Architettura

Riusare, riavviare, creare (nuove imprese)

Dal Network nazionale del riuso un rinnovato impulso all’azione anche attraverso l’utilizzo della piattaforma RIUSIAMO L’ITALIA

Roberto Tognetti, direttore Fondazione Riusiamo l’Italia

Firmato nell’autunno del 2018 il Protocollo di intesa per l’attivazione di un Network nazionale del riuso ha aggregato in fase di avvio 8 soggetti, diventati poi 17, con l’impegno della diffusione, la pratica e l’innovazione degli interventi di riuso del patrimonio immobiliare pubblico e privato con finalità sociali, culturali attraverso il coinvolgimento attivo dei giovani cittadini.

Secondo Paolo Paroni, presidente dell’associazione reteITER che fa da capofila: “è un network di organizzazioni, grandi e piccole, per raccogliere, condividere, amplificare e disseminare le energie generative sul territorio nazionale. Il network è e rimane aperto al coinvolgimento di altri soggetti impegnati nei settori dell’innovazione, della sostenibilità e dello sviluppo locale, tant’è che anche gli enti locali cominciano ad essere interessati, come nel caso di Vigliano Biellese, primo comune ad aderire alla rete”.

Il Comune di Vigliano è infatti da anni impegnato nel promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio per renderlo più competitivo e attrattivo. In altri termini si tratta di restituire quei valori fondamentali che ne danno una precisa connotazione, sia sotto il profilo ambientale, inteso nella sua accezione più ampia (eliminazione del degrado urbano e consumo di suolo uguale a zero) e sia sotto il profilo socio-economico (incentivare gli investimenti con conseguente aumento dei posti di lavoro).

Abbiamo aderito con grande entusiasmo alla piattaforma RIUSIAMO L’ITALIA perché in armonia con la sensibilità di questa Amministrazione sul tema della riqualificazione delle aree industriali dismesse – dichiara il sindaco Cristina Vazzoler. Di sua iniziativa il Comune aveva già precedentemente confezionato un censimento di queste aree (con apposito incarico all’arch. Paola Bacchi) con il fine di innescare un processo di marketing territoriale la cui centralità è stata quella di attribuire un’identità ai siti industriali dismessi in funzione di nuovi possibili riutilizzi.

Per chi si occupa di innovazione sociale e sviluppo locale l’esigenza di convergere e collaborare è molto sentita, altre iniziative analoghe infatti sono in corso, tra reti attivate già da anni e altre da pochi mesi.
Si va dall'”Alleanza per la generatività sociale” (http://generativita.it/it/chi-siamo/), alla “Mappa celeste dell’Italia che c’è” (https://www.mappaceleste.it/chisiamo), da “Italia Che Cambia” (https://www.italiachecambia.org/chi-siamo/), fino al più recente “Lo stato dei luoghi” (https://www.lostatodeiluoghi.com/) e ancora a D.O.P.O. (Design Oriented Postpandemic Opportunites), una piattaforma multidisciplinare, open source, di ricerca e azione, per ripartire più forti dopo la pandemia (https://www.dopo.community/).

Tutte realtà (oltre a tante altre) che cercano di “unire i puntini” di un’Italia diversa da quella che viene raccontata dall’informazione mainstream. La specificità del Network è quella di mobilitarsi su progetti concreti e avviare azioni di cambiamento attraverso il riuso, la rigenerazione e/o lo sviluppo imprenditoriale, soprattutto nei settori culturali, sociali, ambientali, energetici, digitali, spesso intrecciati con formule della crescente economia circolare. Una delle prime iniziative di collaborazione ampia è stata: “quella promossa da INBAR con il progetto RIUSIAMO RAGUSA – racconta l’arch. Anna Carulli, presidente dell’Istituto Nazionale di BioARrchitettura, uno dei partner del Network – Con essa, si intendono supportare progetti e processi che dal riuso degli spazi abbandonati e sottoutilizzati diventino veri percorsi strutturati di rigenerazione urbana perfettamente in linea con i principi di eco e bio-sostenibilità. Una sfida che vede protagonista la sezione INBAR di Ragusa che ha coinvolto molti stakeholders in un vero e proprio partenariato operativo”.

