Testimonianze

Riusare il patrimonio dismesso

Café della Stampa 2020: Nuove sfide e opportunità per il riuso del patrimonio religioso dismesso

La serie di appuntamenti a carattere informale che coinvolge rinomati direttori di alcune testate di settore ed esponenti di primo piano dell’architettura e del design. Come in altre occasioni abbiamo parlato di come recuperare il patrimonio abbandonato , in questo video contributo sono intervenuti direttamente, Caterina Parrello e Giuseppe Maria Jonghi Lavarini, direttori della testata Chiesa Oggi, dialogano con S.Ecc. Mons Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, e con l’architetto Mauro Severi.

Valorizzare la cultura e la crescita

L’edizione speciale online dei “Café della stampa” di Cersaie 2020, organizzati da Confindustria Ceramica in collaborazione con case editrici italiane di grande rilevanza, ha ospitato nell’incontro coordinato da Caterina Parrello e Giuseppe Maria Jonghi Lavarini,  Direttori di CHIESA OGGI, la testimonianza di   S.Ecc. Mons Massimo Camisasca, vescovo della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, presentata dal Vicario Mons Alberto Nicelli, e dall’arch. Mauro Severi, presidente del Comitato Reggio Città Universitaria.

Il dibattito recente sul riutilizzo dei luoghi di culto dismessi o sottoutilizzati trova nella scelta della trasformazione dell’ex Seminario Vescovile di Reggio Emilia in Nuovo Polo Universitario, unanuova occasione, per riflettere sulla diversa valorizzazione del patrimonio culturale architettonico dismesso della Chiesa con l’obiettivo di rigenerarlo dandogli nuove possibilità di incidere sul tessuto urbano delle città e nello stesso tempo continuare a diffondere il suo messaggio religioso, mantenendo la coerenza con la sua funzione originale quale la destinazione a luogo di cultura e di crescita per i giovani.

Tante possono essere le soluzioni per il riuso di un patrimonio religioso dismesso, ma tutte devono essere capaci di assorbire le trasformazioni sociali e culturali delle varie epoche che attraversano, senza però perdere i propri requisiti fondamentali di riconoscibilità comunitaria e rimanendo sempre il centro della vita sociale mantenendone la bellezza, l’arte e la storia.

Si è parlato a lungo del percorso intrapreso che ha visto il coinvolgimento attivo di tutta la comunità e delle maggiori istituzioni di riferimento, nonché di imprese private che hanno creduto nel progetto di riuso sostenendo anche finanziariamente l’iniziativa.   Nel mese di novembre 2020 (dopo solo 18 mesi dall’inizio del cantiere) si conclude la prima parte dell’intervento con la consegna del primo lotto che permetterà di accogliere circa 2000 personale nei nuovi spazi adibiti ad aule e laboratori universitari, nell’attesa di completare anche i lavori del secondo lotto che ospiterà il campus universitario.

Il tema scelto durante questo incontro vuole evidenziare come Committenza, progettisti e imprese possano trovare occasioni importanti di lavoro e di progettualità nel riuso consapevole del patrimonio religioso dismesso e come questo possa essere una grande opportunità anche nel mondo della Ceramica, e di tutte le imprese che con la loro ricerca e l’innovazione tecnologica possono sostenere scelte sostenibili e di qualità.

Se vuoi contattare la redazione, scarica il numero 114 di CHIESA OGGI e fai la tua richiesta.

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