restauro complesso. Il primo intervento, avviato nel 2017 nella Cappella di Sant’Aquilino, ha previsto cinque dispositivi lungo le murature perimetrali. Dopo il restauro concluso tra il 2019 e il 2020, l’ambiente risulta conservato nel tempo, con un controllo più stabile dell’aggressione salina. Nel 2025 la Soprintendenza di Milano ha esteso l’intervento al deambulatorio della basilica, con ulteriori sette dispositivi e un sistema di monitoraggio con sonde di profondità. I primi dati, raccolti tra ottobre 2025 e febbraio 2026, indicano un trend positivo nella riduzione dell’umidità interna alle murature.

Guardare gli altri video del Quinto Forum
L’intervento si inserisce nella giornata del Quinto Forum Chiesa in Cantiere, “Valorizzazione del patrimonio tra conservazione e innovazione”, un momento di confronto dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico come risorsa viva per la comunità. Guardare gli altri video della giornata permette di approfondire temi complementari: tutela, fruizione, innovazione tecnologica, connessione tra tradizione e futuro, interventi qualificati, dibattito tra professionisti e networking. Il Forum offre contenuti utili non solo a chi opera nel mondo ecclesiastico, ma anche ad architetti, progettisti, restauratori, imprese, enti e amministrazioni che affrontano la complessità del patrimonio esistente. La partecipazione gratuita rafforza il valore culturale e professionale dell’iniziativa.