In questi giorni è stata impressa un’ulteriore accelerazione collaborativa anche per gli effetti combinati della situazione in cui siamo tutti sospesi a causa della pandemia Covid-19. È stato così rafforzato il collegamento tra la dimensione del RIUSARE, con quella della necessità stringente di RIAVVIARE progetti e attività, unita all’esigenza di CREARE valore attraverso NUOVE IMPRESE.

Per RIUSARE

https://www.riusiamolitalia.it
La cosa più utile e interessante in questa fase è quella di allargare l’offerta contribuendo così a popolare la mappa RIUSIAMO L’ITALIA (http://www.mappa.riusiamolitalia.it/) del maggior numero di situazioni possibili.
Più si caricano edifici da riutilizzare e più si aiuta il rilancio del sistema-paese, soprattutto per la valorizzazione dei suoi infiniti talenti. Il target perfetto è costituito da situazioni di abbandono o dismissione “quasi” pronto-uso, ovvero casi dove i costi e gli oneri di riabilitazione siano nulli o bassi e dove quindi i tempi di colonizzazione dei luoghi siano davvero veloci. La mappa è gratuita ed è semplice da usare, la compilazione del percorso “Proponi il tuo spazio” avviene prevalentemente attraverso parametri predefiniti da scegliere cliccando le opzioni che ricorrono. Secondo il presidente della Fondazione Riusiamo l’Italia, Giovanni Campagnoli: “Ciò porta progressivamente a comprendere che non si tratta di un mercato di transazioni immobiliari, ma viceversa di uno strumento per accelerare processi di creazione del valore, processi che possono e devono essere innescati da attività anche di riuso temporaneo, riuso creativo, attività insomma dove sono “i valori” dei contenuti a ripristinare “il valore” dell’immobile e non il contrario”.

Per RIAVVIARE

Invece lo strumento dedicato è “riavvialitalia.it – una piattaforma in cui raccogliere le idee per il riavvio del paese”. Da un’idea distillata da Massimo Di Leo, Gaia Riposati e Carlo Infante-Urban Experience nella consapevolezza che una crisi, per quanto devastante, può rivelarsi un’opportunità: può renderci migliori rispetto a ciò che pensiamo di essere.
È per questo che è necessario creare le condizioni abilitanti per dare forma al nostro potenziale. Questa piattaforma è uno dei tanti modi possibili per sollecitare le disponibilità a mettersi in gioco, accogliendo idee, proposte, buone pratiche e diverse progettualità di Innovazione Sociale, Digitale, Culturale, Educativa e di Open Innovation su tutte le filiere d’impresa produttiva. Una piattaforma che rilevi e riveli quelle buone pratiche avviate da tempo che delineano una nuova sensibilità strategica d’innovazione culturale e sociale gravemente sottovalutata: format di resilienza urbana, riuso degli spazi abbandonati, attivismo civico, teorie sull’Economia Fondamentale, app di podcast georeferenziati, iniziative di Economia Circolare, Trekking Urbano, mappature per tracciare le emergenze, applicazioni per eCommerce della biodiversità enogastronomica italiana, “idearii” per attivare intelligenza connettiva e tanto altro di ciò che bolle in pentola, di buono, sano e giusto. A tale proposito Carlo Infante di Urban Experience ha ricordato che “prima di entrare in guerra, nel 1940, gli Stati Uniti lanciarono un proclama per attrarre idee per la vittoria: istituirono il National Inventor Council che raccolse centinaia di proposte che solo in parte sarebbero state realizzate e brevettate. Questo precedente ci ha ispirato

E ancora per CREARE

c’è StarBoost https://starboost.it/, un metodo “umanistico” per aggregare imprenditori seriali, investitori, advisor e mentori per formare e supportare team imprenditoriali in pre-costituzione e post costituzione nelle primissime fasi aziendali aiutandoli ad affrontare e risolvere le tematiche più importanti legate al processo di creazione e sviluppo di una nuova iniziativa d’impresa. L’inventore del modello è Daniele Alberti che così lo illustra: “attraverso i programmi StarBoost Academy si organizzano corsi in tutta Italia diffondendo una metodologia di creazione di impresa che promuove la cooperazione tra talenti, imprenditori e investitori per validare l’idea e il team in piena sicurezza e a ridotto investimento. Un modello che permette di strutturare gruppi multidisciplinari cross-generazionali fortemente coesi e limitare la necessità di investimenti economici (anche di 10 volte) attraverso la valorizzazione in equity degli apporti di lavoro, di asset o di capitale erogati durante il processo di creazione d’impresa, con una suddivisione equa delle quote societarie tra tutti coloro che partecipano allo sviluppo dell’iniziativa imprenditoriale”. Il modello è stato validato su oltre mille studenti negli ultimi due anni, è pronto per essere applicato su scale più ampie al fine di rendere l’Italia attrattiva a livello internazionale, creando sinergie di sistema senza bisogno di ingenti capitali, così da contrastare le previsioni macroeconomiche a lungo termine che vedono il nostro paese in contrazione rispetto ai mercati asiatici ed internazionali. Il passo successivo, per poter applicare questo modello su scala nazionale, consiste nell’ottimizzare gli investimenti in formazione ed innovazione per lo sviluppo di nuovi posti di lavoro, integrando il business model ad alto rischio degli investimenti in fasi pre-seed a quello più conservativo, ma allo stesso tempo meno redditizio, relativo al mercato immobiliare. StarBoost vuole offrire l’occasione per ripensare il modello delle startup italiano, che nei prossimi anni dovrà necessariamente essere rivisitato in quanto per le piccole e medie aziende sarà sempre più difficile sopravvivere in un sistema iper-competitivo e globalizzato. I Percorsi di “Team Creation” e “Company Creation” possono andare dalle tre settimane per imparare a trovare i giusti soci, fino alle sette settimane per validare il progetto verso la costituzione. La prossima edizione dei corsi in Live Streaming Nazionale è in fase di riavvio. Le varie attività vengono sviluppate sempre nella prospettiva di radicarsi in “luoghi” specifici da rigenerare secondo il modello RIUSIAMO L’ITALIA. Per favorire questo processo è stata istituita una Borsa di studio di supporto alle idee caricate su RiavviaItalia. Essa è destinata all’imprenditore o al Team in pre-costituzione che verrà valutato come il più Strategico, mentre per tutti i progetti ritenuti di valore saranno individuate altre formule di supporto per la loro community.

I vari centri di competenza del Network (cui ha aderito anche Chiesa Oggi) sono comunque al lavoro su percorsi di collaborazione e interazione ancora più spinti che verranno testati e sperimentati nei prossimi mesi. La retorica del cambio di paradigma in questo contesto è superata, tutti i soggetti in gioco hanno infatti promosso il cambiamento in tempi non sospetti e il loro ulteriore avvicinamento, non è che una componente di questo nuovo metabolismo progettuale e operativo.

Progetto di geolocalizzazione e dell’atlante dei materiali.

Istituto Nazionale di BioARrchitettura (INBAR), dal 1990, registra la parola Bioarchitettura® (marchio registrato) e ne fonda i principi nelle sue articolazioni. L’Istituto è finalizzato, alla tutela e alla valorizzazione dell’ambiente naturale ed antropico in una strategia finalizzata alla qualità, che contempla la salvaguardia della salute, una oculata gestione delle risorse. A tal fine accoglie e organizza i professionisti iscritti ai rispettivi albi professionali che si riconoscono nelle finalità statutarie. Le modalità di conduzione ed organizzazione dell’Istituto sono democratiche, conferiscono ampia autonomia gestionale ed economica alle strutture elettive locali (Sezioni) e si articolano secondo i principi di condivisione e partecipazione proprie di Agenda 21.


StarBoost costituisce un ecosistema di imprenditori, professionisti, advisor e investitori early stage che nelle loro iniziative valorizzano e tutelano Talento e Capitale. StarBoost è altresì una Community di professionisti qualificati, che condividono amore e passione per lo sviluppo di progetti innovativi. Seguendo il metodo Starboost, grazie a più di 60 advisors e oltre 500 membri su scala internazionale, vengono collegate competenze multidisciplinari e cross generazionali in grado di mettersi in rete in modo veloce e flessibile.

Urban Experience. E’ una piattaforma per la riflessione partecipativa sui nuovi format di comunicazione interattiva e sulla creatività sociale inscritta nelle nuove esperienze di cittadinanza digitale, come i walkabout- esplorazioni partecipate radionomadi. www.urbanexperience.it.
Per segnalare idee e progetti utili al riavvio del Paese mandate email
(info@riavviaitalia.it) con max 2000 battute sulla proposta, con un’immagine e link pertinente. Si invita ad associare la scheda ad una delle cinque macrocategorie attraverso cui declinare l’innovazione: digitale, sociale, culturale, ambientale, produttiva.

La Bioarchitettura® non è un nuovo modello formale o semplice sommatoria di “tecnologie verdi” bensì una visione olistica dell’architettura che obbliga a confrontarsi con la specifica realtà, a scoprirne, con rinnovata sensibilità, la continuità con la storia, le tradizioni, il paesaggio e da affrontare attraverso le nuove consapevolezze della ecosostenibilità e della bio-compatibilità. Costituisce punto d’incontro, organismo di riferimento e di raccordo nazionale ed internazionale per il mondo intellettuale e produttivo in settori quali edilizia, urbanistica, geologia, biologia, gestione delle risorse ambientali del territorio e sviluppo sostenibile. Ha sede legale a Roma ed è articolato a livello territoriale in sezioni provinciali (attualmente una quarantina nelle principali città italiane) attive nel promuovere le tesi della Bioarchitettura® nelle diverse realtà locali mediante consulenze a Enti ed Istituzioni Pubbliche e private nonché una intensa attività. www.bioarchitettura.it


Roberto Tognetti, architetto, direttore della Fondazione Riusiamo l’Italia, coordinatore nazionale di iperPIANO, è esperto di ingegneria dello sviluppo locale e progettazione strategica territoriale con particolare riferimento alla valorizzazione dei patrimoni dismessi e sottoutilizzati.

Daniele Alberti, inventore di StarBoost, un metodo “umanistico” per aggregare imprenditori seriali, investitori, advisor e mentori per formare e supportare team imprenditoriali in pre-costituzione e post costituzione nelle primissime fasi aziendali aiutandoli ad affrontare e risolvere le tematiche più importanti legate al processo di creazione e sviluppo di una nuova iniziativa d’impresa.

Paola Bacchi, Vive nel Biellese, dove svolge la libera professione di architetto e la sua ricerca fotografica. Fin dal periodo universitario si occupa di ricerca storico-architettonica-fotografica, anche in funzione di progetti di recupero/riqualificazione di edifici di interesse storico ed aree dismesse, pubblicazioni o mostre. http://paolabacchi.it

Giovanni Campagnoli, presidente Fondazione Riusiamo l’Italia, economista di formazione, si occupa di promozione e valorizzazione degli universi giovanili attraverso percorsi di creazione d’impresa nei settori sociali e culturali, basati sulla trasformazione del talento in competenze chiave per percorsi imprenditoriali a misura di persona.

Carlo Infante, changemaker, esperto di Performing Media e fondatore di Urban Experience. Autore di saggi tra cui Imparare giocando (Bollati Boringhieri, 2000), Performing Media 1.1. Politica e poetica delle reti (Memori, 2006) e migliaia di articoli per testate nazionali.

Paolo Paroni, sociologo, esperto in progettazione sociale, svolge da oltre 15 anni attività di consulenza e formazione nel campo delle politiche sociali, delle politiche giovanili, dell’organizzazione aziendale, dell’impresa cooperativa. politiche per la gioventù.

Cristina Vazzoler, riconfermata Sindaco di Vigliano Biellese nelle amministrative di maggio del 2019, madre di due figli, Geometra libero professionista e Amministratore pubblico dal 1987 ricoprendo cariche di Consigliere e Assessore.

Anna Carulli, architetto, Bioarchitetto dal 1994, Presidente Nazionale dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura dal 2016 ed Esperto e docente in Bioarchitettura dal 1998 in analisi geobiofisica e geobiologia. Segretario dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Messina, fondatore dell’Associazione Architettura Ecosostenibile nel 2002.

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